A little bit of sunshine (Kalim) 🌸

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A Kalim era sempre stato detto che era un po' troppo affettuoso, persino appiccicoso, eppure lui non ci aveva mai visto nulla di sbagliato in questo. Esprimere fisicamente il bene che voleva ai suoi amici lo trovava naturale, addirittura necessario per far capire la profondità dei suoi sentimenti, e proprio non capiva perché alcuni gli dicessero che era fastidioso, soprattutto perché a sua volta riceveva la stessa forma di affetto da quella che era la sua migliore amica.

Fin da quando avevano lui e (Y/n) stretto amicizia, passavano spesso i pomeriggi insieme a bighellonare per il campus anziché a studiare, per la gioia di Jamil, e Kalim ricordava quei momenti come i migliori delle giornate. Rimanere ore a chiacchierare seduti su una panchina del cortile o a passeggiare per gli infiniti corridoi erano diventate alcune fra le sue attività preferite, soprattutto perché le faceva con lei. Era una semplice amicizia, profonda e sincera, null'altro; e i pensieri di Kalim erano così semplici e puri, che accettava gli abbracci come mere dimostrazioni d'affetto, senza mai intravvederci altro... almeno all'inizio, prima della chiacchierata con Ace e Deuce nella mensa.

«Ah, sì, fa lo stesso anche con noi», aveva dichiarato Ace con disinteresse dopo che Kalim gli aveva riferito come si abbracciassero spesso. «L'unico consiglio che ti do, senpai, è di non fraintendere il gesto».

«Già. Non so neanche quante volte mi ha ripetuto che sono come un fratello dopo avermi abbracciato», aggiunse Deuce. «Mi fa ancora un po' strano, però dopo un po' inizi ad abituartici...», aggiunse mentre le sue orecchie si colorarono di un leggero rosso, dimostrando che stesse mentendo e che in realtà il gesto, soprattutto se fatto da parte di una ragazza, gli causasse ancora imbarazzo.

«Sì sì, lo so, stavo solo dicendo che mi piace che mi abbracci. Adoro gli abbracci», Kalim inclinò innocentemente la testa, con il sorriso dipinto sulle labbra. Erano semplici abbracci, lei era un'amica, non capiva perché lo stessero mettendo in allerta su un qualcosa che non gli era neanche passata per l'anticamera del cervello.

«Boh, io ti sto solo avvertendo. Non si comporterebbe in questo modo se le piacessi», Ace si strinse nelle spalle.

Ironico come l'avvertimento di non innamorarsi di lei sia stato l'elemento scatenante che gli avrebbe fatto aprire gli occhi. Con il passare del tempo aveva iniziato a notare quanto fosse bella e che considerava il suo sorriso il più prezioso tesoro che avesse mai visto. Con il passare del tempo, le braccia avvolte attorno a Kalim avevano iniziato ad assumere un calore differente da quello fisico, e quando si ritrovava fra di esse era come ritornare in un posto sicuro, da cui non avrebbe mai più voluto allontanarsi. I loro abbracci erano diventati sempre più lunghi e solo perché Kalim avrebbe voluto rimanere in quella posizione per il resto della sua vita.

«Va bene così? Stai meglio?», chiese (Y/n) dopo che si allontanò e il leader accennò un sorriso ancora un po' intontito.

«Certo!», rispose allegro, con gli occhi piantati su di lei.

Erano seduti sul bordo di un muretto, l'aria calda del tramonto si divertiva ad accarezzare la pelle scoperta, mentre i raggi aranciati si scontravano contro i gioielli di Kalim attirando l'attenzione della ragazza. Le gambe penzolavano nel vuoto e ogni tanto si muovevano avanti e indietro senza che i piedi toccassero terra. Quel giorno (Y/n) vedeva Kalim un po' più spento, come se fosse successo qualcosa che stranamente non voleva dirle e se ne stava preoccupando. Non sapeva che la ragione per cui era un po' sottotono era il pensiero che i suoi sentimenti non fossero ricambiati, nonché la ragione per cui alle sue richieste di spiegazioni, il leader di Scarabia ridacchiava e virava il discorso verso altro. Più passava il tempo e più la consapevolezza di essere innamorato di lei lo colpiva, rendendolo mogio quando la vedeva.

«Sai, oggi Jamil si è arrabbiato con me», cambiò l'argomento all'improvviso. «Mi ha detto che se non la smetto di andarmene in giro con te e non mi metto a studiare sul serio potrei persino non passare l'anno», dichiarò con il sorriso, osservando il Sole che si apprestava a scendere oltre all'orizzonte.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Jun 25 ⏰

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