viii.

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Indossavano tutte e tre lo stesso completo elegante giacca e pantalone color turchese, stirato con precisione, e i capelli erano raccolti in tre chignon bassi, tirati e rigorosi, che le facevano sembrare più grandi dei loro diciassette anni.

Erano in piedi una accanto all'altra. Davanti a loro c'era la scrivania del governatore Sand e, alla loro sinistra, poco più dietro, il capitano Ten delle guardie costiere.

Sand le osservava con calma. Non era un uomo imponente: piuttosto magro, la testa completamente pelata e gli occhi azzurri molto chiari. Indossava la divisa rossa del suo governo militare e teneva le mani incrociate sul tavolo.

Sotto di esse c'erano tre richieste di ammissione al corso per diventare guardie costiere.

«Posso chiedervi il perché della vostra scelta?»

Fu Jill a rispondere, guardandolo dritto in quegli occhi così chiari che avevano il potere di far sentire scomodi.

«Perché siamo cresciute nella giungla. Sappiamo muoverci bene e ne conosciamo ogni angolo. Non vediamo altra strada davanti a noi per aiutare la nostra comunità a prosperare e per assistere i viandanti che arriveranno alla prossima stagione».

Dentro di sé, però, sapeva che non avevano mai davvero legato con la loro gente. Da quasi dieci anni le tenevano a una distanza cortese: parlavano con loro quando le incontravano, scherzavano, si informavano della loro salute. Ma la verità era un'altra. Per molti restavano le ragazze strane. Quelle che avevano messo in giro una storia assurda e tragica, completamente campata in aria.

I villaggi vantavano il loro scemo, Cala Serena ne aveva ben tre.

Sand ascoltò in silenzio, poi accennò un sorriso gentile.

«E poi, diciamolo... potreste avere stoffa per questo compito. Siete sempre state delle esploratrici vivaci». Così dicendo prese il timbro ufficiale del governo e lo fece calare sui tre fogli, uno dopo l'altro. «La vostra iscrizione al corso di ammissione è ben accolta».

Ten lasciò uscire quasi senza volerlo un respiro più lungo, come se per un attimo avesse temuto che Sand potesse negare loro quella possibilità, appellandosi alle vicissitudini del passato che avevano rischiato di mettere lui e la sua amministrazione in cattiva luce.

Le tre ragazze raccolsero i rispettivi fogli, li sistemarono con cura tra le mani e ringraziarono con educazione.
Il capitano aggiunse a sua volta un ultimo ringraziamento prima di richiudere la porta dell'ufficio e seguirle.

Uscirono nel corridoio, poi oltre l'ingresso, e attraversarono il grande cortile del palazzo governativo senza dire una parola.

Solo quando furono abbastanza lontani dall'edificio - le finestre ormai alle loro spalle e le voci delle guardie ridotte a un brusio - l'uomo si fermò.

Si voltò verso di loro e sorrise.

«Congratulazioni, sono fiero di voi» disse, con un tono più caldo di quanto avesse usato davanti a Sand. «Ho sempre creduto in voi tre. Se questo è il vostro sogno, sono contento che possiate provarci davvero. Ma non pensate che sarà semplice: il corso non farà sconti a nessuno. L'addestramento sarà coi fiocchi.»

Allungò le mani e strinse le loro spalle, una dopo l'altra. Le ragazze ricambiarono con un sorriso più sincero, quello che gli avevano sempre riservato: con lui non avevano mai dovuto fingere niente.

«Siamo pronte alla sfida» rispose Dot.

L'uomo rise piano, soddisfatto, quindi si voltò e tornò verso il palazzo, lasciandole nel cortile mentre le loro strade si separavano.

Appena rimasero sole, Jill portò una mano dietro la nuca e sciolse lo chignon. I capelli caddero in una cascata morbida, i boccoli che si avvolgevano in spirali verso le punte.

𝘖𝘯𝘦 𝘗𝘪𝘦𝘤𝘦 𝘚𝘵𝘰𝘳𝘪𝘦𝘴Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora