Tastai lentamente il lato sinistro del letto, Will non era più qui con me, non sentivo la sua presenza.
E se avessi sognato tutto?
Tirai la testa indietro e feci un sospiro lasciandomi trasportare da ciò che forse ero successo la sera prima.
Che cosa stavo facendo? Lasciar restare uno sconosciuto in camera mia tutta la notte decisamente non era da me.
Mi alzai dal letto per vedere che ore fossero e trovai una scatola sulla mia scrivania sulla quale c'era uno di quei post-it che ormai erano diventati familiari.
20:30
Questo c'era scritto, niente di più.
Aprii la scatola e ciò che vi era al suo interno mi tolse il fiato: un abito lungo di colore Bordeaux, non aveva le maniche ma solo delle bretelle sottili. L'unica caratteristica che lo rendeva un po' succinto era uno spacco sul lato destro della gamba. Era semplicemente stupendo, non riuscivo a trovare altre parole che potessero rendergli giustizia.
Lo provai subito sperando che la taglia fosse quella giusta o che almeno mi piacesse come mi stesse addosso. Ogni tanto mentre mi preparavo mio nonno se ne usciva fuori con qualche frase sul fatto che volessi uscire con un ragazzo che conoscessi a malapena; ero solita ascoltare ogni cosa che mi dicesse ma erano troppo tempo che non mi concedevo un momento per me stessa e questa sarebbe stata la mia occasione.
-Ti prometto che starò attenta ma sono certa che non ce ne sarà bisogno.- dissi dandogli un bacio sulla guancia.
Il campanello suonò, era arrivato.
-Va bene, ma se dovesse darti fastidio chiamami ed io arriverò subito.- disse mio nonno.
Andai ad aprire la porta e davanti a me c'era l'essere più bello che io avessi mai visto: era vestito di tutto punto con uno smoking nero che faceva contrasto con il colorito pallido.
-Non si preoccupi, riporterò sua figlia a casa sana e salva.- disse Will a mio nonno accennando un sorriso, poi mi porse la mano che, senza pensarci due volte, afferrai.
-A più tardi.- dissi mentre chiudevo la porta dietro di me.
-Sei stupenda.- queste furono le prime parole che Will mi rivolse. Non ero solita ricevere complimenti, li apprezzavo ma mi mettevano in soggezione, mi voltai verso di lui per ringraziarlo ma i suoi occhi mi fecero sentire ancora di più messa all'angolo.
-Grazie.- risposi abbassando lo sguardo.
Mi aprì la portiera, entrai in macchina seguita da lui e, comandata dall'imbarazzo, cambiai discorso chiedendogli dove mi stesse portando.
Mi osservò con sguardo attento, i suoi occhi mi guardarono da capo a piedi e poi rispose: -Ti porto in un posto incantevole, quasi quanto te.-
Non sapevo cosa dire, queste frasi mi mettevano tremendamente a disagio, non perché non lo stessi apprezzando ma per il semplice fatto che non sapevo come comportarmi.
Se queste cose me le avesse dette un ragazzo qualunque l'avrei sicuramente definito uno smielato che tentava di adularmi ma lui aveva quel non so che di speciale, era come se ogni cosa che pronunciasse fosse giusta, vera.
-Riuscirai a dirmi qualcosa che non sia un complimento?- dissi spostando lo sguardo su di lui mentre metteva in moto la macchina.
-Sarà molto difficile.- rispose accennando un sorriso.
Ora non sapevo più cosa dire, i miei ultimi flirt risalivano ai tempi delle medie e di certo non ne potevo prendere spunto. Fortunatamente il tragitto fu breve, parcheggiò l'auto vicino ad un bosco e la cosa mi inquietò.
Già immaginavo il mio nome sui notiziari: "Ragazza di 17 uccisa in un bosco da un misterioso ragazzo".
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The Three L
FantasyBlair, 17 anni, è una splendida ragazza dai capelli bianchi, lunghi, lisci e gli occhi del medesimo colore che facevano invidia al mondo. La protagonista, a causa dei lunghi viaggi lavorativi dei suoi genitori è costretta a vivere a Sheffield con il...
