Sentivo urla, pianti ma dopo poco tempo il buio.
Sentii il mio corpo lasciarsi andare, come se non mi appartenesse.
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JACQUELINE
Ero seduta nella sala d'attesa della clinica privata del dottor Jeffrey.
Ero stata tutta la notte in ansia e avevo gli occhi gonfi a causa delle lacrime, in quel periodo ne stava succedendo di ogni.
Ero abituata a quella situazione familiare, ormai non mi sorprendeva più, ero abituata alle urla, alle parole mai dette, alla freddezza e all'indifferenza.
Logan era arrivato da poco in clinica, penso avesse finito da poco di lavorare.
"Ci sono novità?" mi chiese
"Il dottore ha detto che ha bisogno di riposo, da ciò che ho capito ha avuto una piccola emorragia interna che fortunatamente si è assorbita in poco tempo." presi un fazzoletto e mi soffiai il naso.
"Dov'è tuo padre?" mi fece quella domanda con un tono duro e quasi arrabbiato.
"Non lo so." risposi stanca di tutto e tutti.
"Io non avevo un buon rapporto con mia madre, adesso piano piano si sta creando un legame." gli dissi trattenendo le lacrime.
"Perché non si è creato prima questo legame?"
"Perché eravamo distanti, soprattutto lei..non lo so è sempre stata una donna fredda e particolare, già che ti parli è una fortuna."
"In che senso?" mi chiese alzando il sopracciglio.
"Nel senso che è una donna fredda, non dà confidenza nemmeno ai parenti. Raramente si lascia andare o dice una parola di troppo ma non per imbarazzo ma perché è fermamente decisa nella sua vita, lavoro e vita personale."
"Se non vuoi non rispondere, ma tu conosci la storia dei tuoi?"
"Ricordo che mio padre mi raccontò che mia madre era, ed è ancora oggi, la classica snob ricca che se ne fregava.
Era tipa da una botta e via e non dava confidenza a nessuno.
Poi lei si sposò con un uomo e divorziò, so che ha avuto un altra storia duratura con un altro uomo ma finì e conobbe mio padre.
Si conobbero in un locale ma a mia madre non fregava nulla e non si sentirono per qualche mese.
Poi mio padre la rintracciò a da quel momento è storia."
"Ah beh storia particolare." disse Logan sorridendomi.
"Si una storia particolare."
In quel momento vidi un infermiera venire verso di noi: "Se volete potete entrare per la signora Fox."
Feci segno a Logan di andare per primo, io ci sarei andata dopo.
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LOGAN
Raggiunsi la sua camera, entrai e la vidi stesa su quel letto tipico da ospedale ma un ospedale di lusso dato l'ambiente.
Era sempre bellissima, aveva un macchinario collegato a lei.
Aveva sempre quell'aria menefreghista anche in questa situazione.
Chiusi la porta e mi sedetti sulla poltrona accanto al suo letto: "Come ti senti?" le dissi guardandola.
"Solo una stupida emorragia, va tutto bene." mi rispose risistemandosi.
"Va bene, la stampa si è allarmata, a livello mediatico c'è molto caos perché oggi non ti hanno vista in azienda."
"Non mi importa della stampa, oggi il lavoro come è andato bene?" rispose irritata.
"È andato bene." le risposi.
Lei annuì e io uscii dalla stanza chiudendo la porta.
Salutai Jacqueline e andai via, entrai in auto e misi in moto.
Guidai pensando al racconto di Jacqueline, quella storia particolare nascondeva sicuramente altro.
Quella sera avevo notato odio negli occhi di Jane, odio e un pizzico d'amore.
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JANE
Ero indolenzita ma tutto sommato stavo bene.
Ripensai alla figura di Logan qui e poi allungai la mano prendendo il telefono sul mobiletto accanto al mio letto e chiamai il mio avvocato.
"Ciao Sam, ho bisogno che tu prepari le pratiche per il divorzio."
"Si signora Fox, la aggiornerò per gli sviluppi."
Attaccai la chiamata, avevo deciso e volevo il divorzio.
Quell'uomo non poteva più essere mio marito, amore o non amore dovevo divorziare.
Poggiai il telefono e ripensai al matrimonio con John, fu un matrimonio da favola, il mio secondo matrimonio.
John era così, era bravo a nascondere, a mascherare ogni cosa, a sbagliare per poi pentirsene e implorare perdono e se questo non gli fosse stato concesso avrebbe fatto altri casini.
Era arrivato il momento, dopo tanti tira e molla di chiudere questo cerchio con o senza sentimenti.
Entrò il mio dottore nella mia stanza: "Jane come stai?"
"Mi sento bene."
"Mi fa piacere, entro stasera lei sarà a casa, si ricordi di non sforzarsi troppo, ha bisogno di riposo, solo per una buona ripresa."
Il dottore uscì dalla stanza lasciandomi sola.
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Jane...Jane Fox
RomansaJane, Jane Fox. Da professoressa a ereditiera, una vita fatta di scoperte, di amori, di violenza e sesso sfrenato. La sua storia vi attende. 🔞 ⚠️ASSOLUTAMENTE VIETATA LA COPIATURA DI IMMAGINI O DETTAGLI INERENTI ALLA STORIA.⚠️
