B: ok.
E: ok?
B: sì... chiamiamolo.
E: è la cosa giusta credimi.
B: vedremo... allora hai il numero?
E: no,ma so dove abita.
B: ah sì? E come fai a saperlo?
E: Emily mi ha raccontato molte cose.
B: non voglio saperle.
Mi aveva praticamente raccontato ogni cosa riguardo a come il loro rapporto fosse nato e anche a come si era sviluppato in quell'unico mese in cui erano stati insieme. Mi aveva detto delle volte in cui era andata a casa sua,descrivendomela in ogni particolare compreso l'indirizzo: in caso avessi convinto suo padre a parlare con lui.
B: dai andiamo.
E: ferma: io vado,tu resti qui.
B: perché? Non ti lascio andare da sola da quel tipo.
E: non fare il tragico adesso. Qualcuno dove rimanere in caso ci siano novità su Alex o Emily.
B: allora rimani tu. Perché devo farlo io scusa?
E: perché Colin deve arrivare qui intero,non come paziente.
Simone può avere i migliori propositi,ma non so cosa sarebbe potuto succedere nel momento in cui si sarebbe trovato Colin davanti. Dal nulla sarebbe arrivato a discuterci e avrebbe sicuramente frainteso le sue parole.
E: sono sicuramente migliore di te nel gestire con civiltà queste cose.
B: le saprei gestire anche io fidati.
E: non con civiltà.
B: come vuoi... vai.
E: Emily lo apprezzerà.
B: spero sarà sufficiente ripetermelo.
E: pensa solo a stare vicino a lei e Alex mentre sono via. Me lo prometti?
B: certo: non mi muoverò.
Faccio un passo verso di lui cercando di inseguire il suo sguardo che sfugge dal mio come tutte le volte in cui riesco a fargli fare qualcosa che non lo convince. Gli do un bacio e dopo averlo abbracciato e avergli sfilato di tasca le chiavi della macchina,esco dall'ospedale. Fortunatamente casa sua non è molto lontano,ma nonostante questo con il traffico ci metto il doppio del tempo. Quando arrivo davanti al palazzo,lo riconosco subito: anche l'esterno è esattamente come Emily me lo aveva descritto. Quando sono partita non ho nemmeno pensato se lo avrei trovato a casa,ma a qualche posto dalla mia auto,vedo quella che Emily mi aveva descritto come la sua. Scendo e vado davanti al portone,ma lo trovo aperto quindi entro senza suonare. Emily mi aveva detto che il suo appartamento era al primo piano sulla destra e infatti non ci metto molto a trovarlo. Senza aspettare oltre suono al campanello aspettando qualche secondo. Non ottengo nemmeno una risposta,così suono di nuovo. Inizio a sentire dei piccoli rumori provenire dall'altra parte e quando la porta si apre,mi ritrovo davanti il professore di Emily in boxer e canottiera.
C: signora Baldasseroni... - mi guarda sorpreso - cosa ci fa qui?
E: è per Emily.
C: Emily? - mi guarda preoccupato - Le è successo qualcosa?
E: no... cioè sì... insomma ti dispiacerebbe vestirti e venire con me?
In un primo momento mi guarda confuso,ma poi cerco di fargli capire guardandolo dalla testa ai piedi. Deve essere stato davvero sorpreso nel vedermi qui se non si è nemmeno reso conto di avermi aperto vestito così: non che io mi scandalizzi,visto che è il normale modo in cui i ragazzi e in generale gli uomini stanno in casa. Nonostante questo,devo ammettere che mi verrebbe più facile parlarci se avesse almeno un pantalone addosso: nella mia testa è pur sempre il professore di mia figlia.
C: oh... certo! Mi scusi... - mi fa segno di entrare - venga pure,vado a vestirmi.
Credo di averlo fatto sentire ancora di più in imbarazzo facendogli notare questa cosa. Percorre di corsa il corridoio entrando in una stanza ed io faccio due passi avanti,entrando in casa e chiudendo la porta alle mie spalle. Do una rapida occhiata in giro al suo appartamento: nel salotto vedo un cartone di una pizza,rimasta poco meno di metà,e una lattina di coca cola appoggiati sul tavolino davanti al divano e un film in pausa. Ora si spiega il suo "non abbigliamento" da casa. A parte quelle poche cose,il mio occhio non riesce a cogliere nient'altro fuori dal suo posto,persino nella cucina alla mia sinistra: in poche parole è tutto in perfetto ordine. Senza rendermene conto mi ritrovo con il sorriso sulle labbra: inizio a pensare che Emily abbia scelto veramente bene. Simone può trovare da dire quello che vuole,ma lui non ha questa qualità visto come si è abituato a lasciare tutte le cose in giro. Il mio sguardo viene però attratto da una foto,messa in una semplice cornice argentata su un ripiano del mobile posizionato di fianco al divano. Non mi ci vuole molto a riconoscere che le due figure abbracciate intente a farsi un selfie sono proprio lui ed Emily. Questo scatto non mi è nuovo perché è esattamente lo stesso che ha Emily dentro la sua scatola. Mi avvicino e prendo in mano la fotografia: è inevitabile pensare a quanto felice sia Emily in questo scatto. Mi ritorna in mente il periodo prima e il periodo dopo quell'unico mese che avevano passato insieme. Tutto si poteva dire,ma in effetti per quanto solare ed energica sia sempre stata,non ho mai visto Emily felice come in quel breve periodo. Per poco questa foto non mi cade,spaventata proprio da lui che dietro di me sento schiarirsi la voce.
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Biondo ed Emma - Ricordati di... 8
Romance- SEQUEL - Emma e Simone sono ormai sposati da più di 20 anni e i loro figli sono cresciuti....forse troppo. Ognuno di loro ha intrapreso strade diverse,compresa Gaia,la più piccola di casa. Ognuno di loro ha fatto o farà scelte molto precise,ma Emm...
