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JANE



Era ormai sera

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Era ormai sera.

Ero andata a casa a cambiarmi e prepararmi e adesso ero di nuovo nel condominio di Elia e sua zia, l'avevo avvisata che sarei venuto a prenderlo.

L'ingresso era pieno di paparazzi e John mi coprì.

Ho sempre odiato i bambini, ma lui mi trasmetteva qualcosa di diverso e speciale.

La porta era aperta ed entrai.

"Ciao Signora Fox, sono felice che mi abbia chiamata." mi disse lei.

Accennai un sorriso freddo e mi guardai intorno.

"È in veranda, vada pure se vuole."

Uscii fuori e lo guardai.

Era così bello, aveva tra le mani dei rametti di foglie, non si era accorto della mia presenza

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Era così bello, aveva tra le mani dei rametti di foglie, non si era accorto della mia presenza.

Mi avvicinai e mi abbassai alla sua altezza, mi guardò e mi sorrise.

"Sei pronto?" gli tolsi quei rametti dalle mani e lo buttai giù dalla veranda.

"Andiamo." disse guardandomi.

Aveva gli occhi tristi, era una tra le tante cose che avevo notato, il resto del viso era deciso ma gli occhi celavano della tristezza.

Entrammo dentro e salutò sua zia che si raccomandò con lui.

Uscimmo e scendemmo le scale.

Stava per cadere ma lo afferrai da un braccio e lo presi in braccio.

Appoggiò la sua testa sulla mia spalla e continuai a scendere le scale.

Jane...Jane FoxDove le storie prendono vita. Scoprilo ora