"La verità, Tess. Non lo so perché, non lo so che ci faccio qui. Io mi sposerò tra pochi mesi, e non posso tirarmi indietro. Non sarà come in tutti quei film da donne in cui all'ultimo minuto uno manda tutto a puttane. Non ho niente da offrirti, o a...
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Racconto tutto ad Olly e in effetti funziona, mi sento un po' meglio ora che sono tornata al mio appartamento. La serata passata con Irina in quel vecchio teatro, la notte con Arthur e quella appena passata con Sebastian, mi sembrano qualcosa di lontano, inoffensivo. Anche se le parole di Arthur rimbombano con una cadenza regolare dentro di me. Le altre gli credono quando lui dice che le ama? Non sono così ingenua da credere di essere l'unica. So di dover definitivamente troncare questa specie di relazione che ho con lui, non ci sto a farmi trattare in questa maniera. Lo prometto solennemente ad Olly e a me stessa prima di dirigermi in ufficio. Samuel, l'autista della macchina aziendale oggi è particolarmente silenzioso, il che non mi dispiace, guardo fuori dal finestrino il sole estivo che contrasta in modo così palese col mio attuale stato d'animo. Una volta dentro ignoro Erin che mi indica mentre passo ad altre persone con cui sta parlando. Mi sono pentita di essermi comportata con lei in una maniera che non mi appartiene, che dicesse e facesse quello che crede. Bett mi ferma e mi dice che Glenn mi aspetta perché mi deve parlare. Un brivido di paura mi attraversa il corpo, vuole licenziarmi? E subito dopo non posso fare a meno di domandarmi se questo sarebbe davvero un male. Riprendere in mano la mia vita, trovare un lavoro che mi permetta di studiare e di non deludere le aspettative di mia madre e soprattutto le mie.
<<Buongiorno Tess. Come ti senti?>>
Mi saluta cortese Tom porgendomi una tazza di caffè in un bicchiere di cartone. Sollevo il coperchio e mi porto il liquido alle labbra. Tom sembra piuttosto nervoso.
<<Ciao Tom. A cosa devo tutta questa gentilezza?>>
<<Ci hanno scambiati come si fa con le figurine. Sono terrorizzato.>>
<<Di che stai parlando?>>
<<Stamattina il signor. Rivera mi ha detto che per un po' di tempo io avrei dovuto lavorare col signor. Welsh. Quindi suppongo che tu prenderai il mio posto.>>
<<Stai bene? >>
Immagino di essere diventata pallida. Ma forse Tom si sbaglia, non avrebbe senso tutto questo, Glenn e Arthur sono amici, perché Arthur dovrebbe passare del tempo con me?
Per vendicarsi.
Il sapore del caffè in bocca mi sembra particolarmente amaro. E l'odore è fastidioso. Chiudo il coperchio e lo allontano da me. Con una brutta sensazione addosso mi dirigo verso l'ufficio di Glenn. Appena entro vedo che non è solo, Arthur mi dà le spalle seduto di fronte a lui in una posizione che a me pare subito dimessa perché le spalle sono leggermente incurvate, come se portassero chissà quale peso. Reprimo l'istinto di posarci una mano, ovviamente non mi guarda. Le sue, di mani, sono strette in grembo. Non riesco a vedere il viso da qui, ma odio questo morsetto che sento nella pancia, che provo ogni volta che è nei dintorni.
<<Buongiorno Tess. Ci sono delle importanti novità.>>
Glenn al contrario di Arthur mi appare in forma, ha un'espressione quasi entusiasta, e sembra ringiovanito.