-Ehi.- dissi sperando riconoscesse la mia voce in modo da non dover ripetere quel imbarazzante saluto.
Fortunatamente si girò e, appena mi vide, spalancò gli occhi evidentemente sorpreso nel vedermi.
La sua espressione, da incredula, diventò serena.
-Lamìa...- sussurrò alzandosi e venendo verso di me.
-È da un po' che non ci vediamo.- dissi.
-Già, pensavo volessi evitare di incontrarmi.- disse un po' sarcastico.
-Era quella l'intenzione, ma i rancori vanno messi da parte, no?- risposi con lo stesso tono.
Lui sorrise e, con la testa, mi fece cenno di camminare con lui ed io lo seguii.
-Allora, com'è la vita all'Inferno?- mi domandò Brandon dopo un bel po' di silenzio.
-Tutto bene, se non per un piccolo particolare.- risposi sperando mi chiedesse qualcosa a riguardo ma lui rispose con un semplic: -Capisco.-
A quel suo disinteresse rimasi delusa, sembrava che non si importasse di me, ma alla fine che cosa mi aspettavo? L'avevo allontanato nel modo peggiore che si potesse fare.
Ovviamente non mi importava, volevo solo fare la parte della ragazza dispiaciuta per far sì che mi aiutasse.
-Tu invece?- fingendomi curiosa.
-Bene, Cole si comporta in modo gentile con me e sembra come se ci conoscessimo da tutta la vita.- disse accennando un sorriso.
Non dissi nulla, continuai a camminare senza proferire parola.
-So che non vorresti sentir parlare di lui, ma fa parte della mia vita e, se mi chiedi di me, non posso far altro che menzionare anche lui. Mi dispiace per quello che ti ha fatto passare Lamìa, ma è mio fratello.- disse lui cercando di giustificarsi.
-Non è un problema.- dissi guardando nella sua direzione.
-Ti va se andiamo a parlare a casa?- mi domandò come se fosse una cosa normale.
Non era proprio l'idea del parlare che avevo con lui ma acconsentii.
-Nel mio dormitorio dovrei avere qualcosa da mangiare.- risposi facendolo sorridere.
Così cambiammo destinazione.
Durante quel breve tragitto non parlammo, eravamo arrivati davanti alla porta senza dire mezza parola. Presi le chiavi e lo feci accomodare, chiusi la porta alle mie spalle ed iniziai a prendere qualcosa da mangiare. Ero intenta nel prendere una ciotola per metterci degli snack, si trovava abbastanza in alto ma con un leggero sforzo in più ci arrivai, aprii il sacchetto di patatine e ci riempii la ciotola verde che avevo preso.
Stavo per voltarmi verso Brandon ma una sua frase mi fece cadere il recipiente dalle mani.
-Mi manchi Lamìa.-
Il suo tono, dolce ma deciso, risuonò nelle mie orecchie diverse volte.
Mi voltai verso di lui ed i nostri sguardi si fissarono per qualche secondo, una strana, ma ormai comune, sensazione si impossessò di me.
Di nuovo quella tormento, sentii gli occhi pizzicare, la gola inizio ad ardere e, prima del buio, riuscii a sentire un'unica frase: -Lamìa, tutto bene?-
Era la stessa sensazione che provai il giorno della morte dei due ragazzi. Avevo di nuovo perso lucidità.
***
Avevo gli occhi chiusi ed un dolore lancinante alla testa.
Mi svegliai nel mio letto e trovai Brandon seduto su una sedia accanto a me che dormiva, tentai di alzarmi, ma un capogiro che mi costrinse a sedermi. Portai la mano alla fronte e chiusi gli occhi.
Guardai il luogo attorno a me e non vidi tracce di sangue, questa volta non avevo ferite nessuno, probabilmente ero solo svenuta.
Volevo alzarmi, fare qualcosa ma non ero in grado di compiere anche il più piccolo dei gesti. Mi ero stancata di rimanere ferma nel letto, raccolsi le poche forze che avevo ed iniziai a chiamare Brandon cercando di svegliarlo.
-Brandon.- dissi una, due, tre volte.
Nulla. Non si svegliava.
La mia forza fisica era pari a zero, così provai ad usare i miei poteri, feci levitare uno dei due cuscini fino a lanciarglielo in faccia ma, prima che potesse colpirlo, lo afferrò con una mano sola.
Che riflessi, pensai.
Le sue dita perforarono il mio cuscino da parte a parte rompendolo.
-Grazie.- dissi accennando un finto sorriso.
Lui sorrise, poi mi chiese: -Come stai?-
-Bene, senza considerare che sono svenuta.- risposi sarcastica.
-Lamìa, tu non sei svenuta...- disse facendomi quasi rimanere sorpresa.
-Allora cos'è successo?- domandai cercando di mettermi seduta.
-Sei diventata l'Angelo della Morte.- disse serio.
Scoppiai in una gran risata.
-Ok, mi stai prendendo in giro.- risposi non riuscendo a smettere di ridere.
-Non sto scherzando.- disse insistendo.
-Che stai dicendo Brandon?- chiesi confusa.
-La parte che tuo padre voleva tu sopprimessi sta emergendo. Stai diventando l'essere che ama vedere le anime soffrire, stai diventando come tuo padre, Lamìa.- mi spiegò lui.
-Tu sei fuori di testa, mio padre non è cattivo, fa solo il suo "lavoro"- dissi mimando le virgolette.
-Non quel lato di tuo padre, parlo di quello che non hai mai conosciuto, intendo quel lato per cui lui è famoso...- disse abbassando lo sguardo in modo dispiaciuto.
-Non capisco.- dissi scuotendo leggermente la testa.
-Il tuo lato oscuro sta uscendo allo scoperto.- disse infine facendomi venire la pelle d'oca.
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14 Maggio 2021, 12:08
Nuovo capitolo!
Presto nuovi aggiornamenti.
Buona lettura...🕊
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The Three L
FantasyBlair, 17 anni, è una splendida ragazza dai capelli bianchi, lunghi, lisci e gli occhi del medesimo colore che facevano invidia al mondo. La protagonista, a causa dei lunghi viaggi lavorativi dei suoi genitori è costretta a vivere a Sheffield con il...
