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Il pullman bianco e verde sbucò nella via che portava al palazzo governativo, senza rallentare.

«TENETEVI FORTE! AAAAAAAAAAAAH-!» urlò Peri, piegata sul volante, gli occhi fissi davanti a sé.

Jill afferrò d'istinto la maniglia sopra la portiera, sbattendo contro il sedile.

«AAAAAAAAAAAAH-!»

Dietro, Dot si era rannicchiata con le gambe sul sedile, aggrappata allo schienale.

«AAAAAAAAAAAAH-!»

Il motore ruggì mentre il viale si apriva sul grande cancello in ferro del cortile. Ace, seduto in mezzo a quel caos, si limitò a calcarsi meglio il cappello sulla testa.

Il cancello cedette di colpo, piegandosi verso l'interno mentre il pullman lo sfondava tra scintille e metallo piegato, finendo a slittare sulle pietre del cortile curato. Peri inchiodò e tornò anche il silenzio. Le portiere si spalancarono e le tre ragazze saltarono giù, semi coperte dal fumo che saliva dal cofano.

Tutte e tre stavano indossando le loro maschere.

Quell'attacco non passò inosservato e nel cortile, già in movimento, i plotoni in uniforme rossa si stavano dispiegando verso di loro a ventaglio, con le armi in mano.

Poi qualcuno gridò un ordine e le prime file partirono. Jill scattò in avanti prima ancora che la distanza si chiudesse davvero, afferrò la canna di un fucile deviandola di lato e colpì il soldato al petto con la spalla, mandandolo a terra.

Dot arrivò subito dietro, strappando un'altra arma dalle mani di una guardia e facendola rotolare via sul pavimento. Peri si infilò tra due uomini e li sbilanciò entrambi con un movimento secco delle gambe, lasciandoli a terra prima ancora che riuscissero a capire cosa fosse successo.

Le maschere d'acciaio lampeggiavano al sole mentre si muovevano tra i soldati, rapide e coordinate, senza fermarsi un secondo nello stesso punto. Ace fece qualche passo avanti con calma, superandole.

Le guardie sollevarono i fucili verso di lui, che si rese intangibile. Il suo braccio si accese, la fiamma cominciò a sollevarsi.

Il primo colpo non fu un'esplosione, ma un proiettile preciso di fuoco che attraversò la linea, costringendo i soldati ad arretrare di colpo. Subito dopo il terreno davanti a loro si incendiò in una striscia ardente, spezzando la formazione e creando spazio nel cortile.

Dalla scalinata del palazzo arrivò il contrordine.

Le guardie si spostarono di lato, aprendosi e alcuni uomini avanzarono al posto loro.

Uno piegò le ginocchia e balzò in avanti con una forza innaturale, atterrando a diversi metri dal punto di partenza. Un altro affondò il pugno a terra e la pietra del cortile si sollevò in una cresta irregolare verso Ace.

«Quelli...» mormorò Dot dietro la maschera.

Ace fece un mezzo sorriso.

«Sì».

Il primo arrivò addosso a lui con un colpo dall'alto. Ace alzò il braccio - la fiammata lo investì in pieno petto e lo respinse indietro, facendolo rotolare sulla ghiaia ancora fumante.

Un altro aggirò il lato, ma una croce di fuoco gli si accese davanti tagliandogli la strada. Il calore lo costrinse a fermarsi.

Dietro, le guardie comuni tentarono di accerchiare le ragazze.

Jill bloccò un bastone con l'avambraccio e rispose con un calcio basso, Peri deviò un colpo e fece perdere l'equilibrio all'uomo che le stava davanti, mentre Dot recuperava un'arma caduta e la lanciava lontano prima che qualcuno potesse riprenderla, perché non voleva usarla, non voleva uccidere nessuno.

𝘖𝘯𝘦 𝘗𝘪𝘦𝘤𝘦 𝘚𝘵𝘰𝘳𝘪𝘦𝘴Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora