Capitolo 102 - Pensare troppo uccide la felicità -

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Nelle vicinanze di Tolone, 17 gennaio 1794

Dopo una settimana trascorsa a godersi il meritato riposo, Napoleone, assieme ai suoi aiutanti di campo, che ne avevano approfittato, considerando quel breve soggiorno a Marsiglia una veloce vacanza, si erano rimessi nuovamente in marcia per raggiungere l'Armée d'Italie e il quartier generale a Nizza.

Per i fratelli e la madre la decisione di ripartire subitamente non fu facile da accettare, soprattutto perché avrebbero dovuto provare nuovamente ansia nei confronti di Napoleone, il quale non aveva alcuna paura del suo destino. Specialmente adesso che aveva scelto il prossimo bersaglio da colpire, così come aveva realizzato a Tolone. Per la gloria e per placare la sua ambizione avrebbe compiuto questo ed altro. L'assedio gli aveva fatto comprendere che la carriera militare era davvero perfetta per lui, seppur fosse il primo della famiglia Buonaparte ad essere un ufficiale, a dimostrazione che era giunto il momento della svolta definitiva.

In Francia il futuro della sua stirpe sarebbe stato differente, forse la fuga dalla Corsica non fu un male, forse il destino aveva stabilito che quel legame non era indispensabile per il loro bene e la loro sopravvivenza. Sapeva che era un ragionamento terribile, cinico, crudele, ma la vita era così, era dura, e poneva gli uomini a compiere delle scelte, il più delle volte infelici e disumane. Il dolore lo aveva reso più maturo, anche più sensibile, gli aveva aperto gli occhi e gli aveva mostrato il mondo.

Fino a poco prima di giungere sul continente il suo universo era stata la sua isola. Il resto era lontano, fuori dalla sua realtà, e perciò lo aveva scalfito senza colpirlo. Si era illuso di poter essere protetto dalla sua terra per sempre, al pari del suo piccolo rifugio scolpito nella roccia, una modesta grotta, in cui fantasticava senza preoccupazioni, senza conseguenze. Ma non era stato così. Adesso il Fato lo stava conducendo verso strade apparentemente note, in fondo c'era già stato a Nizza. Ne sarebbe uscito diverso, era certo di questo.

Il giovane corso si ridestò un attimo dal flusso dei suoi pensieri, come se fosse stato colpito da un fulmine, guardandosi intorno. I suoi uomini erano accanto a lui, allo scopo di proteggerlo, avrebbero sacrificato persino le loro vite.

- È successo qualcosa? - si sbilanciò Junot accorgendosi della sua espressione leggermente confusa. Diede un colpetto al cavallo e gli si affiancò, osservando il profilo aquilino del comandante con apprensione. Lo stesso fecero tacitamente gli altri due.

Napoleone sorrise nel vederli tanto inquieti per lui. Pur sapendo che oramai ci tenevano alla sua persona, ogni volta si stupiva dell'affetto che provavano nei suoi confronti - La vostra devozione è ammirevole, ma anche stavolta non stavo facendo altro che pensare - riferì abbassando lievemente la testa. Il vento gelido gli scompigliava le lunghe ciocche e gli arrossava le guance scavate.

Quelli ridacchiarono di gusto, conoscendo bene il suo carattere particolare, dopodiché lo videro voltarsi nella direzione della collina, sfocata, che emergeva in lontananza. La riconobbe, avevano trascorso quasi tre mesi, lungo le sue pendici, aspettando che entrassero nuovamente in città. Tolone era stata liberata, ma non aveva ancora trovato il suo equilibrio, ci sarebbe voluto del tempo, sperando che ci fosse stato davvero. "I nemici ce lo concederanno? Ne dubito fortemente, credo proprio che dovremo fare in modo di prendercelo, anche con la forza se è necessario" rifletteva. Avvistò poi la torretta e la fortezza, da cui avevano ammirato il porto sgombro dai nemici.

Il cavallo scosse la testa e mosse le zampe, come se riconoscesse anch'esso quel posto, nitrì debolmente. Napoleone gli accarezzò la criniera bionda delicatamente, per calmarlo un po', era molto più giovane del precedente destriero che aveva cavalcato e che era morto sotto i piedi, non poteva dimenticare la sua triste fine. Il Destino lo stava realmente proteggendo? "E se la risposta è affermativa, perché? Cosa vuole da me?" si domandava spesso, senza avere una risposta. Sapeva di possedere grandi capacità e un'intelligenza fuori dal comune, però non riusciva a capire fin dove lo avrebbero portato, Quale percorso aveva tracciato questo Dio imperscrutabile ed eterno che regolava le vite di ogni individuo?

L'Uomo Fatale - 1: Identità - [In revisione]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora