5.

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Jungkook's POV
Non so bene cosa sia successo.
So solo che stamattina mi sono svegliato in un mucchio di foglie, in una caverna in mezzo al bosco. Non ho idea di come io sia arrivato lì, né tantomeno del perché mi sia svegliato in quello stato.
Ora sono per strada, lo zaino che non so come mi sono ritrovato in mano appena sveglio, ora si trova sulla mia spalla.
Cammino concentrandomi sui miei piedi con occhi sbarrati, intanto che le immagini di ieri continuano a innondarmi il cervello.
Sangue, zanne, le mie urla di dolore, i suoi occhi rossi...
Non ho capito molto di ciò che mi ha spiegato, sono riuscito soltanto a comprendere che lui è un lupo mannaro, un Alpha e ha morso me, che sono diventato un lupo a mia volta. Mi pare mi abbia chiamato Beta.
Stringo forte il mio polso sinistro con la mano destra, mentre nascondo entrambe dentro la felpa.
Ricordo che mi hanno legato con delle cinghie davvero forti e che, Namjoon mi pare si chiami, mi ha trasformato mordendomi il polso che adesso sto stringendo.
Sono sfinito e non vedo l'ora di tornarmene a casa. Non riesco neanche a tenere gli occhi aperti, non credo di aver dormito un granché questa notte.
Sono certo di star per svenire dalla stanchezza, quando un forte rumore giunge alle mie orecchie. È così assordante che devo tapparle con le mani, nonostante non funzioni granché.
Corrugo la fronte confuso, quando mi rendo conto trattarsi solo di una saracinesca di un negozio, il quale proprietario sta alzando per aprire quest'ultimo.
Com'è possibile? Sembrava che qualcuno stesse passando con un carro armato sul mio timpano.
Sento poi il mio respiro accelerare leggermente, quando un dolce profumo mi fa distrarre da ciò.
Mi guardo intorno, seguendo quella delizia con l'olfatto, fino a che non mi rendo conto di essere accanto a un parco. Stringo i pugni intorno alle sbarre verdi che circondano quest'ultimo, mentre annuso l'aria, prendendomi tutto il tempo per riconoscere quell'odore. Pasta alla crema.
Assottiglio gli occhi, per capire da dove possa provenire un odore del genere alle cinque del mattino, quando il mio sguardo si punta su una pasticceria al di là del parco. È talmente lontana che riesco a vedere solo l'insegna, eppure noto anche un'impiegata estrarre dal forno quelle che paiono proprio essere delle paste alla crema.
Deglutisco, sentendo improvvisamente la mia gola seccarsi, poi inizio a correre diretto a casa mia, rendendomi conto di andare molto più veloce di un tempo.
Quando mi ritrovo nel vialetto di casa e non vedo l'auto di mio padre, mi tranquillizzo leggermente.
Deve aver fatto la notte, perciò si troverà sicuramente a lavoro.
Prendo le chiavi dallo zaino, aprendo la porta di casa, poi mi catapulto dentro, salendo le scale due a due e fiondandomi in camera.
Lancio lo zaino in un angolo, mentre il mio respiro torna ad accelerare. Mi porto le mani tra i capelli tirandoli leggermente, poi mi lascio cadere sul letto.
Faccio dei respiri profondi e cerco di non farmi prendere dal panico, quando mi torna in mente la scena di ieri nel vicolo.
Non perdo tempo, afferro il mio polso, alzando la manica della felpa e notando che è...illeso?
Non c'è il minimo segno di un morso o taglio, nessuna ferita, niente. Solo la mia pelle.
Questo non ha senso...
E se... avessi sognato tutto?
Certo, non mi spiego il perché dell'essermi risvegliato in un bosco, ma il resto potrebbe essere stato solo un brutto, anzi orribile, incubo in cui mi sono ritrovato inconsciamente.
Mi ricordo che non molto tempo fa mio padre mi ha raccontato che da piccolo ero sonnambulo, può darsi che ciò che ho sognato abbia risvegliato in me alcuni di quei sintomi, e questo potrebbe spiegare il perché vagavo per i boschi nel pieno della notte.
Si, dev'essere così.
Chiudo gli occhi, strizzandoli forte per poi riaprirli.
Mi accorgo di avere gli stessi vestiti di ieri addosso, ma dato che mi sono allenato tutto il giorno, credo di essere andato a dormire vestito.
Mi alzo in piedi, cercando di tranquillizzarmi e di tornare a vivere la mia vita di tutti i giorni.
Sospiro, avvicinandomi alla scrivania e guardando la bacheca dei miei impegni.
Alzo leggermente le sopracciglia quando mi rendo conto che domani ci sarà la selezione per la squadra di basket. Devo allenarmi se voglio essere selezionato.
Guardo l'orario sul mio telefono; 6.30 a.m.
Ho ancora un'ora a disposizione.
Noto anche che la batteria è quasi scarica, così lo metto a caricare, poi afferro il mio pallone da basket, il quale si trova accanto a dei vestiti da lavare. Afferro anche questi ultimi, buttandoli nel cesto dei panni sporchi, mentre mi avvio nel piccolo cortile dietro casa mia.
Palleggio fino ad arrivare al centro di quel piccolo spiazzo di cemento, per poi tirare la palla verso il canestro malandato attaccato al muro. Faccio centro senza neanche toccare il bordo di metallo.
Mi esercito con altri tiri e provando anche alcune schiacciate, mentre ripenso al mio strano sogno.
È stato veramente assurdo, e la cosa che mi ha fatto venire i brividi è che sembrava assolutamente reale.
Mi allontano ancora di qualche passo dal canestro, per poi tirare e fare nuovamente centro.
In una partita di basket questo sarebbe stato un tiro da tre punti.

𝐒𝐔𝐏𝐄𝐑𝐍𝐀𝐓𝐔𝐑𝐀𝐋 | 𝐤𝐧𝐣Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora