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JANE


Vidi la sua auto dallo specchietto retrovisore entrare nel mio viale

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Vidi la sua auto dallo specchietto retrovisore entrare nel mio viale.

La mia auto era spenta e speravo non mi vedesse.

Misi il borsello dei trucchi in borsa e rimasi ferma a guardare davanti a me.

Lo amavo ma non ero pentita, ma la paura di perderlo c'era.

Scese dall'auto con molta tranquillità e si accese una sigaretta, camminò verso le vetrate oscurate e ci si appoggiò.

Il suo sguardo era acceso di rabbia ma soprattutto tanto tanto freddo.

Avevo solo paura di perderlo, certo avevo sbagliato ma non me ne pentivo.

La mia mente viaggiava alla velocità della luce alla ricerca disperata di un modo per curare quella crepa che si era ormai creata.

Ripresi a guardarlo.


Mi stava guardando, si era accorto che ero in auto, quello sguardo parlava

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Mi stava guardando, si era accorto che ero in auto, quello sguardo parlava.

Scendere da quella macchina significava avere la conferma di aver perso quell'uomo.

Scesi dalla macchina, non sapevo cosa dirgli.

Entrai in casa evitando la rabbia e l'instabilità che emanava il suo sguardo, e lasciai la porta aperta.

Entrò dopo di me e sbatté la porta dietro di sé.

Vedevo come stava cercando di non prendermi e farmi a piccoli pezzi, la sua rabbia si percepiva in ogni piccolo movimento e sguardo.

Sarah camminò entrando nel salone: "Ehi sei tornata?" il suo tono era ammiccante e sicuro.

Si girò lentamente e fissò suo fratello terrorizzata.

Jane...Jane FoxDove le storie prendono vita. Scoprilo ora