4 ottobre (12 vendemmiaio anno IV)
Il clima di quei giorni di inizio autunno era sinistro, in particolare quella domenica, grigia, fredda e piovosa; rispecchiava pienamente l'atmosfera pesante che, al pari di una cappa, incombeva non solo su Parigi, ma sull'intera Francia. Era come condizionato dagli umori dei cittadini che avevano cominciato a protestare lungo le vie, ribellandosi a misure e decisioni che erano considerate altamente impopolari.
L'istituzione del Direttorio, che sarebbe diventato effettivo solo a fine ottobre, non era affatto gradita da molti, in quanto era vista come debole e corrotta, poiché costituita da due terzi dei rappresentanti della Convenzione, proprio per impedire ai monarchici di riacquistare terreno; tra i ribelli vi erano in particolare i realisti che speravano di attuare la controrivoluzione, assieme agli inglesi e le altre potenze europee e riportare, così, sul trono il legittimo sovrano, ossia il conte di Provenza, fratello del re ghigliottinato. Il piccolo Luigi XVII era morto lo scorso giugno - Abbassiamo i due terzi - si sentiva risuonare per le strade, quasi quotidianamente.
Alcune sezioni della città si erano sollevate, dopo aver saputo del risultato positivo del plebiscito che era servito a confermare la nuova costituzione. Ai monarchici si erano uniti anche alcuni moderati, liberali e persino dei comuni cittadini, che desideravano cambiamento e stabilità, oltre a risultati concreti che, dalla caduta del Terrore, erano stati miseri. A metà settembre la situazione militare, lungo il Reno, non era affatto migliorata, al contrario, gli Austriaci avevano riconquistato terreno. Nel Mezzogiorno l'esercito era in perenne stallo.
Napoleone percepiva distintamente questa sensazione di tensione crescente, era più che palpabile "Nessuno qui ha davvero il coraggio di annientare quei traditori, perché non vogliono compromettersi, eppure non capiscono che lo sono già, dal momento in cui hanno deciso di schierarsi dalla parte della rivoluzione!" si diceva ogni qualvolta ne avvistava qualcuno, tra la spessa nebbia. I suoi aiutanti erano sempre pronti ad agire per proteggerlo. In quel momento il suo pensiero si rivolse a Jean-François de Menou, il comandante dell'Armata dell'Interno, uno dei pochi aristocratici che si era messo al servizio della Rivoluzione e della Repubblica "È un debole" sentenziò "Non resisterà molto alla pressione e cederà".
Un brivido di freddo lo scosse da cima a fondo, si strinse nel suo logoro cappotto grigio, la nebbia si era diradata nel frattempo, il vento si stava rafforzando e delle grosse gocce iniziarono a cadere dal cielo. Napoleone sollevò la testa verso quella coltre plumbea, che da giorni celava agli uomini la luna e le stelle. La pioggia gli bagnava il viso e i capelli. Chiuse gli occhi, improvvisamente uno strano silenzio era calato sulla città, interrotto solamente dallo scroscio sempre più intenso e dei tuoni in lontananza. Ma era solo una sua impressione, la città non aveva smesso di agitarsi, chiaccherare, urlare. Il generale controllò l'ora, guardò Junot e Muiron e assieme a loro si avviò al teatro, con particolare urgenza, scomparendo al suo interno.
Intanto, quasi ventimila ribelli, a cui si era aggiunta la Guardia Nazionale, pur non avendo un piano comune, si stavano radunando e preparando ad attaccare il governo, la Convenzione, che aveva mandato il generale Menou a contrastarli; quest'ultimo tuttavia, non aveva intenzione di usare le armi e gli eserciti contro di essi, addirittura cercava di parlamentare per evitare una carneficina e una guerra civile che, una reazione troppo dura, avrebbe potuto scatenare. Aveva già occupato una delle vie di Parigi, rue Vivienne con la fanteria e la cavalleria, ma i tamburi rullanti dei nemici risuonavano. Provò a contattaccare con una mossa un po' più decisa, ma non ebbe l'effetto sperato.
- Carnot! - esordì Fréron, spalancando la porta del piccolo e sobrio ufficio; lo vide chino sulle innumerevoli carte di Parigi - Carnot! - ripeté alzando il tono della voce. Il rugoso uomo dagli occhi chiari sollevò la testa e si trovò davanti il collega dal fisico possente che lo aveva appena chiamato, mentre si avvicinava.
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L'Uomo Fatale - 1: Identità - [In revisione]
Historical FictionNapoleone Bonaparte, un nome che tutti avranno letto almeno una volta sui libri di scuola. C'è chi l'ha adorato, chi odiato, chi umiliato e chi glorificato. Ma siamo sicuri di conoscerlo veramente? Come si sa la storia è scritta dai vincitori e lui...