Jane, Jane Fox. Da professoressa a ereditiera, una vita fatta di scoperte, di amori, di violenza e sesso sfrenato. La sua storia vi attende.
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Continuai a gustare il mio calice di vino, finii di leggere le mail e posai il telefono.
Mi girai.
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Mi raggiunse e si sedette accanto a me, impazzivo dentro di me appena sentivo la sua vicinanza, ma non avrebbe mai avuto il privilegio di capirlo.
Mi tolse il calice delle mani e lo poggiò sul tavolo basso accanto al divano.
Il suo sguardo mi provocò un forte brivido lungo la schiena, si alzò e mi prese per mano e mia alzai anch'io.
Avvolse le sue forti braccia attorno ai miei fianchi, lasciò un bacio delicato sulla mia fronte.
Misi le mie mani attorno alla sua nuca, poggiai il mio capo sul suo petto e assaporai il suo odore.
Il suo era un abbraccio comprensivo, lo percepivo.
Non serviva parlare, ci eravamo già capiti abbastanza. Rimanemmo a lungo intrecciati e poi ritornammo al tavolo.
Riprendemmo posto e sentii i loro discorsi, di mio padre, mia figlia e Colin. Stavano parlando della bambina che sarebbe nata tra poco meno di qualche settimana.
"O mio dio è uguale a papà..." disse Jacqueline scioccata guardando dietro di me.
Mi girai ed era Richard.
"Ma che onore averla qui." dissi compiaciuta e con fare ironico mentre mi alzavo.
Nessuno lo conosceva ed era meglio così.
"Sapevo che ti avrei trovata qui." disse camminando sexy.
Era davvero identico a suo fratello.
Mi strinse la mano con fare professionale e ci mettemmo a ridere.
Mi era molto simpatico.
Misi una mano sulla sua spalla e ci allontanammo un po'.
Mi consegnò una cartella chiusa: "Qui c'è tutto, immagini e tanto tanto altro, ne rimarrai sconvolta." mi disse.
Gli avevo richiesto delle informazioni su Joseph, volevo saperne di più su tutto, ogni cosa.
"Ci ho messo qualche giorno in più ma ne è valsa la pena." ribadì.
"Bene, ottimo lavoro." lo guardai.
Guardò Jacqueline per un momento e poi si rigirò osservandola meglio.