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Io e Sedy eravamo pronte.
Andammo in cucina per aspettare gli altri e nel mentre ci preparammo un panino.

-Come hai conosciuto William?- mi chiese la ragazza all'improvviso.

Per qualche secondo rimasi in silenzio e ripensai a quel giorno nel mio giardino, è successo tutto così velocemente che non so neanche io come abbiamo fatto ad entrare così rapidamente nel mio cuore.
Poi però mi ricordai che nulla di ciò che aveva fatto era stata per pura casualità.

-Si era trasferito accanto a me nel mondo umano, ma ovviamente non sarà stata una coincidenza no?- domandai alla biondina.

-Io e Will volevamo aspettare il compimento dei tuoi diciotto anni ma evidentemente lui si è voluto portare avanti a mia insaputa.- rispose lei.

-Per favore sii sincera con me, anche i suoi sentimenti per me erano programmati?- chiesi sperando in una risposta contenente la parola no.

-Il nostro piano era di avvicinarci a te, o con le buone o con le cattive e poi avremmo aspettato che Lucifero uscisse dall'Inferno in modo da poterlo attaccare. O almeno questo era il piano, poi mio zio ha deciso di diventare il tuo ragazzo e di attaccarlo da solo. Lui doveva essere solo tuo amico, i sentimenti oltre l'amicizia non erano programmati, quindi se mi stai chiedendo se i suoi sentimenti fossero veri mi dispiace, non conosco la risposta.- disse addentando il suo panino.

Cercare quella risposta mi aveva causato solo più confusione, lui doveva essere solo mio amico quindi ciò che andava oltre era vero, oppure credeva che facendomi innamorare di lui sarebbe stato più credibile.

Volevo sapere altro ma mia madre e Sethìa ci raggiunsero.

-Non lo mangi quello?- chiese mio fratello indicando il panino che non avevo toccato.

-Prendilo pure.- risposi io avendo perso l'appetito a causa di quell'argomento.

-Qualcuno ha contattato Zakarìa?- chiesi.

-Si, sta arrivando, come sempre è in ritardo.- disse Arish accennando un piccolo sorriso.

Era da un po' che non vedevo mia madre sorridere, beh, non la vedevo in generale ma osservare il suo viso mentre sorrideva mi rese felice. Un pensiero andò a Freya, pensai a quanto tempo abbiamo perso, tempo che grazie alla nostra immortalità potevamo recuperare. Anche se ora avevo con me la mia madre biologia non voleva dire che quella adottiva dovesse sparire.

-Allora qual è il piano?- chiese Sethìa.

Stavo per rispondere ma Sedy mi precedette.
Odiavo ammetterlo ma quando qualcuno parlava al posto mio mi saliva una rabbia esagerata.

-Arish andrà a cercare Lucifero per parlargli, lui aspetta di vederla da tempo, poi tu e tuo fratello la seguirete cercando di non farvi vedere o sentire mettendovi in dei punti strategici, io e Lamìa ci nasconderemo così in caso ci dovessero essere problemi saremo pronte ad intervenire. Vi avverto, se il Diavolo vorrà tenersi mia madre non esiterò ad attaccarlo, a costo di mettermi contro di voi.- disse guardando tutti.

-Stai parlando con me, conosco tua madre da più anni di quanti tutti i miei figli ne abbiano vissuti. Sono con te.- rispose mia madre pronta a combattere.

-Bene, allora prepariamoci a combattere.- dissi io guardando negli occhi ognuno di loro.

-E se invece vi risparmiassi tutta questa fatica?-

La voce di Lucifero riecheggiò per tutta la stanza, nessuno si era accorto della sua presenza ma adesso tutti gli occhi erano puntati su di lui.

Non era terrore quello che leggevo negli occhi dei presenti, ma bensì stupore, erano sorpresi forse per il fatto che lui fosse tornato qui.

L'unico che aveva paura era Zakarìa, gli si leggeva in faccia, era spaventato da nostro padre e sinceramente non ne capivo il motivo. Lui era l'unico ad aver vissuto tutti questi anni con lui, chissà quali atrocità avrà visto e subito.

-Non ho intenzione di iniziare una guerra in famiglia per cose che sono successe anni fa, ho sbagliato e ne sono consapevole, per questo lei è qui.- disse.

Mio padre fece un passo verso sinistra e dietro di lui si mostrò una chioma bionda e lucente.
Quasi non la riconobbi.
Caroline era proprio di fronte a noi.
Non è più trasandata ma ben curata, i suoi occhi luccicanti erano pieni di speranza e gioia.
Appena vide le due donne che tanto amava sfoggiò un sorriso innaturale.

-Mamma...- sussurrò Sedy correndo ad abbracciarla, e la donna indubbiamente l'accolse.

Arish cadde in ginocchio, scoppiò in un pianto tutt'altro che silenzioso. Per cercare di contrastare quelle emozioni si coprì il volto con entrambe le mani e Sethìa le mise una mano sulla spalla sperando di farle trovare un minimo di conforto.

Sedy provò a stringere sua madre ma si accorse che non poteva toccarla. Era come se riuscissi a sentire tutto il suo dolore.

-Perché non posso toccarti? Che succede?- chiese guardando il Diavolo.

-Sono morta tesoro, cosa credi che all'Inferno portino anche il nostro corpo?- rispose la madre della ragazza non facendo fiatare Lucifero.

Caroline fece cenno alla figlia di spostarsi e lei senza esitare eseguì l'ordine che le era stato dato.
La donna si avvicinò ad Arish e le prese il volto tra le mani dicendo: -Amica mia, finalmente ci vediamo dopo 279 anni...-

Le lacrime sembravano non finire più.
Entrambe le donne avevano contato anno per anno il tempo passato l'una distante dall'altra.

Durante questa riunione io presi in disparte mio padre.

-C'è un modo per riportare Caroline in vita?- chiesi anche se non avevo speranze positive.

-Non proprio in vita, ma si.- rispose lui.

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17 Febbraio 2021, 19:23
Sembra che la storia vi stia
piacendo, ne sono felice!
Ho scritto una nuova storia,
è più sul sentimentale, se vi
va dategli un'occhiata.
Grazie e buona lettura...💘

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