Capitolo 64 - La guerra si combatte per la patria, la guerriglia per un'altra -

71 5 79
                                    

24 aprile

Con il passare dei giorni i Buonaparte si erano resi conto che la loro posizione era diventata sempre più critica, avevano ricevuto numerose minacce di morte. I sostenitori erano pochissimi ormai, persino all'interno della Guardia Nazionale corsa, Napoleone non poteva contare su quel rispetto che aveva conquistato, con grande fatica e tempo e che, rapidamente, si era dissolto.

Al contempo Paoli stava guadagnando maggior terreno e sempre più famiglie volevano appoggiarlo, desiderose di ottenere approvazione e ricchezza. Soprattutto quei clan che erano vissuti all'ombra di altri dominanti, come i Buonaparte, appunto. La loro debolezza divenne la loro forza e  permise ad ognuno di ottenere quel prestigio a cui bramavano da generazioni. Gli inglesi, ovviamente, alimentarono queste guerriglie, in modo da potersi guadagnare la fiducia dei corsi e, di conseguenza, sostituirsi abilmente ai francesi, una volta cacciati.

Luciano, vedendo una simile situazione, decise di imbarcarsi per la Francia, in particolare nelle zone tra Marsiglia e Nizza, lì aveva coltivato molte conoscenze e avrebbe trovato ospitalità. Aveva proposto la fuga anche agli altri, ma sia Giuseppe, sia Napoleone avevano categoricamente rifiutato tale possibilità. Il capofamiglia perché voleva cercare di aggiustare la faccenda in maniera diplomatica, infatti aveva intenzione di mettersi in viaggio per Bastia, a parlare con i commissari, tra cui Saliceti, e successivamente avrebbe raggiunto Corte per discutere con Paoli in persona.

Il secondo, invece, ribadì il suo diniego per orgoglio, per una questione di onore. Non voleva passare per il codardo che non era, pur sapendo che un simile atteggiamento avrebbe coinvolto enormemente il resto della famiglia. A differenza sua, gli altri corsi conoscevano solamente la legge dell'isola, la vendetta, la distruzione, la faida. Erano rimasti fermi al Medioevo, mentre il mondo era andato avanti.

- A volte è più onorevole fuggire dignitosamente che farsi ammazzare come stupidi - gli disse Luciano qualche giorno prima della partenza, cercando di convincerlo, ciò che suscitò fu solo la rabbia del fratello.

- Ora mi fai anche la predica? - sbraitò ferocemente Napoleone, si sporse minacciosamente in avanti - Tu che hai provocato tutto questo, osi proporre a me di scappare come un vigliacco? Non lo farò, caro il mio Luciano! - Aveva tentato di nascondere il risentimento che provava per il fratello minore e per un po' di tempo era riuscito persino a perdonarlo. Quel tono altezzoso, però, quell'insinuazione, come se la causa di tutto fosse la sua, avevano fatto riemergere quel rancore assopito.

- Allora permetti che almeno i restanti componenti possano esprimere la loro decisione - sbottò Luciano, non meno caparbio di lui, guardandolo negli occhi  fiammeggianti, tipici di chi non è capace di ammettere un'opinione diversa dalla propria.

- I restanti componenti non si muoveranno di qui e non si discute! - sputò velenoso Napoleone, punzecchiato da l'aria di sfida di Luciano. Sbatté la mano sul tavolo di legno con una forza inaudita.

Il fratello comprese che stava nuovamente perdendo il controllo, eppure non riuscì a tenere a freno la lingua e gli rispose a tono, ricordando come destabilizzarlo - Tu non sei il capo! Non hai alcun diritto di decidere della vita degli altri!

Napoleone fu scosso da un fremito d'ira incontrollabile, il senso di inferiorità che provava nei confronti di Giuseppe era il suo tallone d'Achille. Ciò che lo fece inferocire maggiormente fu che Luciano lo sapeva benissimo, in quanto molte volte glielo aveva confessato. Nonostante ciò, non permise all'ira di fargli perdere totalmente la lucidità e replicò - Giuseppe la pensa come me, perciò non hai nient'altro a cui aggrapparti, fratello - Dopodiché si alzò bruscamente e andò nella sua stanza, dove si mise a controllare che le armi fossero a posto. Permise a Luciano di fare quello che voleva, purché non coinvolgesse il resto dei Buonaparte.

L'Uomo Fatale - 1: Identità - [In revisione]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora