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Quegli occhi...
Quegli occhi li avrei riconosciuti tra mille.

Will si trovava proprio davanti a me.
Era ricoperto di sangue e a quanto avevo visto non era il suo, aveva i vestiti sgualciti ed il suo aspetto non era più curato come di solito era.
Nonostante tutto era comunque bello, e sono convinta che chiunque nel vederlo avrebbe provato invidia.

Non sapevo cosa fare, così cercai di avvicinarmi ma ad ogni mio passo lui indietreggiava fin quando non mi saltò addosso, cercò di mordermi ma fortunatamente io ero molto più forte di lui, sia perchè ero l'Angelo della Morte e sia perchè non si nutriva di sangue umano da tanto tempo, e ciò lo rendeva più debole. Schivai il suo attacco e lo atterrai.

-Perché mi hai attaccata?- chiesi con le lacrime agli occhi.

Faceva così male vederlo così, mi aveva usata ma aveva sempre detto che ciò che provava per me era vero, quindi come poteva attaccarmi?

Lui non rispose, lo guardai dritto negli occhi ma non riuscii a vedere quella sua solita luce che aveva il suo sguardo, normalmente brillava di luce propria ma questa volta non fu così.
Vidi degli occhi persi, vuoti, privi di qualsiasi emozione, il cuore mi si spezzò più di quanto già non lo fosse.

Mi avvicinai verso di lui e posai una mano sulla sua guancia, vidi i suoi occhi sposarsi su di essa ma appena sussurrai: -Cosa ti è successo?- sentii la voce di mia madre.

-Lamìa allontanati, non è più in lui.- disse lei da dietro le mie spalle.

Mi voltai e vidi che con un semplice gesto di mani scaraventò Will per circa 10 metri lontano da noi per poi farlo scappare via.

-Hai appena rovinato la mia unica possibilità di parlargli!- urlai furiosa contro Arish.

Come si era permessa?

-Tesoro, quello non era lui, ha perso lucidità. È questo ciò che succede quando non ti nutri di sangue umano per troppo tempo, non gli succederà nulla. Presto potrai rivederlo, parlerò con tuo padre e farò sì che chiuda un occhio.- disse poggiandomi una mano sulla spalla. -Ora torna dentro, i tuoi fratelli sono preoccupati.- continuò per poi farsi strada verso il castello.

Non volevo darle ascolto, ma una parte di me pensava che quella fosse la cosa giusta da fare.
La seguii e poi entrai in casa e senza rivolgere la parola a nessuno, poi me ne andai in camera mia.

Ogni passo che facevo era un pensiero in più rivolto a Will.

Perché gli hanno fatto questo?
In fondo voleva solo riavere sua sorella.
Non metto in dubbio che abbia sbagliato i metodi, mi aveva usata per arrivare a Lucifero.
So che non dovrei giustificarlo e so che non lo farei, se solo non fossi innamorata di lui.

Basta, ero stanca, avevo lasciato la mia vecchia famiglia perchè mi mentivano ed ora ero qui a subire la stessa cosa. Volevo avere delle risposte, sia da Lucifero che da Will, il primo da cui sarei andata sarebbe stato il Vampiro.
Avrei ottenuto ciò che volevo a tutti i costi.

04:37
Era notte fonda, ero uscita cercando di non farmi notare da nessuno per poter compiere la mia piccola missione, iniziai a vagare per l'inferno in cerca della cella in cui era rinchiuso Will, facevo avanti e dietro ma del mio primo amore non c'era nessuna traccia, dove poteva essere?

Ormai avevo controllato in ogni singolo angolo, stavo per perdere le speranze ma fortunatamente mi ricordai che c'era ancora un posto da vedere...le segrete.

Tornai all'interno del castello, essendo notte dormivano tutti e quindi, senza destare sospetti, andai verso le segrete.

Dopo l'altra volta mi ricordai di aver sentito mio padre pronunciare l'incantesimo che serviva per darmi accesso alle celle, pronunciai quelle stesse parole e la porta si aprì, ero così entusiasta che mi dimenticai delle due guardie che, al contrario dell'ultima volta, vennero verso di me e, con un sorriso stampato in faccia, una delle due domandò: -A cosa dobbiamo la sua visita principessa Lamìa?-

-Mio padre mi ha chiesto di interrogare alcuni dei prigionieri, è stata violata la sezione umana ed uno dei prigionieri ha divorato il collo di un ladro che si trovava imprigionato qui da secoli. I sospetti principali di Lucifero ricadono sui Vampiri dato che sono gli unici ad avere il permesso di uscire dalle loro celle una volta a settimana.- dissi essendomi preparata questa risposta per tutta la sera.

Le due guardie si guardarono tra di loro, così cercai di convincerli.

-Ha mandato me perché è impegnato, ha specificatamente detto che chiunque l'avesse disturbato avrebbe patito cose peggiori che le pene dell'Inferno.- dissi.

Mi inventai questa bugia sul momento sperando che i due ci credessero, e fortunatamente erano talmente terrorizzati da ciò che potesse fargli mio padre che non dissero nulla e, annuendo, mi fecero strada.

Ed in un batti baleno eccomi qui, circondata da migliaia e migliaia di celle con Vampiri assetati di sangue che sbattevano contro le sbarre per provare ad abbatterle.

I due Demoni mi lasciarono sola e mi dissero di chiamarli per qualsiasi cosa, annuì ed iniziai a camminare per non so quanti chilometri prima di trovare la cella giusta.

Ma finalmente eccolo lì, immersi nel buio riuscii vedere i suoi occhi lucidi a causa della pazzia e gli abiti mal ridotti, era conciato male ma nonostante tutto io non riuscivo a pensare ad altro se non alla sua bellezza. Quel ragazzo mi aveva stregata.

Rimaneva una sola cosa da fare, dovevo trovare il coraggio di parlarci.

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29 Dicembre 2020, 20:07
A distanza di un mese eccomi
di nuovo qui, tranquilli non
vi abbandono! Vedo che questa
storia vi sta piacendo, siamo
quasi a 7.500 letture...mi rendete
davvero orgogliosa di tutto ciò.
Grazie ancora a tutti, spero che
Lamìa non smetterà mai di
emozionarvi! Buona lettura.❤️

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