Mela candita (Epel) 🌸(🔞)

116 4 0
                                        

» 𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦𝘤𝘪𝘱𝘢 𝘢𝘭 𝘞𝘳𝘪𝘵𝘰𝘣𝘦𝘳 𝘥𝘪 𝘍𝘢𝘯𝘸𝘳𝘪𝘵𝘦𝘳.𝘪𝘵 (giorno 2)

» Prompt: Candy Apple (PumpColors)

Sto recuperando qualche fic del writober che avevo segnato, ma non ero riuscita a scrivere.


«Un solo morso», disse (Y/n) porgendogli la mela, «chiudi gli occhi e dalle solo un morso».

Epel era titubante. Osservò il frutto fra le mani della ragazza ancora una volta e deglutì a fatica per l'imbarazzo. Si sentiva come se una gentile vecchietta gli stesse offrendo una mela avvelenata e il colore perfettamente rosso e brillante che le attribuiva il caramello non lo aiutava di certo a deviare il pensiero.

Lui e (Y/n) si erano riuniti quel pomeriggio per cucinare insieme qualcosa con le mele, per intagliarle in teneri animaletti, metterle nelle torte o caramellarle, non avrebbe mai immaginato gli sarebbe stata fatta una proposta simile. Si stava annoiando, ed era okay, (Y/n) non era poi chissà quanto brava a intagliare la frutta, essendo la prima volta che lo faceva, ma perché doveva stuzzicarlo in quel modo? Che poi non ci sarebbe stato nulla di male nell'assaggiare una mela candita dalla sua amica, se non gliela stesse offrendo dalle sue stesse mani. Epel stava avendo un cortocircuito interno. Era un gesto troppo intimo e lei si stava pure avvicinando con il frutto, allettante come un'incantatrice.

«Va bene, ma... non spostarla. Okay?», rispose alla fine, ancora poco convinto.

Che cosa stava facendo? Avrebbe dovuto reagire in qualche altro modo, se avrebbe voluto dimostrare di essere virile, soprattutto davanti ad una bella ragazza come lei, eppure si stava avvicinando al frutto portogli con gli occhi chiusi, le guance rosse e il cuore impazzito nel petto. Non sentiva neanche l'ombra di pensieri coerenti, tutto ciò che udiva dentro di sé erano domande disperate a cui non aveva risposta, perciò si inclinò fino a poggiare le labbra sul frutto. Fu lento nell'affondare i denti nella succosa polpa ed ebbe un brivido lungo la spina dorsale quando il pezzo candito atterrò sulla lingua. Non era normale sentire così tanto, era tutto troppo intenso. Di solito apprezzava la freschezza della mela e la dolcezza della sua versione candita, però stavolta era davvero eccessivo. Masticò lentamente e solo quando deglutì riaprì le palpebre, per notare che lo stava fissando con una certa insistenza.

«È... buona», commentò, «l'hai caramellata bene, se è questo che volevi... sapere». Le parole diventavano sempre più flebili man mano che le pronunciava, soprattutto perché (Y/n) continuava a fissarlo. Aveva qualcosa sulla faccia?

Epel si toccò attorno alle labbra, si accorse che erano appiccicose e umide e le leccò per rimuovere zucchero e succo residui, poi si irrigidì quando si rese conto che ciò che erano proprio ciò che (Y/n) stava fissando.

«Posso aiutarti a ripulirle?», chiese con fin troppa audacia, lasciando il frutto rimanente sul bancone da lavoro.

«No, cioè, sì, ma... voglio dire, non è necessario, ma...»

Allo sproloquiare agitato di Epel, il Prefetto rispose nell'ultimo modo in cui si sarebbe aspettato, ovvero avvicinandosi a lui senza un fazzoletto, né qualsiasi altro oggetto che avrebbe potuto ripulirlo. Si agitò ancora di più sul posto, si guardò attorno, balbettò sillabe sconnesse e un attimo dopo si ritrovò le labbra di quella era convinto essere solo un'amica sulle sue.

Sapevano di mela e zucchero, pensò, rigido come un palo della luce e con gli occhi spalancati, ma più buoni rispetto a quelli della mela caramellata che aveva assaggiato poco prima. Si muovevano succhiando leggermente i residui che non era riuscito a rimuovere da solo, con una dolcezza che non credeva avrebbe avuto il suo primo bacio.

Aspetta... quello era il suo primo bacio? Quello poteva considerarlo un bacio? O forse lo stava solo ripulendo in un modo non convenzionale? Non ci stava capendo più niente, non riusciva a riprendere il controllo su nulla, non sulla situazione, né sul suo corpo, che rimaneva rigido e a occhi spalancati, nemmeno sulla sua testa che continuava a vagare alla velocità di uno slittino che scivolava incontrastato giù per una montagna.

Aspetta! Ma non la stava ricambiando!

Fece appena in tempo a realizzare di essere rimasto come uno stoccafisso, che (Y/n) si allontanò da lui, anch'ella rossa sulle guance. Era adorabile...

«Si è fatto tardi», annunciò, «è meglio che vada».

Epel non capì. Annuì con un gesto automatico, ancora con le labbra semiaperte e gli occhi spalancati e la vide recuperare la borsa e il cellulare con le periferiche.

«Allora ci vediamo», gli disse un ultima volta, aspettando una risposta che non arrivò, quindi scivolò oltre le porte della cucina e lo lasciò da solo.

(Y/n) l'aveva davvero baciato, forse. O almeno, credeva. E poi era andata via. Lui non l'aveva ricambiata. Lei aveva preso la borsa e lasciato la cucina. Non si era nemmeno portata una torta di mela...

All'improvviso, si voltò di scatto verso la porta ormai richiusa, rinsavendo.

Aspetta, cosa?!

Love Me (Twisted Wonderland x Reader)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora