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Il sole era sorto da poco, il cielo si era rischiarato offrendo un panorama rosato. La torretta era ormai alle loro spalle, ancora visibile in lontananza e davanti si apriva la fascia di giungla tropicale che circondava Cala Serena, umida e densa anche a quell'ora. L'aria era fresca, intrisa dell'odore di terra bagnata e foglie, e tra i rami si sentivano già i primi versi degli uccelli e il frinire continuo degli insetti.

Peri, Dot e Jill avanzavano con passo sicuro lungo il percorso. Gli shorts e le giacche corte da esploratrici sembravano quasi stonare in mezzo a quel verde profondo, ma loro si muovevano come se la giungla fosse una strada di casa e, in effetti, lo era. Scostavano felci, saltavano le radici che affioravano dal terreno ed evitavano le zone più fangose.

Le calze alte, nere e a righe colorate, spiccavano tra l'ombra e i primi tagli di sole, un dettaglio quasi assurdo in mezzo a quel paesaggio selvatico ma che aveva il suo perché: le ragazze erano più riconoscibili in mezzo al verde, se indossavano colori sgargianti.

Parlavano anche, a tratti, come sempre.

Eppure c'era qualcosa di sospeso.

Non silenzio, non tensione aperta... solo una lieve stonatura sotto la normalità, come se tutte e tre avessero in testa la stessa cosa senza nominarla, mentre la natura si richiudeva intorno a loro.

Dopo un tratto più fitto, la giungla si aprì appena e il terreno cominciò a salire. Davanti a loro c'era un piccolo promontorio roccioso, basso ma abbastanza alto da rompere la linea degli alberi.

Peri lo indicò.

«Da lassù avremo una visuale migliore, forse si vede tutto il golfo».

Le altre due annuirono e cambiarono direzione, iniziando a salire tra le pietre umide e le radici scoperte. Il mare, ora, si sentiva più vicino, un rumore profondo oltre la vegetazione.

Jill arrivò per prima in cima. Fece qualche passo di prova e poi piantò i piedi sul punto più stabile. Tirò fuori il binocolo. Per un istante restò immobile a guardare la bellezza dell'orizzonte, ad assaporare la brezza marina che saliva dall'oceano e le scompigliava delicatamente i capelli ramati. Poi lo portò agli occhi e scrutò l'orizzonte.

Il colore scivolò via dal suo viso mentre abbassava lentamente il binocolo.

Dot e Peri la raggiunsero subito, fermandosi accanto a lei, ma quest'ultima notò il pallore della ragazza.

«Jill... stai bene?»

Lei non rispose, era come assorta. Restava a guardare davanti a sé con gli occhi sbarrati, come se avesse smesso di sentire la giungla, il vento, perfino il rumore del mare. Dot sollevò il proprio binocolo, seguendo la direzione del suo sguardo.

Là fuori, sull'acqua, quasi arrivata presso la costa, avanzava un'imbarcazione bianca e rossa. Sul fianco portava il simbolo di Sand, una clessidra stilizzata.
Abbassò il binocolo, la voce improvvisamente più bassa ed esitante.

«È... è quello che penso?»

Peri rimase a fissarla, il volto improvvisamente teso.

«È impossibile dimenticarla» disse piano. «È esattamente come nove anni fa.»

«Non promette niente di buono...»

Jill lasciò uscire un respiro spezzato e si piegò sui talloni, come se le gambe avessero smesso di reggerla. Si massaggiò la fronte con una mano, gli occhi ancora puntati verso il mare.

«No...» mormorò, quasi per sé. «Non può essere. Non di nuovo...»

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Avevano quattordici anni.

𝘖𝘯𝘦 𝘗𝘪𝘦𝘤𝘦 𝘚𝘵𝘰𝘳𝘪𝘦𝘴Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora