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Io e Will ci stavamo guardando negli occhi da quasi dieci minuti senza dire una parola.
Mio padre se n'era andato e, sia io che il Vampiro, dovevamo trovare qualcosa da dire ma nessuno dei due sapeva cosa, rimasimo fermi come se ci fossimo pietrificati.

Il silenzio stava diventando assordante così gli domandai: -E adesso?-

-Adesso ci salutiamo.- rispose Will sorridendo malinconicamente.

-Non ho intenzione di arrendermi.- dissi seriamente guardandolo negli occhi.

-Lamìa, non abbiamo scelta, se spezzo il patto torno all'Inferno e ti perderò per sempre ma se non lo faccio, nonostante io debba vedere Grace, potrei starti vicino.- disse Will.

-Finché morte non ci separi...- sussurrai a bassa voce.

-Cos'hai detto?- mi chiese il Vampiro fingendo di non aver capito.

-Il patto diceva: "finché morte non ci separi", basta ucciderla e potremmo finalmente stare insieme.- risposi entusiasta.

-Se la uccidessimo non meriteremmo di essere felici.- disse lui facendomi ragionare.

Odiavo doverlo ammettere, ma aveva ragione.
Senza pensarci due volte lo strinsi tra le mie braccia.

-Questo non è un addio, è un arrivederci.- disse Will stringendomi forte.

-Allora perché sa tanto di addio?- chiesi cercando di trattenere le lacrime.

La mia voce tremava e lui se ne accorse, si staccò dall'abbraccio e mi guardò dritta negli occhi.

-Non lo è, ok?- disse prendendo il mio mento con le dita per sollevarlo leggermente.

Cercai di evitare il suo sguardo ma con scarsi risultati. Annuii sentendo il mio cuore stringersi in petto.

-Ciao Lamìa.- disse posando un ultimo bacio sulle mie labbra.

Chiusi gli occhi cercando di assaporare quel momento il più che potessi, gli odori, i sapori, il tatto, tutto ciò che fosse captabile io dovevo averlo appreso.

Ci staccammo l'uno dall'altro tenendo unite solo le nostre fronti.

-Ciao Will.- dissi per poi far staccare anche l'ultima parte del corpo che voleva rimanere con lui per sempre. Il cuore.

Lo accompagnai alla porta per farlo uscire, nessuno dei due parlò, sapevamo che se avessimo detto qualsiasi parola non saremmo riusciti ad andare avanti e quindi era meglio salutarsi in silenzio.

Lo guardai andarsene, guardai la porta chiudersi dietro alle sue spalle e con essa anche uno dei capitoli più importanti della mia vita.

-Luciferoooo.- urlai in preda alla confusione.

Nessuno rispose.
Ero rimasta sola.

Le mie ginocchia toccarono il suolo e la malinconia diventò il sentimento che mi padroneggiava, iniziai a piangere. Il mondo ce l'aveva con me.
La mia vita era diventata una spirale di dolore, di delusioni, di morte e quant'altro.

-Ho perso mio nonno, mia madre, ho perso Andrew, Brandon, Will, e ho quasi perso anche Ruben. Se qualcuno sta giocando con la mia vita me lo dica!- urlai sapendo che nessuno mi stesse ascoltando.

Piansi ancora. Più forte.
Ormai non mi restava nulla se non me stessa.
Il dolore mi stava devastando, volevo solo scacciare tutti quei pensieri dalla mia testa ma non se ne andavano, perché doveva essere sempre così difficile. Volevo che i pensieri svanissero e così, in preda all'angoscia, conficcai le unghie nel mio viso, il mio volto si iniziò a cospargere del mio stesso sangue e pian piano il dolore iniziò a svanire.

The Three LDove le storie prendono vita. Scoprilo ora