13 giugno 1785
Intanto i mesi trascorrevano e Napoleone si sentiva pieno di energia, anche se il dolore per la prematura scomparsa del padre non lo abbandonava, anzi gli ricordava continuamente della missione che avrebbe dovuto compiere. Il professore de l'Aiguille, di storia, disciplina in cui il giovane corso dimostrava le sue abilità mnemoniche, notando il suo carattere ardente, guerresco, impetuoso, disse fra se compiaciuto "Corso di carattere e di nazione, questo giovane uomo andrà lontano, se sarà favorito dalle circostanze".
All'Ècole frequentava le lezioni di alcuni dei più illustri insegnanti dell'epoca: Louis Monge, fratello del matematico e matematico Gaspard, e il marchese Laplace che gli insegnarono la matematica avanzata e la trigonometria. Materie in cui eccelleva come pochi ed erano indispensabili per gli ufficiali d'artiglieria. Monge aveva scritto in quei giorni 'Riservato e laborioso, preferisce lo studio ad ogni divertimento, si rallegra alla lettura dei buoni autori. Molto applicato alle scienze astratte; poco curioso delle altre; conosce a fondo le matematiche e la geografia. Silenzioso, amante della solitudine, capriccioso, altero, estremamente portato all'egoismo. Parla poco, energico nei suoi impegni, con molto amor proprio, ambizioso e aspirante a tutto. questo giovane è degno che lo si protegga'. Da Louis Domairon avrebbe imparato la difficile e nobile arte del sapere arringare le truppe prima della battaglia, per incoraggiarli e stimolarli.
Studiò anche un saggio del conte Jacques de Guibert da cui apprese l'importanza della velocità, della sorpresa e della mobilità in guerra. Un altro suo principio era il morale alto, lo spirito di corpo, che era in grado di far superare la maggior parte dei problemi. Disprezzava l'utilizzo di eserciti eccessivamente numerosi e mercenari in quanto non solo erano gravosi per l'economia dei singoli paesi, ma soprattutto per l'inaffidabilità dei soldati reclutati, i quali si battevano solo dietro compenso e non di certo per patriottismo.
Nei cinque anni trascorsi a Brienne e un altro alla École militaire, Napoleone rese sua l'etica militare che lo avrebbe accompagnato e lo avrebbe influenzato profondamente per il resto della vita: i principi che apprezzava erano senz'altro l'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, il governo razionale che escludeva il potere per diritto divino, l'efficienza, la meritocrazia, il nazionalismo aggressivo.
Ma non gli interessavano affatto l'equità di giudizio, i diritti umani, la libertà di stampa o il parlamentarismo. Tutte cose troppo inglesi e rivoluzionarie per la sua ideologia decisamente conservatrice. Aveva una profonda reverenza per la gerarchia sociale, la legge, l'ordine e la disciplina; inoltre era favorevole al fatto che il merito e il coraggio andassero premiati.
Provava una profonda repulsione per i politici, gli avvocati, i giornalisti che erano troppo teorici e poco pratici e, soprattutto per la Gran Bretagna, nemica per eccellenza della Francia. Disgustava la plebaglia rivoltosa, vista da lui come una minaccia per l'ordine e il comando.
28 settembre
Come si era prefisso Napoleone riuscì a dare tutti gli esami finali prima che l'anno scadesse e nella graduatoria finale arrivò 42° su 58. Un risultato che per chiunque poteva essere scarso, non per lui perché a differenza degli altri compagni, diede tutti gli esami in un solo anno di studi e non dopo due o tre, come prevedeva di solito quell'indirizzo, tra lo stupore generale dei suoi insegnanti e compagni di corso.
L'unico cruccio era che il suo rivale De Phélippeaux lo aveva superato di un posto, infatti costui, non appena aveva visto il risultato, subito aveva ribadito la sua superiorità - Visto, alla fine vi ho superato Buonaparte! Rimarrete sempre un gradino sotto di me!
Tuttavia, a parte un'occhiata veloce, il corso non gli dedicò molto tempo e lo liquidò annuendo semplicemente la testa; non gli importò di essere stato superato di un solo posto, da quello sbruffone, perché in compenso lui aveva ottenuto il titolo di sottotenente in uno dei reggimenti più antichi e prestigiosi a soli 16 anni, divenendo così uno dei più giovani ufficiali del Regno di Francia, e l'unico originario della Corsica ad essere assegnato nell'artiglieria francese. Napoleone si sentiva orgoglioso di tutto ciò ed ora avrebbe potuto dedicare un po' dei suoi risparmi e del suo tempo alla famiglia.
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L'Uomo Fatale - 1: Identità - [In revisione]
Historical FictionNapoleone Bonaparte, un nome che tutti avranno letto almeno una volta sui libri di scuola. C'è chi l'ha adorato, chi odiato, chi umiliato e chi glorificato. Ma siamo sicuri di conoscerlo veramente? Come si sa la storia è scritta dai vincitori e lui...