Jane, Jane Fox. Da professoressa a ereditiera, una vita fatta di scoperte, di amori, di violenza e sesso sfrenato. La sua storia vi attende.
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Colin era impegnato a dialogare con Leonard e Ryan sdraiati su dei lettini in spiaggia.
Spostai il mio sguardo su Alexander: fumava lontano da noi qualche metro.
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Non aveva uno sguardo del tutto tranquillo.
"Jane" mi richiamò sull'attenti mio padre.
Avvolse le sue dita sulla mia mano e lo guardai.
Osservai il suo volto, era affascinante, era sempre stato familiare in qualche modo.
Aveva gli occhi bagnati, lucidi e distolse lo sguardo dal mio.
Non sapevo perché stesse così ma amavo il modo in cui riusciva a mostrare le sue debolezze in mia presenza.
"Sai...a volte la mente umana viaggia nel tempo e non ho potuto essere presente nella tua infanzia, ai primi piccoli traguardi della tua vita, alla tua laurea ma in realtà io ero lì. Ero nascosto ma io c'ero...ho aspettato il momento giusto per mostrartele."
Prese il suo telefono, lo sbloccò e andò in una cartella con un codice, lo inserì ed uscirono un sacco di fotografie mie di quando ero piccola ma anche recenti negli anni.
Mi passò il telefono e iniziai a guardare quelle foto.
Immagini mie da piccola, una lontana e si intravedeva la mia figura minuta salire su uno scivolo in un grande parco.
Mi soffermai su un immagine in particolare, il giorno della mia laurea in lettere, lui era lì e io non lo sapevo, non sapevo neanche chi fosse.
E in realtà lui c'era sempre stato senza che io lo sapessi, gli avevano proibito di vedermi ma lui era determinato e questo mi riempiva il cuore.
Sapere la sua presenza vicina era importante per me.
Posai il telefono sul tavolo e mi girai verso di lui ancora commosso.
Mi alzai e mi sedetti lateralmente sulle sue ginocchia e lo abbracciai.
Ci abbracciammo a lungo, percepivo il suo stato d'animo sofferente.
"L'importante è essere qui, adesso e insieme." dissi guardandolo negli occhi.
Stampò un bacio sulla mia fronte e mi alzai, si alzò ed entrò nel patio interno camminando verso la cucina.