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JOSEPH WILLIAM GRAY



Mi infilai la camicia e la abbottonai, dovevo andare a lavoro ed ero anche in ritardo

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Mi infilai la camicia e la abbottonai, dovevo andare a lavoro ed ero anche in ritardo.

Mi sistemai ed uscii di casa, entrai in auto e il mio autista guidò verso il centro.

"Signore la accompagno al bar?"

"No, vai in azienda." dissi conciso.

Non ero mai di buon umore, sono sempre stato estremamente duro e distante, da ogni fattore della mia vita.

"Poco fa mi ha chiamato una certa Katherine, chiede di lei." esclamò.

"Riferisci che sono impegnato." risposi freddo.

Parcheggiò all'estremità del marciapiede, scesi ed entrai all'interno dell'azienda.

Camminai verso l'ascensore che era aperto, c'era una donna di spalle, la squadrai molto bene.

Entrai, finché non si girò.

Mi fissò e io feci altrettanto, Jane Fox

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Mi fissò e io feci altrettanto, Jane Fox.

"Le mie vacanze sono finite." disse saccente.

La ignorai e premetti il pulsante, le porte si chiusero.

Odiavo quella donna, mi indispettiva in modo particolare ma allo stesso tempo affascinava.

"Amelia come sta?" si posizionò davanti a me, dato che non la guardavo.

"Molto bene." la fissai con distacco e freddezza.

"Bene." affermò, uscì dall'ascensore e camminò verso il suo ufficio.

Faceva di tutto per indispettirmi, lo adorava.
Entrai nel mio ufficio e mi sedetti già annoiato ancor prima di cominciare.

Avevo pochi documenti, sarei potuto andare anche via prima da lavoro.

Mi misi a lavoro, finii circa mezzo pacchetto di Marlboro dopo ore di lavoro.

Jane...Jane FoxDove le storie prendono vita. Scoprilo ora