11 3 0
                                        



JANE

Richard mi aveva chiamata e mi aveva comunicato l'indirizzo del locale nel quale si trovava, non era molto distante.

"Dovresti riposarti." si girò John verso di me.

"Per due lividi?" lo guardai divertita.

Alzò gli occhi al cielo e camminammo verso il tavolo.

"Vado." dissi guardando solo mio padre.

"Dove vai così presto?" mi chiese lui.

"A prendermi una pausa." dissi acida fissando male Alexander.

Si alzò con aria divertita e superiore: "Le troie sono passate di moda." esclamò fulminandomi.

Una squallida freccia con tutto l'arco.

Lanciai la borsa sul tavolo: "Ripetilo."

La mia freddezza parlava da sé.

"Dio almeno adesso non date spettacolo." sbuffò mio padre.

Levai di mezzo una sedia per la rabbia e feci un passo verso di lui.

"Ripeti quello che hai detto." lo fulminai.

"Non ci arrivi? Ti facevo più scaltra." continuò con le sue provocazioni.

Lo fissai senza aggiungere altro.

Mi girai e camminai con John al mio fianco, dopo aver afferrato la mia borsa, verso le scale di sicurezza, preferivo uscire dal retro.

Continuare quella conversazione avrebbe portato ad una divisione netta, l'ho solo evitata ma di certo la sua frase era totalmente inutile.

Raggiungemmo l'auto velocemente e mostrai le indicazioni a John che cominciò a guidare.

"Questo posto non è molto sicuro." disse alzando un sopracciglio.

"Mh, non lo conosco." dissi.

"Ci vanno gli alcolizzati, i drogati, gli uomini violenti sono lì che aspettano la preda."

"Si fa interessante." risposi divertita.

Non mi importava di due maniaci in preda all'eccitazione, avevo altre questioni di cui occuparmi.

Dopo qualche minuto parcheggiò e scendemmo dall'auto, si posizionò dietro di me con una mano sulla custodia che conteneva l'arma.

Entrai nel locale, qualsiasi essere vivente in quel luogo si girò verso di me, sentii alcuni bisbigli di uomini che avevano capito chi fossi e non si aspettavano di certo che io andassi in quel posto.

Gli occhi di ognuno di loro non si staccava, regnava il silenzio tranne che per la musica che continuava ad esserci.

Camminai con tranquillità e disinvoltura, come mio solito, la freddezza regnava sempre.

Mi avvicinai al bancone, in mezzo a due uomini che cominciarono a sorridere tra di loro.

Il barista mi guardò con ammirazione: "Signora Fox, cosa prende?"

Jane...Jane FoxDove le storie prendono vita. Scoprilo ora