Ero nell'Inferno da dieci minuti e avevo già dato un ordine a mio padre. Mai avrei pensato di poter imporre qualcosa a Lucifero in persona eppure era appena successo.
Dopo quel mio ordine migliaia di anime stavano marciando incatenate l'una con l'altra verso di me, ognuna di loro attendeva in fila di sapere quale decisione avrei preso per loro.
Indossavano tutti una lunga veste bianca sporca, come se non meritassero di avere un qualcosa di loro, quasi provai pena.
Ecco il primo a ricevere la mia decisione.
Si incamminò verso di me con occhi consapevoli, tristi ma anche rassegnati. Il suo sguardo non era cattivo, tutt'altro.
Non sapevo come comportarmi o cosa fare ma istintivamente toccai la sua mano e vidi la sua vita come se la stessi vivendo io stessa.
Era un giovane uomo che amava godersi la vita, passava intere giornate a divertirsi e ad ubriacarsi con amici, aveva una famiglia che lo amava immensamente e per questo motivo, ogni volta che lui andava a bere, loro l'aspettavano svegli, i suoi figli erano degli adolescenti consapevoli di ciò che il padre facesse ma lo attendevano comunque anche se lui non dava loro la stessa importanza.
Oltre al vedere quei ricordi li sentii anche, provai le sue stesse emozioni, riuscii a percepire il disgusto, la collera e la delusione che sentiva per la moglie che anni prima lo aveva tradito. Ecco il motivo del suo alcolismo, un cuore infranto, la madre dei suoi figli aveva preferito qualcun altro a lui ed ora non riusciva più a fidarsi.
Dopo la morte aveva preso consapevolezza del fatto che avrebbe potuto affrontare la situazione in modo diverso, non tanto per lui ma per i suoi figli che hanno subito tutti i comportamenti dei loro genitori, loro erano le vere vittime e quest'uomo adesso se ne pentiva.
-Mark Williams, ti assolvo dai tuoi peccati.- dissi guardandolo dritto negli occhi.
-Grazie.- disse l'uomo iniziando a piangere.
Quasi il mio cuore provò pena.
-Veglia sui tuoi figli.- risposi per poi spostare lo sguardo sull'iniziativa fila di fronte a me.
Da quel che sapevo non vi erano solo esseri soprannaturali ma anche persone comuni, come falegnami, commesse, contabili, l'Inferno era un luogo talmente vasto che mai saprai tutte le creature che vi si celano al suo interno.
Il Demone portò l'uomo lontano da me e passai alla prossima persona.
***
Continuai con il mio compito per oltre cinque ore e ad ogni secondo che passava comparivano due anime, stando qui mi resi conto di quante persone morissero in tutto il mondo, doversi capacitare di quante perdite subisce la terra è assurdo.
A malincuore mandai più persone all'Inferno di quanto mi aspettassi.
Molte anime avevano commesso gravi crimini come omicidi, furti ed altri atti che mai avrei voluto neanche pronunciare.
Fortunatamente la terra era popolata anche da persone buone che erano venute a mancare solo per assenza di cibo o altre comuni cause naturali.
-Per adesso basta.- dissi facendo cenno alle guardie di riportare le anime nella stanza d'attesa in cui venivano messe.
I volti affranti, assenti, malinconici e vuoti erano diventati ancora più frequenti, sapere che ora le anime non dovevano solo attendere era un peso in più.
Tornai nel castello ed andai a cercare mio padre, avevo la mia velocità soprannaturale ma amavo camminare lentamente, incuteva più paura, sentire tutto ciò che mi era circostante mi faceva sentire padrona del mondo.
Andai verso il castello e trovai mio padre lì fuori così ne affrofittai per fargli una richiesta.
-Lucifero, voglio più di una semplice stanza.- dissi facendolo voltare verso di me con sguardo interrogatorio.
-Da quando hai tutte queste richieste?- chiese.
-Dovrei vivere in un modo che non mi soddisfa?- risposi seria.
-Non sembri più quella di prima, che cosa ti è successo?- mi domandò diventando preoccupato.
-Ho solo aperto gli occhi.- risposi. -Quindi?- chiesi aspettando una risposta.
-Vieni.- disse lui aprendo la porta del castello.
Come sempre il vasto atrio era vuoto, non vi era mai nessuno che riempisse quei silenzi così tristi.
Salimmo le scale verso l'ultimo piano, da quel che sapevo nessuno ci era mai salito eccetto i miei genitori ed ora mio padre stava dando a me quell'onore.
Lucifero frugò nelle sue tasche e cacciò una chiave dall'aspetto vecchio e arrugginito.
-È tutto tuo, ma toccherà a te metterlo a nuovo.- disse mio padre consegnandomi le chiavi.
Non aspettò una mia risposta, semplicemente se ne andò.
Aprii la porta e trovai tutto ciò di cui avevo bisogno; un piccolo atrio impolverato, due stanze da letto, uno studio, due bagni ed una cucina. Questo piano era stato abbandonato da tempo ma aveva un ottimo potenziale ed io sicuramente l'avrei sfruttato.
Le uniche parole che mi vennero in mente per descriverlo furono: trasandato, sporco ma anche accogliente.
Iniziai a mettere in ordine, volevo questo spazio per sfruttarlo e quindi dovevo mettermi a lavoro subito. Mi alzai le maniche, legai i miei capelli in una coda imperfetta ed iniziai a spolverare.
Quasi ogni angolo ospitava una famiglia di ragni, uno degli essere che meno mi piacevano, ma con tutta la calma che riuscii a raccogliere pulii le ragnatele. Le pulizie non erano mai state il mio passatempo preferito ma quando si trattava di costruire un'qualcosa di mio ci mettendo impegno.
Mi fermai nel mezzo della stanza principale ed iniziai ad immaginare ai possibili arredi che volevo aggiungervi. Feci apparire dei mobili nuovi e, per rimanere abbinata al mio essere, dipinsi tutte le pareti di rosso iniziando dalla mia camera, letto matrimoniale con coperte e lenzuola color sangue. Questo sarebbe stato il colore predominante della casa, magari un giorno mi avrebbe stancata ma per ora poteva andare bene, mi ricordava il perché del mio essere.
Finii di sistemare a grandi linee e decisi di prendermi una pausa per tornare a svolgere il mio lavoro, slegai i miei capelli e, dopo aver scosso la mia testa, mi incamminai verso il mio "posto di lavoro".
Eccole lì, di nuovo migliaia di anime in fila, mi sentivo stanca già solo nel guardarle ma, dopo aver spostato lo sguardo ripetutamente da una parte all'altra, il mio cuore si fermò.
Freya...
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6 Aprile 2021, 16:51
Nuovo capitolo!
Scusate l'assenza ma
le festività chiamavano,
probabilmente non
scriverò neanche domani
essendo il mio compleanno.
Buona lettura...🌹
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The Three L
FantasyBlair, 17 anni, è una splendida ragazza dai capelli bianchi, lunghi, lisci e gli occhi del medesimo colore che facevano invidia al mondo. La protagonista, a causa dei lunghi viaggi lavorativi dei suoi genitori è costretta a vivere a Sheffield con il...
