Jane, Jane Fox. Da professoressa a ereditiera, una vita fatta di scoperte, di amori, di violenza e sesso sfrenato. La sua storia vi attende.
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Ero nel salottino della mia cabina armadio e stavo sistemando quelle piantine che la mia domestica non aveva per niente curato.
Staccai quelle secche e le gettai in un cestino vicino, mi davano fastidio.
Da lì a poco mi sarei recata alla clinica privata del mio medico per fare il raschiamento, non potevo tenere quel feto.
Cominciò a squillare il telefono e lo presi, era Alexander e rifiutai la chiamata.
Presi la borsa e scesi al piano di sotto, uscendo così di casa.
John entrò nella sua auto e io nella mia, accelerai e uscii dal cancello principale allontanandomi dalla Villa.
La clinica si trovava poco fuori la città, non ci avrei messo molto ad arrivarci.
Dopo circa una ventina di minuti parcheggiai e John mi scortò all'entrata sul retro.
Entrammo in una stanza e il dottore era già lì.
"Ciao Jane, puoi stenderti, a breve ti spiego la procedura." disse mettendosi guanti e mascherina.
Mi tolsi il cappotto e lo passai a John che si sedette su una sedia dietro il lettino sul quale mi stavo stendendo.
"Bene..eccoci qua." si avvicinò.
"Il raschiamento dura circa una decina di minuti, a seguito avrai qualche piccolo dolore per il quale ti darò delle pillole da assumere una volta al giorno, possibilmente al mattino."
"Ok." dissi semplicemente.
"Preferisci anestesia locale o generale?"
"Generale." risposi.
Preferivo dormire per un po', anziché vederlo manovrare dentro di me.
Attaccò una flebo al mio braccio e inserì un ago che probabilmente conteneva il liquido dell'anestesia generale.
"Ora rilassati, lasciati andare e non agitarti, altrimenti non farà effetto."
Sentii la sua voce rimbombare nei miei timpani, il mio corpo scendeva sempre più su quel lettino, lo sentivo sempre più appiccicato al mio corpo.
Tutto attorno a me, perdeva sempre più luminosità e le palpebre si fecero pesanti, finché non le chiusi del tutto e il buio mi accolse.