Dot fece una piccola smorfia pensierosa, come se stesse davvero valutando la domanda con serietà.
«Molti per stagione.»
Non ebbe il tempo di elaborare oltre, perché dopo pochi minuti la vegetazione si diradò e davanti a loro comparve una struttura che non si sarebbe aspettato in mezzo alla foresta: una specie di torretta costruita tra i tronchi, una casa sull'albero alta e solida, fatta di legno scuro, piattaforme e passerelle, come un avamposto da esploratori più che un'abitazione.
Aveva qualcosa di pratico e insieme teatrale, perfettamente in linea con loro.
«È qui.»
Ace sollevò lo sguardo verso la struttura.
«Vivete lassù?»
Peri scosse appena la testa, già avviandosi verso la scala.
«No. Non sempre, almeno. Ci stiamo nel periodo in cui le correnti fanno apparire l'isola qui e là. È un primo punto d'appoggio per chi arriva qui senza volerlo, e per chi ha bisogno. Sopra abbiamo scorte di cibo, acqua e coperte.»
La parola cibo ebbe un effetto immediato e molto poco dignitoso su Ace, il cui stomaco brontolò sonoramente. Si fermò un istante, la mano sul primo piolo, e abbassò lo sguardo con un'espressione rassegnata.
«Mi sono ricordato di avere una gran fame...»
Iniziò a salire dietro di loro, afferrando i pioli con presa sicura mentre la scala di corde e assi scricchiolava leggermente sotto il peso. Era ripida, più di quanto sembrasse da sotto, e costringeva a stare vicini al tronco, a sentire il legno umido sotto le dita e l'aria calda che si muoveva tra le fronde.
Eppure, a metà, non poté fare a meno di rallentare un istante. Tra un gradino e l'altro, il paesaggio si apriva.
La giungla, vista dall'alto, diventava un mare verde che ondeggiava lento. Più in fondo, oltre le cime degli alberi, si intravedeva persino un taglio azzurro: il mare, distante ma presente, con quella strana foschia che sembrava avvolgere l'isola come un confine. Ace inspirò piano, per un attimo quasi grato di essere finito lì, prima che lo stomaco gli ricordasse con una protesta sorda che la poesia poteva aspettare.
Riprese a salire e appena superarono l'ultima asse della scala, Peri spinse una porta e Ace si ritrovò dentro un ambiente sorprendentemente piacevole.
L'interno era raccolto ma pieno di cose. Al centro c'era un tavolo basso, circondato da poltrone tutte diverse tra loro, imbottite e un po' consunte, con la pelle rovinata e strappata in alcuni punti, come se fossero state recuperate qua e là nel tempo.
In un angolo, quasi incastrato sotto la linea spiovente del tetto, c'era un cucinotto essenziale: un lavello, qualche mensola, e sopra una piccola striscia piastrellata di verde salvia che dava un tocco quasi domestico.
Il suo sguardo salì istintivamente verso l'alto. Il soffitto si chiudeva a punta e, lungo le travi, si inerpicavano almeno una dozzina di amache appese in modo irregolare, colorate e sovrapposte senza un vero ordine, creando un effetto strano ma bellissimo, come un piccolo cielo di stoffa sospeso sopra le loro teste.
Su un lato, una porticina di legno verniciato di bianco suggeriva un altro spazio ancora, forse un bagno o un ripostiglio. Il pavimento, tutto di assi di legno, scricchiolava appena sotto i passi.
C'era anche una libreria con alcuni libri messi lì come se qualcuno avesse davvero il tempo di leggerli tra un recupero e l'altro, una cesta piena di riviste e volantini sgualciti, e poco più in là una pila di coperte calde, ben ripiegate, pronte per chiunque arrivasse infreddolito o spaesato.
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𝘖𝘯𝘦 𝘗𝘪𝘦𝘤𝘦 𝘚𝘵𝘰𝘳𝘪𝘦𝘴
Fanfiction𝘳𝘢𝘤𝘤𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘦 𝘴𝘶𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢𝘨𝘨𝘪 𝘦 𝘭𝘦 𝘴𝘩𝘪𝘱 𝘥𝘪 𝘰𝘯𝘦 𝘱𝘪𝘦𝘤𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘮𝘰 𝘥𝘪 𝘱𝘪ù. ; 𝐈 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐞𝐧𝐧𝐢 #1 in Monkeydluffy il 10.08.2023 #1 in Sabo il 15.02.2024 #1 i...
