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Era tutto in ordine, la cucina profumava come mai avevo sentito, il soggiorno era incantevole come la prima volta che misi piede in questa casa.
Era tutto perfetto.

Grazie ai miei sensi riuscii a sentire la presenza di Will, ovviamente era nella camera da letto come suo solito quando voleva stare da solo. Bussai.

Ci mise un po' a rispondere e poi chiese: -Cosa vuoi?-

-Parlare.- risposi.

Aprii la porta e la prima cosa che notai era che sul letto c'era una valigia aperta, la stessa che stava preparando a casa mia. Al suo interno vi erano solo un paio di magliette e due pantaloni.

-Ti sei portato una valigia solo per queste cose?- domandai guardandolo sistemare.

-Tutte le mie cose sono a scuola. Sei venuta qui per parlare dei miei vestiti? Perché se è così puoi anche andartene.- rispose lui freddo.

-Sono qui per riportarti a casa.- dissi.

-Questa è casa mia.-

-Casa nostra.- lo corressi io.

Appena pronunciai quelle due parole lo vidi fermarsi, posò ciò che aveva in mano e, come se nulla fosse, mi chiese: -Hai fame? Che ne dici di un po' di pancake?-

-Certo.- risposi un po' sorpresa da quel suo cambio d'umore.

Fino a due secondi fa non voleva vedermi ed ora mi chiede se voglio dei pancake. Non riuscivo a capirlo ma lo assecondai.

Mi sedetti sulla sedia in cucina e lo guardai mentre cucinava. Mi ricordava tanto quando a scuola dormivamo insieme e facevamo colazione prima di andare a lezione, li preparava quasi sempre lui, era un'abitudine ormai, ogni volta che c'è n'era l'occasione lui mi cucinava dei pancake.

Appena furono pronti li portò a tavola ed iniziammo a mangiare. Il silenzio stava diventando imbarazzante così iniziai a parlare e dissi: -Io ti posso spiegare.-

Will non rispose, così continuai.

-Andrew ed io ci siamo conosciuti nell'Inferno durante un allenamento, dovevo salvare la mia famiglia chiusa nel vecchio mondo ed ero molto emotiva a causa della tua perdita, non avevo alcuna intenzione di innamorarmi di un altro, ne tanto meno di rimpiazzarti. Ero convinta che tu mi avessi presa in gira, credevo di meritarmi di essere felice, con o senza di te.-

Mi fermai per qualche secondo, presi un profondo respiro, e ripresi il mio discorso.

-Ciò non vuol dire che io abbia smesso di pensarti, non c'era un singolo giorno in cui i miei pensieri non andassero a te. Appena scoprii del tuo giorno di rilascio a settimana iniziai a venire ogni giovedì a cercarti nella foresta. Chiedevo a chiunque di te, nonostante tu mi avessi mentito ogni giorno dal nostro primo incontro, non ho mai smesso di lottare per te.-

Aspettai di nuovo una sua risposta ma non parlò.

-Non ho mai smesso di amarti, Will.- dissi poi perdendo le speranze.

La mia voce era affranta e lui sembrò accorgersene così disse: -A me non fa male che tu sia uscita con un'altra persona, a me fa solo male il fatto che tu sia riuscita ad amare qualcun altro che non sia io.-

Nonostante non lo feci notare quelle parole mi colpirono come mille lame affilate.

-A me ha fatto male credere che per tutto questo tempo tu non mi avessi mai amata.- risposi.

-Ma io ti amo davvero, cazzo!- urlò Will sbattendo la mano sul tavolo.

-Ma mi hai anche mentito dalla prima volta in cui mi hai vista!- urlai a mia volta alzandomi dalla sedia.

The Three LDove le storie prendono vita. Scoprilo ora