Dopo un paio di tentativi a vuoto alla ricerca di Ace (prima alle due uniche locande di Cala Serena, poi lungo le strade del porto) alla fine lo trovarono.
Se ne stava semi nascosto tra le imbarcazioni ormeggiate, dentro una scialuppa tirata a riva. Era sbracato sul fondo di legno, profondamente addormentato, senza il cappello da cowboy e con i capelli neri tutti scompigliati e la bocca appena aperta.
Russava piano, indecente. Una gamba gli penzolava fuori bordo e il resto del corpo era abbandonato con totale mancanza di dignità.
Per qualche istante lo guardarono dall'alto, ferme sul molo, come se stessero contemplando non solo un uomo addormentato ma anche tutte le proprie scelte di vita.
Dot saltò giù nella scialuppa con uno scatto leggero, si accovacciò di fronte a lui e gli afferrò piano il polpaccio, appena sopra il bordo dello stivale. Lo smosse con cautela.
«Ace...»
Lui emise un verso indistinto, si mosse di scatto e per un secondo alzò un braccio nel vuoto, pronto a difendersi da un nemico immaginario.
«Eh?!» Aprì un occhio, poi l'altro, completamente disorientato. «...Uh?»
Si tirò su a sedere, lo sguardo ancora perso. Poi mise a fuoco Dot, lì accovacciata davanti a lui. Sopra di loro, in piedi sul molo, torreggiavano anche le altre due.
«Abbiamo bisogno del tuo aiuto» disse lei. «Devi aiutarci a rovesciare il governatore di quest'isola».
Ace rimase seduto a metà, con lo sguardo ancora impastato di sonno. Il torace nudo si alzava e si abbassava lentamente col respiro. Si mise meglio a sedere, poi si stropicciò gli occhi con entrambe le mani, trascinandole sul viso.
«...Cosa? Che significa?»
«Non c'è molto tempo per raccontarti tutto, ma quest'isola non vive in un clima pacifico come appare dall'esterno. Il governatore Sand non è tanto diverso dal dittatore da cui Gol D. Roger ci liberò quarantacinque anni fa».
Ace lasciò uscire un mezzo sospiro, più un segno di resa che di sorpresa, mentre allungava una mano a raccogliere il cappello da cowboy abbandonato sul fondo della scialuppa.
«Questo mi era sembrato di percepirlo» ammise.
«Non c'è tempo da perdere» si intromise Jill. «Sta per accadere qualcosa di brutto. E probabilmente moriranno persone innocenti».
Peri la guardò un istante, poi si rivolse ad Ace.
«Sei disposto ad aiutarci?»
Ace sollevò appena le sopracciglia.
«Cosa dovrei fare, esattamente?»
Jill lo fissò. Per la prima volta lo sguardo le scivolò appena fuori dalla sua piattezza abituale, come se sotto ci fosse qualcosa di più urgente, più fragile.
«Devi essere Gol D. Roger».
Ace si oscurò di colpo. Il nome gli attraversò il volto come un'ombra, istintiva e involontaria.
Si alzò in piedi nella scialuppa, serio adesso, completamente sveglio. Le guardò dall'alto, una per una.
«Ascoltate, le correnti si stanno calmando. Io sono arrivato qui da solo con la Striker, la mia flotta mi sta aspettando... Se mi invischio in una faida adesso e resto bloccato, l'isola sparisce di nuovo. Resterei qui quindici anni e non posso permettermelo».
Nel dirlo, Ace sentì quel pensiero stringergli lo stomaco. Non era solo una questione di libertà: era la sua rotta, la sua missione. La faccia di Teach gli attraversò la mente come una scintilla scura, insieme al ricordo di ciò che aveva già portato via, di quello che doveva ancora pagare.
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𝘖𝘯𝘦 𝘗𝘪𝘦𝘤𝘦 𝘚𝘵𝘰𝘳𝘪𝘦𝘴
Fanfiction𝘳𝘢𝘤𝘤𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘦 𝘴𝘶𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢𝘨𝘨𝘪 𝘦 𝘭𝘦 𝘴𝘩𝘪𝘱 𝘥𝘪 𝘰𝘯𝘦 𝘱𝘪𝘦𝘤𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘮𝘰 𝘥𝘪 𝘱𝘪ù. ; 𝐈 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞𝐧𝐧𝐢 #1 in Monkeydluffy il 10.08.2023 #1 in Sabo il 15.02.2024 #1 i...
