Cap 91. Un pò narcisistico, ma geniale!

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Sam e Dean erano in una prateria e si stavano baciando. Sam era appoggiato ad uno steccato bianco, mentre baciava Dean con passione, andando incontro alle sue labbra. Sì, perché era il maggiore stavolta ad essere stato preso dalla frenesia del gioco della piovra e il minore non si sottraeva, anzi, era contento di tanta possessività. Nonostante questo, però, cercò di frenare l'entusiasmo del giovane, in fondo, doveva pur respirare!

"Dean...credo che adesso dovremmo fare una pausa!" disse, ridendo.

"Perché? Non ti piace?" chiese Dean, affamato di baci.

"Non è questo, è che...non ho quasi più ossigeno...anf..." disse Sam, ma non fece niente per spingere via il maggiore, anzi, si aggrappò alle sue spalle e il maggiore ricevendo segnali contrastanti, non si fermò affatto.

"Prendi il mio." disse solo.

Sam non ebbe più niente da obiettare, anzi, la sua faccia ritraeva l'estasi in persona.

"Ehm-ehm." Disse una voce.

Sam e Dean smisero subito di baciarsi, voltandosi verso Charlie.

"Charlie?? Quando sei arrivata??" chiese Dean.

"Avevamo appuntamento, ricordate? Sono qui da circa dieci minuti, ho pensato: Adesso smettono. Ma non sembrava ne avevate l'intenzione." disse ridendo.

"Dovevi dirci che eri qui. insomma, avremmo anche potuto essere...impresentabili!" arrossì Dean.

Charlie rise, soprattutto vedendo come Sam arrossiva.

"Tranquilli, vi avrei fermati prima! Comunque, non volevo disturbare!"

"Mangi con noi? Tra poco è mezzogiorno." Disse Dean.

"Sì, volentieri." Rispose Charlie sorridendo.



Mangiarono panini all'aperto, sull'erba, con una tovaglietta attorno.

"Quindi nostro padre non l'ha presa affatto bene, la nostra scomparsa." Disse Dean.

"No." rispose Charlie. "All'inizio era furibondo, ma alla fine Bobby ha cercato di farlo calmare e ragionare. Si è convinto di non partire subito alla vostra ricerca. Bobby era dell'idea che per il momento sareste stati meglio da soli."

"Difficile da credere, visto che Bobby sembrava essere molto dalla sua parte, fino a qualche giorno prima." Disse Sam, scocciato.

"Già...a questo proposito, ho parlato con Bobby, visto che a pelle mi sembra quello con cui si può ragionare di più e abbiamo fatto una lunga chiacchierata. Lui è pentito di quello che ha detto. Mi ha confessato che le cose che ha detto, le ha dette solo perché sapeva che era quello che John voleva sentire, ma che non era completamente d'accordo con lui. Lui vorrebbe che vi porgessi le sue scuse e vuole che sappiate che se aveste bisogno di un posto dove stare, potete sempre..."

"Charlie, per favore..." disse Dean. "Fermati. Non andare oltre. Quello che è successo dimostra chiaramente che dobbiamo smettere di appoggiarci a chiunque. A nostro padre...a Bobby...non importa se davvero lui è pentito di quello che ha detto, non rifaremo lo stesso errore. Abbiamo capito che non funziona, dobbiamo cavarcela da soli." Disse Dean.

"Lo capisco, Dean, però nella vostra situazione avete bisogno di più persone possibili dalla vostra parte..."

"Ci stai dando dei reietti, vero?"

"NO! Mi stai fraintendendo."

"Charlie" intervenne Sam. "Non vogliamo discutere con te. Hai fatto tanto per noi, ma adesso è giunto il momento di camminare con le nostre gambe. Se sei venuta solo per dirci questo..."

"Veramente non è l'unico motivo per cui sono venuta. Pensavo che vi avrebbe fatto piacere avere questo!" disse Charlie, tirando fuori il suo smarthphone.

"Un telefono? Ti ringraziamo ma non ne abbiamo bisogno." Disse Dean.

"Stupidi. Ascoltate."


Charlie fece partire un nastro e i fratelli restarono a bocca aperta, ascoltando quelle parole così famigliari.

