Jane, Jane Fox. Da professoressa a ereditiera, una vita fatta di scoperte, di amori, di violenza e sesso sfrenato. La sua storia vi attende.
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Arrivammo nella mia Villa e scesi dall'auto.
"John, avvisami se arriva qualcuno." dissi girandomi verso l'auto della sorella di Alexander.
Scese anche lei dall'auto e si guardò intorno incantata, la domestica aprì ed entrai.
"Complimenti." disse muovendo la mano esageratamente.
Si accomodò sul divano e mi guardò: "Come mai siamo qui?"
Mi accesi una sigaretta e mi sedetti sulla poltrona di fronte a lei.
Accavallai le gambe e la fissai: "Voglio sapere tutto, tutto quanto."
"D'accordo..." sospirò.
Notai una certa agitazione.
"Io e mio fratello non abbiamo mai avuto ottimi rapporti, la nostra vita è sempre stata circondata da ricchezza e divertimento sfrenato. Non abbiamo mai vissuto i valori familiari, siamo cresciuti un po' soli, soprattutto io."
Cominciò e toccare la cinta del suo cappotto proseguendo.
"Attualmente ho trentacinque anni, ma quando ne avevo venti cominciai ad uscire con un uomo molto più grande di me, Alexander era già molto conosciuto nel suo ambito e aveva una certa influenza. Amavo quell'uomo, l'unico ricordo che ho di lui è questa borsa che uso da molti anni, mio fratello tentò di strapparmi via anche questa ma almeno in questo ha fallito. Questo ragazzo era figlio di un nemico di mio fratello e decise di legarlo, una notte, e ammazzarlo davanti ai miei occhi."
I suoi occhi erano bagnati ma la sua voce era decisa, nessun tremolio.
"Mi chiuse nella cantina di quella casa, prima abitavo da lui, e mi torturò per mesi. Mi picchiava, mi faceva violentare costantemente dai suoi scagnozzi e mangiavo pochissimo."
Continuai a osservarla, non ero sorpresa ma neanche felice di sentire certe cose.
"Poi un giorno presi coraggio e lo affrontai, ma affrontare quell'uomo per me significava morire. Mi ha sempre terrorizzata per quello che mi ha fatto passare. La cosa non andò a buon fine ma mi tirò fuori da quella cantina finché anni dopo mi decisi a scappare, continuava a rendermi la vita impossibile."
"Da quel giorno ti dà la caccia?" domandai.
"Non ha mai smesso, è cattivo e perfido, così violento che Satana a confronto è il nulla."