29 marzoIn appena due giorni dal suo arrivo, il generale Bonaparte stava riorganizzando lo stato dell'Armata d'Italia da cima a fondo; niente e nessuno veniva tralasciato. Sapeva di avere poche risorse, soltanto 40.000 franchi da distribuire come paga per i soldati e per rifornire i ranghi: una miseria, meno del suo stipendio annuale. Ma se per una persona singola una simile cifra poteva bastare e avanzare se adoperata con parsimonia, come poteva essere possibile fare lo stesso con quasi quaranta mila uomini?
Per prima cosa, dopo aver visto nuovamente lo stato miserevole dei suoi uomini e sforzandosi di non perdere la calma, in modo che fosse lucido e non agisse in maniera avventata, aveva richiamato il quartiermastro a cui era stato affidato l'incarico di gestire il commissariato, Meynier e gli annunciò, senza mezzi termini e quasi freddamente, che sarebbe stato destituito e sostituito da uno dei suoi uomini di fiducia, Chauvet.
Immediatamente si era messo all'opera con tutta la sua buona volontà ed energia, sperando che anche questa volta, Bonaparte avrebbe compiuto nuovamente il miracolo di Tolone, tuttavia c'era uno degli ostacoli più difficili da superare, ossia i fornitori, che, controllando i documenti, le cifre, avevano rubato molto e godevano di grande merito. Bisognava trovare del denaro in fretta, altrimenti sarebbero rimasti in quella condizione di stallo ancora per molto. L'aveva comunicato immediatamente al comandante.
Per prima cosa, sotto dettatura, il corso aveva deciso di scrivere al Direttorio per riferirgli della situazione, pur sapendo che non avrebbe avuto la giusta attenzione da parte dei membri più influenti, ossia Barras, ma soltanto per continuare a mostrare la sua facciata di ufficiale servizievole. Questo fino al momento in cui avrebbe ottenuto tutto ciò che gli serviva per condurre la propria battaglia personale contro i nemici stanziati in Italia, intenzionati ad opporsi ai suoi piani di conquista.
- Probabilmente non otterremo una risposta, comandante - sospirò sconsolato Chauvet, guardando quella figura sottile in perenne movimento, dalla barba leggermente incolta e i capelli spettinati - Per il Direttorio sono altri i fronti più importanti e altri i comandanti che meritano attenzione
- Ne sono consapevole amico - rispose il giovanissimo generale, cercando di mettere in ordine le innumerevoli scartoffie che occupavano la scrivania; aveva dovuto usare i candelabri e alcuni pesanti libri per tenerli fermi, assieme agli strumenti per misurare le cartine e le mappe stesse - Per questo lo sto facendo, pensano di mettermi all'angolo così facilmente? Fanno bene a sottovalutarmi, perché così sarà più appagante stupirli, inizieranno a rendersi conto di cosa sono realmente capace e del progetto che voglio realizzare, per fortuna che voi lo sapete e vi mostrate fiducioso - aveva aggiunto con calma e determinazione, per un attimo gli sembrava che avesse sorriso nel riferire le ultime parole.
- Dopo aver visto le vostre qualità a Tolone e a Parigi non posso non avere fiducia in voi, comandante, sono convinto che stupirete tutti quanti anche questa volta - si era sentito rincuorato nel pronunciare tali parole. Da come aveva parlato poi, era sicuro che avesse già in mente cosa fare e in che direzione muoversi. Non aveva atteso molto prima di ricevere il suo ordine.
- Insistete con i fornitori, non badate a mezzi termini o a timori reverenziali perché è a nome mio che parlate, non del Direttorio o di altri, metteteli sotto pressione, intimorite e minacciate ancora, dobbiamo riappropriarci di ciò che ci spetta di diritto - aveva riferito con durezza, i suoi occhi erano infuocati.
Chauvet sapeva di non poter disobbedire, né voleva farlo. Era rapito dall'indiscutibile carisma, dalla sua straordinaria capacità di attirare a sé le persone di Bonaparte, che aveva mostrato fin da subito, infatti, aveva ridotto all'obbedienza i suoi sottoposti senza il minimo sforzo. Era nato per il comando - Agli ordini - era stata la sua pronta risposta ed era uscito per eseguire ciò che gli era stato comandato di fare.
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L'Uomo Fatale - 1: Identità - [In revisione]
Historical FictionNapoleone Bonaparte, un nome che tutti avranno letto almeno una volta sui libri di scuola. C'è chi l'ha adorato, chi odiato, chi umiliato e chi glorificato. Ma siamo sicuri di conoscerlo veramente? Come si sa la storia è scritta dai vincitori e lui...