"Perché mi chiedesti quella sera, se ero mai stato innamorato e a cosa pensavi quando mi facesti quel discorso sull'amore... o cosa cercavi..." chiese Sam.

"Non so perché ti feci quella domanda...forse ti vedevo cosi...giovane e puro...volevo sapere se avevi già trovato un amore che ti spezzasse il respiro, e mi dispiaceva in quel caso, non aver potuto vederlo, perché non ero li con te..."

"E quel discorso che mi hai fatto sull'amore che ti consuma?"

Io...pensavo davvero quelle cose...lo desideravo...e mi piaceva condividere quel desiderio cosi importante con te, mio fratello, mi faceva sentire ben..."

"Frena un secondo...hai detto che lo desideravi?"chiese Sam.

"Si, perché ora che l'ho trovato, ho smesso di desiderarlo, e me lo godo..senti, perché non vieni più vicino?"





"C-Charlie..." dissero in coro i fratelli.

"Sì. Vedo che lo avete riconosciuto. È il nastro che avete registrato. Il nastro che ha dato via a una lunga serie di tragedie." Disse Charlie.

"Ci avevi detto che lo avevi distrutto." Disse Dean.

"Sì, infatti è così, ma sono una conservatrice. Non mi piace distruggere la bellezza. Sapevo che se avessi cancellato del tutto ogni traccia di questo, sarebbe stato un vero peccato, così ho deciso di registrarlo sul mio telefono, prima di distruggerlo del tutto."

Dean e Sam erano sconvolti. Prima che potessero parlare, Charlie li precedette.

"So che cosa state pensando, ma dovete stare tranquilli. È protetto da una password di ferro che conosco solo io. Nessuno lo ruberà mai, neanche se dovessero rubarmi il telefono."

"Charlie, ma...perché? Perché lo hai fatto?" chiese Sam.

"Perché sapevo che un giorno avreste voluto riaverlo indietro. Ci sono tante cose della mia vita che ho perso e ne conservo il rammarico, da allora sono diventata una fanatica per quanto concerne non perdere le cose. Colleziono di tutto. Figurine, foto, oggetti...e poi immaginavo che voi, sentimentali come siete, ne avreste sentito la mancanza. Non bisognerebbe mai perdere le cose che si amano, sapete? Ti scaricano addosso una ferita nel cuore, che non si rimargina..."

Sam e Dean la abbracciarono, profondamente commossi dalle sue parole.

"Aspettate almeno che vi scarichi l'audio! Vi avviso che ci metterà un po'! Era un audio molto lungo!" disse Charlie, asciugandosi gli occhi.

"Sei una vera amica, Charlie." Disse Sam.

"Sai, proprio ieri, Sammy mi stava dicendo quanto gli mancasse quel nastro." Confermò Dean.

"Oddio! Cosa vedo! Cosa sono quelli?" chiese Charlie, guardando i due piccoli cerchi intorno all'anulare dei fratelli.

"Il simbolo del nostro amore." Disse Sam, semplicemente.


Attesero ancora un po', fino a quando finalmente il file fu scaricato su entrambi i telefoni dei fratelli.

"Mettete una password adesso." Disse lei.

"Amore?" chiesero titubanti.

Charlie scosse la testa, come se fosse quello che si aspettava.

"Mi dispiace, piccioncini, comprendo i vostri sentimenti, ma sarà meglio che scegliete una password più difficile da immaginare. AMORE è fin troppo abusata come password."

I fratelli ci pensarono un po' su.

"J2 come Jared e Jensen?" chiese Sam.

"Non mi convince. Sono troppo narcisista per dare i miei nomi come quelli di altri. Neanche se sono i nostri doppi o reincarnazioni varie." Disse Dean.

"D'accordo...allora... J2 e Sam e Dean." Disse Sam.

"Io direi: J2 e Brothers." Disse Dean.

"J2 e brothers fallen in love." Propose Charlie, ma poi ci ripensò. "È troppo lunga e potreste scordarla."

I fratelli si guardarono e all'improvviso ebbero un'idea in comune.

"DEI DELL'AMORE." Gridarono in coro.

Charlie li fissò.

"Un po' narcisistico, ma geniale! Mi piace!!" disse raggiante.

"Allora aggiudicato!" dissero in coro i fratelli, battendo il cinque.

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