Non sapevo cosa fare.
Mio nonno si trovava dall'altro lato della porta ed io ero rimasta immobilizzata dalla paura.
Non avevo paura di mio nonno, avevo paura che anche oggi non sarei riuscita a tornare a casa.
I miei pensieri vennero interrotti da un pezzo di legno che cadde a terra, la porta si stava rompendo e a breve mio nonno sarebbe entrato.
Mi trasformai come ormai facevo tutti i giorni ed ogni volta fortunatamente il dolore diventava sempre meno doloroso.
Questa volta non sarei scappata, questa volta avrei combattuto. Sapevo già che fossi rimasta qui dentro, mio nonno sarebbe riuscito ad entrare, quindi in ogni caso sarei morta e sarebbe iniziato nuovamente tutto da capo.
L'unica certezza che avevo era che almeno questa volta avrei avuto la consapevolezza di aver lottato il più possibile per tornare a casa.
Come avevo pensato, mio nonno entrò riducendo la porta in mille pezzi.
Mi guardò con i suoi occhi vuoti che ogni volta che li vedevo mi provocavano un senso di malinconia.
Si avvicinò velocemente e cercò di colpirmi, alcuni colpi li schivai mentre altri andarono a segno.
La cosa buona dell'essere me era non provare molto dolore. Andammo avanti così per un po'.
Tutto d'un tratto mio nonno si fermò, mi guardò negli occhi per poi prendermi dal collo e scaraventarmi sulla scrivania dell'ufficio facendo andare tutto in pezzi.
Si scagliò su di me e nell'esatto momento in cui alzo la mano per colpirmi di nuovo, infilai la mia mano nel suo petto.
Rimase immobile, era come se avessi colto il suo punto debole, con la mia mano riuscivo a sentire il suo cuore pompare e mille ricordi riaffiorarono.
Stavo avendo vari flashback in cui rivivevo i giorni passati con mio nonno, tra cui anche il mio preferito.
Stavo piangendo perché mamma e papà se n'erano andati per un viaggio di "lavoro", non mi avevano salutata dato che dormivo. Poi sentii mio nonno chiamarmi ed andai verso la sua voce, indossavo il vestitino rosa che tanto adoravo ed avevo due codine, uscii di casa correndo, mio nonno si trovava nel giardino dietro casa nostra e quando vidi il perché andai ad abbracciarlo.
Aveva costruito un'altalena solo per farmi tornare a sorridere e come si possa immaginare ci era riuscito. Era pazzesco il modo in cui mi voleva bene.
Gli occhi mi si riempirono di lacrime e i miei pensieri si interruppero.
Ero furiosa!
Clelia mi aveva obbligata a rivivere uno dei momenti più brutti della mia vita.
Buttai un urlo talmente forte che i vetri delle finestre si spaccarono, strinsi il suo cuore nella mia mano e guardandolo dritto negli occhi glielo strappai.
Il corpo di mio nonno rimase per qualche secondo rigido, poi vidi i suoi occhi tornare al colore naturale ed i sensi di colpa iniziarono a farsi strada dentro di me.
Presi un respiro profondo, ricordai a me stessa di essere in un loop infinito e che quell'essere non era realmente mio nonno nonostante gli somigliasse in tutto.
Tolsi il suo cadavere da sopra il mio corpo ed in poco tempo una nube grigia ricoprì il corpo privo di vita di quel mostro. Pochi secondi dopo sparì.
Rimasi lì a fissare il nulla, fin quando la stanza intorno a me sparì e al suo posto comparve una luce talmente acciecante che chiusi gli occhi.
Mi sentii leggera e poi il nulla.
Cosa stava succedendo adesso?
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30 Aprile 2020, 03:03
So che sto postando di meno
rispetto a prima, ma a causa della
pandemia la scuola mi sta
riempiendo di compiti e di
video lezioni. Presto aggiornerò!
Buona lettura...🌗
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The Three L
FantasyBlair, 17 anni, è una splendida ragazza dai capelli bianchi, lunghi, lisci e gli occhi del medesimo colore che facevano invidia al mondo. La protagonista, a causa dei lunghi viaggi lavorativi dei suoi genitori è costretta a vivere a Sheffield con il...
