Ace tornò verso la locanda che Jill gli aveva indicato quella mattina. In fondo, a pranzo ci aveva mangiato bene, e dopo una giornata così non aveva voglia di cercare altro.
Da fuori, la locanda sembrava ancora più accogliente con l'atmosfera luminosa della sera. Le finestre erano illuminate dalle lampade all'interno, e la luce dei lampioni si rifletteva sul selciato umido, disegnando ombre morbide tra i tavolini all'esterno. Un'insegna di legno oscillava appena sopra l'ingresso. Entrò e al bancone la proprietaria gli lanciò un'occhiata piatta.
«Il visto?»
Ace sbatté le palpebre, esasperato, e si indicò la faccia con un dito.
«Di nuovo? Sono stato qui anche a pranzo!» disse, ma fece comunque scivolare la bretella dello zaino di cuoio scuro da una spalla, pronto a tirare fuori quel benedetto foglio per l'ennesima volta.
Lei lo fermò con un gesto, lo aveva riconosciuto.
«Va bene, va bene». Fece un cenno vago verso la sala. «Vai pure. Scegli un posto dove sederti».
Ace si guardò intorno, tirandosi distrattamente il cappello sulla schiena mentre avanzava nella sala. A un tavolo poco distante c'era l'uomo anziano che aveva visto sul pullman, con la bambina seduta accanto. Lei aveva l'aria più serena, concentrata su qualcosa da mangiare.
Rallentò appena, pensando che evidentemente anche loro avevano ricevuto la stessa indicazione dalle ragazze su dove fermarsi per un buon pasto. In effetti, bastavano poche ore per cominciare a rendersene conto: giravi e rigiravi tra le strade, e finivi per rivedere sempre le stesse facce, gli stessi luoghi, lo stesso piccolo giro di vita che si ripeteva.
Ace si avvicinò e, dopo un attimo d'esitazione, si sedette di fronte a loro. L'uomo sollevò lo sguardo. Aveva i capelli grigi pettinati all'indietro e il volto segnato da rughe sottili.
«Di tutti i posti... non avrei mai pensato di cenare qui con Pugno di Fuoco».
Ace sbatté le palpebre, colto di sorpresa.
«Hai... problemi con questo?»
Lui lo guardò con occhi vigili, poi scosse la testa.
«No».
Ace ordinò mezzo mondo e la bambina lo guardò a bocca aperta, senza dire nulla. Poi si sistemò con i gomiti sul tavolo, il viso tra le mani, e rimase a fissarlo come se fosse uno spettacolo. Aveva due treccine rosse, gli occhi azzurri spalancati e una spruzzata di lentiggini sul naso che, per un attimo, ricordarono ad Ace le proprie. Sotto il tavolo faceva dondolare le gambe, curiosa.
Quando finalmente arrivò il cibo, Ace non perse tempo. Si buttò sul piatto con entusiasmo immediato, cominciando a mangiare come se non ne avesse visto per settimane, senza alcuna dignità, solo pura fame.
«Comunque» disse tra un boccone e l'altro «nemmeno io pensavo di capitare qui. Stavo seguendo un'altra rotta lungo la Grand Line.»
L'uomo lo ascoltò con calma, mangiando il suo piatto ben più modesto.
«In realtà, noi non ci siamo capitati per caso. Non è la prima volta che mi trovo qui. Per lei sì, invece. Lei è la mia nipotina».
La bambina sorrise con il boccone in bocca.
«Ciao!»
«Ciao a te» rispose Ace, col suo stesso ghigno. Staccò un morso deciso da un cosciotto di selvaggina e tornò a concentrarsi sull'uomo. «Quindi sei una specie di turista fidelizzato? Torni ogni quindici anni?»
L'uomo lasciò uscire un respiro corto e fece quasi un sorriso che però non arrivò agli occhi.
«Non proprio. La mia prima moglie, il mio primo giovane amore, viveva qui. Però io non riuscivo a ottenere la cittadinanza e lei non poteva venire via con me. Quindi, alla fine, a malincuore, fummo costretti a dividerci».
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𝘖𝘯𝘦 𝘗𝘪𝘦𝘤𝘦 𝘚𝘵𝘰𝘳𝘪𝘦𝘴
Fanfiction𝘳𝘢𝘤𝘤𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘦 𝘴𝘶𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢𝘨𝘨𝘪 𝘦 𝘭𝘦 𝘴𝘩𝘪𝘱 𝘥𝘪 𝘰𝘯𝘦 𝘱𝘪𝘦𝘤𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘮𝘰 𝘥𝘪 𝘱𝘪ù. ; 𝐈 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞𝐧𝐧𝐢 #1 in Monkeydluffy il 10.08.2023 #1 in Sabo il 15.02.2024 #1 i...
