Capitolo 111 - Ci sono uomini nati per comandare a uomini nati per disobbedire -

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Parigi, 8 maggio 1795

I mesi successivi alla sua scarcerazione trascorsero piuttosto velocemente, trascinando con sé quell'anno terribile per la Francia e per Napoleone stesso. Si era augurato che invece il 1795, che corrispondeva al IV della repubblica, secondo il calendario rivoluzionario, sarebbe stato decisamente favorevole ai suoi progetti.

Infatti, appena uscito dal carcere ed essersi ripreso completamente dalla brutta esperienza, era tornato all'Armata d'Italia, in cui aveva riottenuto il suo posto e, in seguito, dalla sua famiglia e da quella dei Clary, la quale, secondo la logica di Napoleone, si era unita alla sua attraverso il matrimonio di Giuseppe. Per questo erano integrati nel nucleo dei Buonaparte.

Non aveva perso nemmeno tempo nel tranquillizzare la giovane Desirée, che si era preoccupata non poco per la sua triste vicenda e a stringere un rapporto molto stretto con lei, rispetto a quello che avevano avuto fino ad allora. Infatti, avevano iniziato a provare qualcosa di decisamente più profondo l'uno per l'altra; il giovane corso aveva preso l'abitudine di soprannominarla Eugénie, prendendolo da uno dei nomi di battesimo della ragazza, nelle lettere che si scambiavano o nei brevi momenti in cui si incontravano - Ma perché mi chiamate Eugénie, generale? - le aveva chiesto una volta per curiosità, trovandoselo praticamente davanti la porta di casa.

- Perché, non vi piace essere chiamata in tale modo? Forse non lo gradite in quanto lo avete sentito raramente su di voi? - le aveva domandato di rimando, dopo averle regalato un baciamano galante e dolcissimo che fece arrossire la ragazza.

- Sì mi piace molto, però, non ho...ecco... - si era persa nuovamente in quegli occhi grigi che aveva incrociato per sbaglio e che avevano rapito la sua anima, aveva abbassato il volto per nascondere il rossore sempre più evidente - Ecco... non ho ben compreso...il motivo... - aveva aggiunto poi sussurrando.

- Perché fate parte del mio cuore... - aveva risposto velocemente Napoleone, celando anch'egli l'improvvisa timidezza che emergeva in simili momenti, specialmente nello stare a contatto ravvicinato con il gentil sesso. Per lui era tremendamente difficile rivelare a voce alta, ad una donna, i brucianti sentimenti che lo invadevano, dopo tutte le delusioni che aveva guadagnato, in quel terreno per lui incomprensibile, l'universo femminile restava un'incognita. Ovviamente il suo giudizio nei riguardi del sesso debole non era mutato - Non avete letto la mia ultima lettera? - aveva domandato poi, torturando il cappello tra le dita. In quella del 10 settembre, a cui si stava riferendo, lo aveva lasciato intendere attraverso una frase ben precisa 'Le attrattive della vostra persona e del vostro carattere hanno conquistato il cuore del vostro amante'. Aveva temuto che non l'avesse compreso e quindi avrebbe ricevuto l'ennesimo rifiuto.

L'arrossimento sulle guance, però, aveva dato a Napoleone la risposta che si aspettava: il suo sentimento era ricambiato, il 'battesimo' poteva così essere confermato e la giovane Clary era entrata definitivamente nel suo cuore, non sarebbe stata più Desirée e quindi Desiderata, ormai era una nuova creatura, una donna nuova, Eugénie, che apparteneva a lui soltanto - Sì l'ho letta ed è stata una sorpresa per me, non mi aspettavo tale rivelazione...da parte vostra - aveva confessato alla fine. Da quel momento in poi il generale l'aveva tempestata di lettere, scriverle era il suo massimo piacere e al tempo stesso il bisogno più imperativo, nelle quali la invitava calorosamente a seguire dei consigli che le indicava genuinamente, al fine di renderla la sua compagna perfetta. Così le aveva inviato una lista con tutti i libri che avrebbe dovuto leggere, su come migliorare la memoria, la ragione e coltivare una passione per la musica e il canto, in maniera intelligente, in quanto miglioravano la vita.

Tuttavia la vita sentimentale di Napoleone non aveva interferito affatto con quella militare. Il tragitto da Antibes a Nizza gli aveva fatto riflettere su ciò che era davvero importante da considerare e sul quale focalizzarsi. Aveva pensato che, avendo l'appoggio necessario dei suoi uomini e ricostruito nuovamente un dialogo con Saliceti, poteva permettersi di progettare un'imponente spedizione contro la Corsica, liberandola dagli inglesi, da Paoli e restituirla alla Francia. "La posizione di Paoli è stata enormemente ridimensionata" si era aggiornato costantemente, perciò era consapevole di come agire in questi casi "Credeva di poter dettar legge agli inglesi e invece sono loro che lo stanno facendo, era questione di mesi, questo è il momento perfetto per riconquistare l'isola, il caos e la confusione ci aiuteranno".

L'Uomo Fatale - 1: Identità - [In revisione]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora