Jane, Jane Fox. Da professoressa a ereditiera, una vita fatta di scoperte, di amori, di violenza e sesso sfrenato. La sua storia vi attende.
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Vidi la figura di Colin apparire dinanzi a me e mi alzai.
"Ma che cazzo sta succedendo?" guardò George.
"Jacqueline ha detto a George che ero qui. Non sapevo Jacqueline avesse divorziato e vuole che sia George ad accudire insieme a lei sua figlia." dissi nervosamente.
"Jacqueline non lo farebbe mai." disse stranito.
"Eppure eccoci qui." risposi glaciale.
Sam, una delle guardie si avvicino con John, avevano ciò che avevo richiesto: lenzuola e acqua.
Afferrai il lenzuolo e lo avvolsi attorno al suo collo e sulla sua faccia tirandolo per bene, feci un nodo dietro la sua nuca.
"Non fare cazzate."
"Va' di sopra." dissi autoritaria.
"Jane non far.."
Lo interruppi alzando il tono: "Vattene!"
Non mi girai neanche per vedere il suo volto incazzato, ma lo vidi allontanarsi ben presto.
"Mmh.." cominciò a brontolare, si stava risvegliando.
Intravidi vicino ad una siepe una pompa dell'acqua, camminai verso essa e la afferrai, camminai trascinandola con me e la aprii cominciando a far uscire di getto l'acqua.
Cercò di dimenarsi dalla sedia sulla quale era seduto e legato.
Puntai il getto d'acqua sul suo viso, cominciò a soffocare facendo dei rumori strani.
Spensi il getto e riprese aria tossendo a lungo.
"Ne vuoi ancora?" chiesi calma e fredda.
"Via libera." disse arrogante.
Ripuntai il getto sulla sua faccia, perse il controllo del suo respiro ancora una volta.
Era così piacevole vederlo così, non avevo mai avuto il coraggio di fronteggiarlo ma stavolta, volere o non, avrei dovuto farlo ancora contro me stessa.
Chiusi il getto e lo gettai a terra.
Lo sentii ansimare e mi avvicinai alla sua sedia fradicia e bagnata.
Slegai il lenzuolo e lo gettai per terra, notai la sua espressione esausta e stanca.