"La verità, Tess. Non lo so perché, non lo so che ci faccio qui. Io mi sposerò tra pochi mesi, e non posso tirarmi indietro. Non sarà come in tutti quei film da donne in cui all'ultimo minuto uno manda tutto a puttane. Non ho niente da offrirti, o a...
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La prendo per mano e lei si lascia trascinare con me sul palco della sala conferenze, in maniera placida, come mi aspetto che farà da questo momento in avanti.
<<Glenn...>>
Tenta di dirmi con una preghiera negli occhi.
<<Glenn...>>
Ripete opponendo una piccola e patetica resistenza durante il tragitto.
<<Più tardi piccola Tess sistemeremo tutto. Ma ora c'è una cosa che voglio dire di fronte a tutti. Sistemati quel corpetto.>>
Non mi interessa più che sia vestita come una zoccola, che mi farà fare una pessima figura di fronte a tutti. Domani la stampa non parlerà d'altro che di me e della mia audace fidanzata. Ed è esattamente quello che voglio, che ne parlino tutti, che lo sappiano tutti. Non ho bisogno di girarmi per sapere che il mio migliore amico è ancora dove l'ho lasciato, che non l'ha mollata per un secondo con quei suoi occhi da primo attore ingaggiato in un ruolo tragico. Sembra che stia per crollare da un momento all'altro.
Come d'accordo, il piccolo palco è pronto e il microfono di solito usato per le conferenze, che mio padre tiene qui, è accesso.
<<Signori, posso avere un attimo di attenzione?>>
Faccio una pausa ad effetto mentre la mia piccola, scarmigliata Tess si tira su il vestito come le ho detto di fare.
Mia madre ha la stessa espressione di Arthur. Sono tutti contro di me, ma non ha importanza, dalla mia parte io voglio che ci sia solo Tess e se non lo farà di sua spontanea volontà, lo farà semplicemente perché glielo chiedo io e col tempo, tutto questo diventerà più vero di quanto non si aspetti.
La sala è immersa nel silenzio, sono tutti girati verso di noi.
<<Ho pensato di dare una notizia prima che inizino i fuochi d'artificio.>>
Tess è ammutolita accanto a me, in attesa, aspetta di sentire le mie parole e so che non lo sta guardando. So che l'ha finalmente lasciato andare. Non ho fatto altro per anni che osservare le persone.
<<Come sapete io e la signorina Milton siamo fidanzati da tre anni e come invece non potete sapere, la amo moltissimo. Sono stati tre anni splendidi, tre anni in cui il mio amore per lei è cresciuto in maniera esponenziale alla sua bellezza e lo vedete da soli quanto sia perfetta. Tess, oggi non volevo farti arrabbiare quando me ne sono andato, avevo un buon motivo. E il motivo era questo...>>
Mi metto in ginocchio di fronte a lei, di fronte a tutti. Recito benissimo il mio copione. Tess non è molto colpita, solo stupita. Posso vedere il suo piccolo cervello mettersi in moto per cercare di far quadrare tutto.
<<Vorresti passare il resto della tua vita con me e sposarmi il 22 agosto prossimo? So che manca poco tempo ma io davvero non vedo l'ora di condividere con te il mio destino.>>
Apro l'astuccio che contiene un diamante molto simile al famoso Pink Star, sia come qualità che come prezzo. Devo proprio ammettere di non aver badato a spese. Lo mostro al pubblico che impazzisce, posso sentirli bisbigliare da qui.
Tess si avvicina, lo sfiora col dito e poi mi guarda. Non so se si rende conto del valore di questo anello. Non ne sono sicuro, è pur sempre una provinciale.
<<Glenn...>>
Dice con una faccia eloquente. A voce più bassa aggiungo:
<<Dì solo di si, Tess. Solo di sì e ti prometto che tutta la tua tristezza sparirà, mi occuperò io di te e non permetterò più a niente e nessuno di farti del male.>>
Tranne me, ovviamente. Pagherai le conseguenze delle tue azioni come abbiamo fatto tutti piccola Tess, ma c'è tempo per questo.
Nella sala è di nuovo caduto il silenzio più totale.
Siamo tutti in attesa di una tua risposta, Tess. Avanti, ti sto dando la possibilità di pareggiare i conti con lui. Fagli capire cosa si prova, di solo di sì.