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                                    JANE


Mi alzai alle 7 del mattino, mi feci un bagno nella mia meravigliosa vasca da bagno, mi sistemai per bene i capelli e mi truccai.

Andai in accappatoio nella mia cabina armadio e scelsi cosa indossare: un tailleur bordeaux con pantalone a zampa molto stretto che mi definiva alla perfezione e tacchi a spillo neri.

Scesi al piano di sotto e bevvi il mio solito caffè lungo accompagnato da una sigaretta nella sala da pranzo.

Quella mattina non vidi né John e né Jacqueline.
Uscii fuori ed entrai nella Ferrari.
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                               LOGAN

Erano circa le 8:30 ed arrivai al palazzo, all'entrata principale era pieno di paparazzi che iniziarono a fotografarmi, era un azienda rinomata e sicuramente avevano avuto una soffiata sul nuovo capo dell'azienda.

Decisi di tornare in auto e aspettare Jane.
Avevo rubato il suo numero dal telefono di William Fox, la chiamai.

Dopo parecchi squilli rispose con quella voce fredda e autoritaria: "Con chi parlo?"
"Sono Logan, parcheggia difronte al palazzo, qui è pieno di paparazzi. Scenderemo rispettivamente dalle nostre auto ed entreremo nell'azienda, non proferire parola con loro."

"D'accordo capo." rispose fredda provocandomi.
Attaccai prima che lo facesse lei e aspettai in auto per altri 10 minuti.

Ad un tratto vidi la sua Ferrari parcheggiare poco distante avanti alla mia Bentley.

Scesi dalla macchina raggiungendola, lei scese.
Avevo degli occhiali specchiati da sole neri, la guardai dalla testa ai piedi.

Camminammo insieme fino all'entrata dove ci assalirono i fotografi e giornalisti.
"Jane Jane Fox ragazzi!"
"Jane come è bella"
"Jane è in crisi con suo marito?"

Vidi Jane girarsi ad un tratto verso una giornalista e vidi che le bastò un solo sguardo per distruggerla, si rigirò ed entrammo nel palazzo e le guardie chiusero prontamente l'ingresso.

Camminava con sicurezza, come se fosse stata il capo dell'azienda multi-miliardaria più famosa e grande di sempre, da una vita.

Tutti la salutavano presentandosi e lei rimaneva quasi fredda e impassibile facendo piccoli accenni a dei sorrisi a chi le garbava maggiormente.
Entrammo nell'ascensore da soli.
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                                     JANE

Eravamo soli in quel grande ascensore lussuoso nero e dorato con un grande specchio alle nostre spalle.

Logan premette l'ultimo pulsante, gli ufficio più in alto: i nostri.

Mi passai una mano tra i capelli, vidi Logan girarsi e guardarmi.

Lo guardai e dissi: "togliti gli occhiali da sole."
"Non sei il mio capo." rispose sfidandomi.

Alzai gli occhi al cielo e percorsi il lungo corridoio dove erano presenti circa 6 persone del nostro piano, era un po' più tranquillo rispetto ai piani inferiori.

Tutti mi salutarono, io li guardai senza dare loro troppo importanza e ricambiando a malapena quel saluto dicendo solo uno strettissimo e autoritario: "Buongiorno."

Entrai nel mio ufficio chiudendo la porta, mi
guardai intorno, guardai ogni singolo dettaglio di quella stanza.

Vidi un mazzo di fiori sistemato su uno di quei mobili moderni.

Mi avvicinai, erano delle orchidee bianche molto belle e lessi il bigliettino: "Benvenuta tesoro, ci vediamo presto e ti voglio bene, zio."

Sorrisi, era forse l'unico uomo e persona che riusciva a farmi provare del bene.
Sentii la porta aprirsi improvvisamente, Logan entrò e richiuse la porta dietro di sé.

"Devi bussare." dissi fulminandolo con lo sguardo.

Lo vidi avanzare verso di me e si tolse gli occhiali e posò i suoi occhi così carnali, in cui si intravedeva uno sguardo ricco di violenza, nei miei.

"Jane Fox, è sicura di poter fare questo lavoro?"
"Fuori di qui." risposi irritata

"Non sono un associato, sono il tuo socio."
"Fuori." alzai il tono della voce.

Mi guardò per un ultima volta ed uscì chiudendo la porta.

Iniziai le pratiche lavorative e presi confidenza ogni minuto di più con quell'ambiente.

Jane...Jane FoxDove le storie prendono vita. Scoprilo ora