3 settembre
- Giuseppe! - chiamò Napoleone girandosi di scatto verso di lui con gli occhi spalancati. Il cielo era coperto da un sottile strato di nuvole grigie, dello stesso colore dei suoi occhi. L’autunno era alle porte.
- Cosa c’è fratello? - gli chiese Giuseppe preoccupato dal tono di voce e dalla sua espressione - Avanti, dimmi cosa ti turba...
Erano nella stanza del padre e stavano consultando dei documenti importanti: Giuseppe quelli riguardanti l’origine della sua famiglia e degli ultimi pagamenti della pépinière; Napoleone invece i bollettini di guerra della Battaglia del Ponte Nuovo. Da quando era tornato Paoli che il suo pensiero era rivolto a quella battaglia che segnò la fine dei sogni di un popolo e l’inizio della dominazione francese.
- Quella battaglia poteva essere vinta... - sentenziò Napoleone con convinzione.
- Stai dicendo sul serio? - sbottò Giuseppe alzandosi di scatto dalla sedia, sussultando.
- Conosco il mio mestiere, Giuseppe - gli rispose - Sai benissimo che non potrei mentire su questioni di vitale importanza - aggiunse con serietà mista a rabbia.
Giuseppe comprese che tutto ciò a cui finora aveva creduto era in realtà frutto di un calcolo sbagliato; abbassò la testa, fissò i fogli con occhi spenti e lontani, immerso nei suoi ricordi. Aveva appena un anno quando quella battaglia si era svolta, suo padre era tra le fila dei comandanti, al fianco di Paoli, vigoroso ed orgoglioso come pochi. Lui era al sicuro, tra le braccia della balia che lo proteggeva da quella violenza. Le immagini, le parole, i suoni, gli scoppi erano sfocati e confusi, nonostante ciò erano scolpiti nella sua anima.
Suo fratello, invece, era ancora nel grembo della madre, anch’ella impegnata a combattere, ma aveva già respirato l’odore acre del sangue, udito le grida di incoraggiamento miste al terrore, i colpi dei cannoni, delle baionette. Era figlio della guerra.
Il primogenito alzò il capo e tornò a guardare Napoleone immobile, immerso, come lui, in pensieri imperscrutabili - Nabulio - emise alla fine - Dimmi ciò che devi, ricordati che sono io ad avere il potere in questa casa - gli ricordò poco convinto.
- Sì, lo so, fratello - sussurrò laconico Napoleone. Compì un paio di passi tenendo strette nella mano sinistra innumerevoli carte, si pose al fianco di Giuseppe per mostrargli il suo ragionamento. Spostò verso il fondo le altre presenti e vi appoggiò le sue frettolosamente e ansioso. Non lo aveva mai visto così - Come tu sai, Giuseppe, con il ritorno del Patriota sull’isola si è riacceso l’entusiasmo in tutti noi, ma ha fatto sorgere un dubbio nella mia mente circa lo svolgersi della Battaglia del Ponte Nuovo a cui partecipò anche nostro padre - iniziò alzando lo sguardo verso di lui, in cerca di approvazione. Giuseppe fece di sì con la testa, Napoleone gli sorrise e tornò ad osservare le cartine.
Negli ultimi mesi, Napoleone si era mosso per la città con l'intento di raccogliere, da testimoni oculari o tra coloro che parteciparono in prima persona, molte informazioni al riguardo. La maggior parte di essi si era concentrato sugli assalti che la popolazione aveva elaborato tra la vegetazione e i luoghi corsi. Tuttavia, al giovane, questo non interessava, ciò che gli stava a cuore era lo schieramento delle truppe sul campo di battaglia. Non ottenne risposte convincenti, rendendosi conto che i suoi concittadini avevano agito per conto proprio, basandosi su relativi comandi da parte degli ufficiali.
- Scusa se ti interrompo ma non c’erano anche i prussiani dalla nostra parte? - lo interrogò Giuseppe tormentato da un dubbio che era emerso all'improvviso, come un'illuminazione.
- Sì, e diedero un grosso contributo, però sono stati proprio loro il problema…
- I prussiani, un problema? Ma non è il re di Prussia a disporre del migliore esercito d’Europa? - lo interruppe nuovamente Giuseppe stupito dall’affermazione del fratello.
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L'Uomo Fatale - 1: Identità - [In revisione]
Historical FictionNapoleone Bonaparte, un nome che tutti avranno letto almeno una volta sui libri di scuola. C'è chi l'ha adorato, chi odiato, chi umiliato e chi glorificato. Ma siamo sicuri di conoscerlo veramente? Come si sa la storia è scritta dai vincitori e lui...