Io e Brandon sembravamo molto simili.
Entrambi non sapevamo cos'era l'affetto di un genitore, io ci ero andata molto vicino, per mesi credevo di sapere davvero cosa fosse ma ovviamente subii un'altra delusione.
Entrambi ci sentivamo spesso soli.
Lo sentivo vicino.
Avevamo molte cose in comune.
La cena proseguì in modo molto tranquillo, amavo quando una persona si apriva con me, avevo modo di capirla e di conoscerla.
-Credo che si sia fatta ora di tornare.- dissi guardando l'ora sul telefono.
-Ti riaccompagno.- rispose lui.
Andò a pagare il conto e tornò subito da me.
Gli stavo porgendo i soldi che avevo appena fatto comparire di nascosto ma lui li rifiutò.
-Scherzi? Offro io.- disse sorridendo.
Non provai neanche ad insistere, si vedeva dal suo sguardo che non era uno che mollava facilmente.
Dopo aver mangiato mi riaccompagnò a casa, parcheggiò l'auto vicino all'ingresso dove trovammo Will ad aspettarmi.
-Immagino che lui sia il tuo ragazzo.- disse Brandon facendomi cenno verso il Vampiro.
-Si, ma non so perché sia qui. Comunque grazie del passaggio e della cena.- dissi salutandolo.
Brandon mi guardò e mi lasciò un delicato bacio sulla guancia.
-Non c'è di che, quando vuoi.- rispose mettendo di nuovo in moto la sua auto.
Scesi dalla macchina sorridendo ed andai verso il mio ragazzo che precedentemente avevo allontanato da me.
-Chi è quello?- domandò Will serrando i pugni, aveva lo sguardo fisso sull'auto che sfrecciava via e non aveva intenzione di guardare altrove.
I suoi occhi diventarono rossi, riuscii a percepire la sua rabbia.
-È solo un ragazzo che ho conosciuto ad una festa.- risposi.
Feci per continuare ma mi fermò.
-Sei andata ad una festa?- chiese quasi urlando.
-Si. Ora non posso andare ad una festa? Stavo cercando di svagarmi, sai mia madre è morta.- dissi ironizzando.
-Potevi chiamarmi e ti avrei consolata io, invece hai preferito andare ad una festa.- mi urlò.
-Sai una cosa? Non ti devo dare nessuna spiegazione, non sapevo neanche ci fosse una festa.- sbottai.
-Tu sei la mia ragazza e fai ciò che dico io.- disse Will mettendomi le mani al collo, mi sollevò da terra fino a farmi arrivare alla sua possente altezza.
Come poteva trattarmi così?
Colui che diceva di amarmi aveva appena usato la violenza con me? Questo non è amore.
Non potevo cedere a ciò che stesse facedo, non aveva il diritto di trattarmi così.
Mi scese una lacrima.
Il dolore che stavo provando ora era imparagonarabile a qualsiasi altra cosa.
Gli afferrai il polso e glielo ruppi con estrema facilità, lo scaraventai a terra e dissi: -La tua rabbia ti ha reso stupido.-
Feci passare qualche secondo e poi disse ancora: -Vai a fanculo, stronzo!-
Io, rimasta scioccata da quella mia stessa frase, me ne rientrai a casa e lui mi mandò a quel paese a sua volta.
Volevo sfogarmi, urlare, tirare calci e spaccare tutto ma non lo feci, mi buttai con le spalle alla porta e mi lasciai andare ad un pianto isterico, le lacrime inondarono i miei occhi e in poco tempo il mio volto era completamente bagnato, non solo dalle lacrime, ma anche dal dolore, dalla sofferenza e dalle ingiustizie.
La mia vita era ormai un'insieme di delusioni.
Da quando mi ci ero riavvicinata avevo iniziato a credere di poter contare solo su di lui ed ora che avevo perso l'ennesima persona a me cara non avevo più nessuno.
Mi alzai da terra cercando di farmi forza, mi ero sempre fatta abbattere dalle stronzate che il mondo mi faceva subire, ma ora ne avevo abbastanza.
