Jane, Jane Fox. Da professoressa a ereditiera, una vita fatta di scoperte, di amori, di violenza e sesso sfrenato. La sua storia vi attende.
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La mattina dopo mi trovavo in uno dei miei bar preferiti nel centro di N.Y.
Era tutto salutare a partire dai cornetti a qualsiasi altro tipo di dolce.
Ci andavo solo per il caffè, c'era qualcosa di diverso rispetto agli altri e mi piaceva molto.
Pagai e uscì, all'uscita c'era John ad aspettarmi.
Ero ancora scossa da ciò che mi aveva detto Richard, non mi sentivo bene.
Camminammo velocemente verso la mia auto, permisi a John di guidare e mi sedetti dal lato del passeggero.
Sorseggiai il mio caffè.
Fissai fuori dal finestrino.
Mi aveva mentito per quattro anni, circa l'età di quel bambino, ed io stupida avevo mentito a me stessa nonostante una piccola parte di me conoscesse e immaginava anche solo un po' la verità.
Finii il caffè e poggiai il bicchiere all'interno dello spazio dedicato alle bibite all'interno della portiera.
Presi il cellulare dalla mia borsa e telefonai a Richard.
Non rispose e lo richiamai altre due volte con insistenza.
"Dio stavo dormendo." disse seccato.
"Dove trovo quel bambino." il mio tono era estremamente freddo e autoritario.
"123 Fourh Street." rispose.
"Ha una madre che vive con lui?" chiesi.
"No, vive con la sorella della madre, il cognome è Marks."
Attaccai e comunicai la via a John che cominciò ad avvicinarsi alla zona.
Mi accesi una sigaretta, non so cosa stavo facendo ma volevo farlo.
Parcheggiò sotto ad un palazzo e scendemmo entrambi, mi avvicinai al citofono cercando il cognome Marks.
"Si? Chi è?" chiese una voce femminile.
"Jane Fox." risposi fredda.
Sentii un sospiro di sorpresa e aprì il portone principale, entrai e salimmo i primi piani.
Vidi un portone socchiuso al terzo piano, non era poi un condominio così sprovveduto, anzi.