Capitolo 55 - Le persone non cambiano, rivelano solo chi sono in realtà -

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Corte, 10 ottobre

Napoleone era stato reintegrato nella guardia nazionale corsa con il grado di tenente colonnello, essendo ormai chiara la sua adesione alla causa giacobina e rivoluzionaria. Paoli era stato informato del suo ritorno sull'isola da parte degli alleati che gli avevano giurato completa fedeltà, pur di sopprimere la presenza di quella famiglia che stava diventando ingombrante: in particolare i Buttafuoco e i Pozzo di Borgo.

Questi ultimi sembravano non badare più al legame di sangue che li univa ai Buonaparte, Carlo Andrea si era lasciato convincere dal fratello Matteo, sicuro che quella fosse l'unica cosa da fare per diventare potenti, anche grazie agli inglesi. - I francesi sono i nostri nemici, fratello - ribadiva senza sosta Matteo - Loro si sono presi tutto ciò che era di più caro, la libertà, la terra, il nostro orgoglio e adesso vogliono renderci loro servi con questa storia della Rivoluzione - camminava agitato lungo il corridoio del suntuoso palazzo.

Carlo Andrea lo guardava, persuaso dall'idea di voler troncare ogni rapporto con loro, se all'inizio si era dimostrato titubante su tale decisione, quando vide la loro incrollabile volontà di sostenere la Francia, il tricolore, scelse deliberatamente di affidarsi al Patriota, ai suoi occhi, l'unico uomo capace di ridare prestigio e unità alla Corsica, sostenuti dagli inglesi. "Meglio i britannici che i francesi" si diceva ogni volta.

Il Patriota, intanto, rimuginava sul da farsi, mai avrebbe immaginato una situazione simile - Perché non sono come Carlo? Con la sua mansuetudine e accondiscendenza avrebbero ottenuto tanti onori - rifletteva instancabilmente toccandosi con le punte le tempie - Invece no, dovevo trovarmi davanti uno come Luciano, insistente, mi sale il nervosismo solo a guardare quell'arrogante ragazzino

Poi si ricordò di Napoleone e del suo sguardo terribile che lo impauriva, durante la sua esistenza mai aveva visto, in nessun uomo, degli occhi così penetranti e freddi, nei quali splendeva una luce indecifrabile. Non aveva dimenticato il loro ultimo incontro e le sue parole, taglienti e dirette "Se torcerete un solo capello alla mia famiglia la pagherete cara non solo voi, ma anche i vostri alleati". Il suo ritorno non lo aiutava, anzi, complicava il tutto - In Napoleone, Luciano troverà un ottimo alleato, essendo entrambi desiderosi di emergere ed ambiziosi... - se prima aveva potuto sperare di tenerlo a bada, con il fratello al suo fianco, si sarebbe mosso come voleva.

Allora ricordò chi fosse il vero capo in quella famiglia, il solo fatto di aggregarsi ad un gruppo, che fosse familiare o militare, indicava che Napoleone era al comando, lui avrebbe dato gli ordini, non esisteva nella sua mente acuta la concezione dell'obbedienza cieca e assoluta. Se la mostrava era per depistaggio e tornaconto. Un lungo brivido attraversò la schiena - Carlo che diavolo di figlio hai generato? - soffiò tremante.

Comprese che gli anni in cui era mancato dall'isola gli erano stati fatali, aveva perso la possibilità di controllare quella famiglia e i nuovi componenti fin dai primi anni di vita, per evitare che divenissero tali. Se non fosse stato esiliato, li avrebbe presi sotto la sua protezione, addestrati a dovere e resi uomini completamente fedeli a lui e con essi avrebbe ricostruito la Corsica indipendente, senza dover scomodare i britannici.

Era stata la Francia a trasformare le giovani generazioni che aveva avuto, a suo malgrado, modo di conoscere: il carattere autorevole di Napoleone nei confronti della famiglia, quello remissivo di Giuseppe e quello ribelle di Luciano "Se i nostri rapporti non si fossero rovinati in tale modo, chissà, forse adesso starei nelle file inglesi, per servirvi al meglio, invece di farvi la lotta" risuonò nelle sue orecchie, in modo quasi ossessivo - In quel piccolo uomo vi sono due Mario e un Silla, è una minaccia per l'intera isola, se riuscisse a creare un esercito personale sarebbe la fine...

Ajaccio

Napoleone si trascinò a fatica verso la Casa dei Mulini, ansimante, ferito leggermente alla testa, con l'uniforme sfregiata, bussò alla porta e attese che la madre arrivasse. La donna nel vederlo in quello stato si allarmò - Figlio mio, che cosa è successo? - gli domandò, chiamando alcuni servi per portarlo dentro. Nonostante la preoccupazione riusciva a mantenere il sangue freddo ed era uno dei motivi per cui Napoleone stimava sua madre, un'altra al suo posto si sarebbe lasciata prendere dal panico e sarebbe svenuta come una ragazzina immatura.

L'Uomo Fatale - 1: Identità - [In revisione]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora