-Il tuo lato oscuro sta uscendo e presto prenderà il controllo del tuo corpo se non lo fermi.- disse Brandon tenendomi la mano tra le sue.
Sapevo dove avevo sbagliato.
Avevo lasciato troppo spazio alla cattiveria, avevo soffocato i miei sentimenti ed ora la mia parte oscura stava cercando di prendere il controllo su di me.
-È possibile che tu non te ne sia accorta prima?- mi domandò lui sistemandosi sulla sedia.
-In realtà si, hai sentito parlare di quei due ragazzi nel bosco del mondo umano che sono stati trovati morti?- gli chiesi.
-Come dimenticarli, ero lì.- rispose abbassando lo sguardo.
-Che cosa?- sbottai stupita.
-Sono il testimone che ha ritrovato i corpi. So cos'è successo, Lamìa.- disse.
-Sono stata io.- confessai consapevole del fatto che lui già lo sapesse.
-Non è andata così.- rispose.
-Che intendi?- chiesi ancora più confusa.
-Stavi per ucciderli ma sei svenuta a terra, loro stavano scappando e, avendo visto tutto, non potevo starmene con le mani in mano sperando che non raccontassero a qualcuno di te, dovevo proteggerti.- rispose fissando il suo sguardo nel mio.
-Tu cosa?- chiesi incredula.
-Li ho uccisi. So di aver sbagliato ma lo rifarei altre mille volte se serviresse a tenerti al sicuro.- disse mentre i suoi occhi diventavano lucidi.
Aveva ucciso due persone innocenti, con buone intenzioni ma le aveva comunque uccise. Volevo arrabbiarmi, provare qualcosa, ma il mio cervello metabolizzò che fino a trenta secondi fa ero convinta di essere stata io, se avevo perdonato me stessa potevo perdonare anche lui.
-Lamìa, mi dispiace...- disse avvicinandosi leggermente a me.
D'un tratto, sentii qualcosa. Non un rumore, non una vibrazione, sentii un'energia, era come se qualcosa dentro di me mi stesse spingendo a fare quel gesto. L'abbracciai. Proprio così, lo strinsi tra le mie braccia come non facevo da un po'.
-Grazie.- sussurrai al suo orecchio.
Com'era possibile che, nonostante io non avessi emozioni, riuscivo a percepire la necessità di dover compiere questi gesti? Non riuscivo a comprendermi.
-Non credere che dopo questo io ti abbia perdonato.- dissi allontanandomi e lui rise.
***
Durante la giornata, Brandon mi era rimasto accanto ed ormai era giunta l'ora di dover cucinare. Avevo recuperato tutte le mie forze e nel mentre il mio cervello stava elaborando il tutto.
Mentre prendevo l'acqua dal frigorifero mi tornò in mente la chiacchierata tra me ed il Vampiro, aveva detto di essere il testimone, quindi lui era lì. Chiusi il frigorifero ed andai verso di lui.
-Perché non mi sei venuto a cercare?- domandai schietta.
-Che?- chiese lui a sua volta.
-Perché non mi hai detto nulla su ciò che mi fosse successo? Sei rimasto tutto il giorno qui con me perché ti sentivi in colpa di avermi lasciata in mezzo al bosco priva di sensi?- dissi avvicinandomi ancora di più a lui fino a lasciare pochi centimetri di spazio tra i nostri volti.
Con una mano stavo per tirargli uno schiaffo ma mi bloccai, feci qualche passo indietro e gli chiesi ancora: -Perché?-
I miei occhi erano diventati lucidi.
-PERCHÉ NON RIESCO A SENTIRE NULLA MA PIANGO? CHE COSA MI STA SUCCEDENDO?- chiesi urlando più a me stessa che a lui.
Non ne potevo più, il tentare di non provare sentimenti me ne stava solo facendo provare di più.
-Avevo paura che aggredissi anche me.- rispose Brandon facendomi alzare lo sguardo verso di lui.
-Tu? Paura di me?- domandai.
Questa volta il mio tono di voce era più calmo.
-Tu sei più forte di me, se solo ti sforzassi un minimo mi potresti strappare ogni parte del corpo con la stessa facilità con la quale si fa il gioco "m'ama non m'ama" con i fiori.- disse lui ridendo a causa del nervoso.
-Ma io ero già svenuta.- dissi non credendo completamente alle sue affermazioni.
-Ti saresti potuta svegliare da un momento all'altro.-
-SMETTILA DI PRENDERMI IN GIRO.- urlai facendo rompere tutti gli oggetti più fragili che si trovavano in cucina.
Mi sentivo persa, piena di dolore, di frustrazione, stavo venendo sommersa dalle mie emozioni che cercavo di non provare.
-Lamìa, stai calma.- disse Brandon iniziando a preoccuparsi.
-Calma? Mi hai usata fin dal primo giorno che mi hai conosciuta, hai finto di amarmi, mi hai mentito, mi hai lasciata a terra priva di sensi e poi mi lasci anche all'oscuro di ciò che mi sta accadendo. Come puoi pretendere che io resti calma?- dissi ormai stufa di tutte quelle sue bugie.
-Non ti ho mentito.- rispose lui mentendomi per l'ennesima volta.
Ormai stanca, mi fiondai su di lui.
L'ultimo ricordo che avevo erano le mie unghie conficcate nel suo collo e poi di nuovo il buio.
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16 Maggio 2021, 20:07
Nuovo capitolo!
Presto nuovi aggiornamenti.
Buona lettura...🌺
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The Three L
FantasyBlair, 17 anni, è una splendida ragazza dai capelli bianchi, lunghi, lisci e gli occhi del medesimo colore che facevano invidia al mondo. La protagonista, a causa dei lunghi viaggi lavorativi dei suoi genitori è costretta a vivere a Sheffield con il...