Non volevo più soffrire.
Andai a dormire cercando di svuotare la mente e in meno di un minuto riuscii ad addormentarmi.
***
Era mattina e il sole splendeva.
Tastai il materasso per sentirne la morbida consistenza. Erano passate un po' di settimane e, per quanto mi sentivo bene, non le avevo neanche contate.
Dopo la mia decisione di svuotare la mente decisi di iniziare a passare le mie giornate nel modo più normale possibile, uscivo da solo o con Teresa e, quando capitava l'occasione, vedevo Brandon.
Non mettevo piede nel mondo soprannaturale da quando era morta Freya, era curiosa di sapere come stavano andando le cose ma dovevo smetterla di pensare a loro, sia perché avevo intenzione di dimenticarli e sia perché nessuno mi aveva mai cercata, ne i miei genitori, ne Alison e neanche i miei fratelli.
L'unico da cui mi aspettavo qualcosa invece, non c'era, non si era minimamente fatto sentire. Dopo quella sceneggiata non avevo intenzione di parlarci, ma almeno delle scuse da parte sua le avrei volute.
Mi alzai dal letto guardandomi allo specchio, volevo vedere in che condizioni fossi e fortunatamente non ero poi messa così male.
Legai i capelli in una coda bassa giusto per dargli una forma, poi scesi per fare colazione ma quasi mi venne un infarto quando mi ritrovai Apollyon, il mio padre adottivo, proprio davanti a me.
All'inizio fui sorpresa però poi divenni curiosa.
-Papà, che ci fai qui?- domandai.
Chiamarlo in quel modo dopo tutto questo tempo mi faceva uno strano effetto.
-C'è un ricevimento nel mondo soprannaturale, tutti sono i benvenuti ma io ho deciso di consegnarti l'invito personalmente.- rispose posando la bustina bianca sul tavolo.
-Potevi direttamente dire che hai trovato una scusa per venire.- dissi cercando di sembrare il meno ironica possibile.
Accennò un leggero sorriso e mi chiede: -Come stai?-
-Bene, la mia vita qui procede in modo tranquillo ma un po' troppo monotono per i miei gusti.- risposi.
-Non sei mai stata una persona tranquilla.- disse Apollyon accennando un sorriso.
-Tu come stai?- gli domandai sedendomi per poi farmi seguire da lui.
A quella domanda il suo sguardo si rabbuiò ma rispose comunque.
-Da quando Freya non c'è più le mie giornate sono vuote. Ho iniziato a dedicarmi alla risoluzione i problemi dei Demoni o ad altre mansioni governative che prima tralasciavo fare a...tuo padre.- disse.
Faceva fatica ad ammettere che suo fratello fosse mio padre e sinceramente anche per me era difficile accettare questa situazione.
I miei padri sono fratelli.
Che assurdità.
-Capisco.- risposi con un tono abbastanza lieve e poi gli chiesi: -Tu ci sarai?-
-Devo, teoricamente noi Eredi avremmo l'obbligo di presentarci ma se non ti va non devi venire per forza.- disse mio padre posando la sua mano sulla mia.
Finalmente potevo dire di sentire il suo calore paterno, non eravamo mai stati così vicini quindi questo momento per me valeva molto.
-Penso che verrò, grazie per essere passato.- dissi sincera anche se stavo cercando di fargli capire che volevo stare da sola.
Lui si alzò ed io lo accompagnai alla porta ma sulla soglia si fermò e disse: -Ci saranno anche degli ospiti speciali.-
Fece una pausa, respirò e poi continuò: -Dracula e suo figlio, stai attenta per favore.-
Dracula aveva un altro figlio oltre Cole?
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18 Marzo 2021, 18:31
Spero che la storia mi stia
piacendo!
Buona lettura...🌸
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The Three L
FantasíaBlair, 17 anni, è una splendida ragazza dai capelli bianchi, lunghi, lisci e gli occhi del medesimo colore che facevano invidia al mondo. La protagonista, a causa dei lunghi viaggi lavorativi dei suoi genitori è costretta a vivere a Sheffield con il...
