7 aprile
Napoleone ricevette la notizia del 'sostegno' legale di Saliceti da alcuni dei suoi uomini armati, gli stessi che avevano cacciato, qualche giorno prima, a suon di urli Matteo Pozzo di Borgo, il suo avversario politico più noto e vicino a Paoli. Si somigliavano molto dal punto di vista caratteriale, lo stesso non si poteva dire per le idee, in quanto sostenitore dell'ex idolo di Buonaparte. Entrambi percepivano l'altro come nemico da abbattere, con qualsiasi mezzo.
Matteo Pozzo di Borgo, però, aveva sottovalutato la spregiudicatezza, la determinazione e la durezza di Napoleone. Aveva organizzato un convegno dinanzi alla chiesa di San Francesco, a sostegno di tutti i cattolici corsi a cui si stava privando dei luoghi della cristianità. Quando si trovò dei sostenitori di Buonaparte, credette che volesse instaurare un dialogo pacifico, ma subito dopo esser stato cacciato via da questi, capì che Napoleone non si sarebbe fermato di fronte a niente e nessuno. La sua vendetta era implacabile.
Senza perdere tempo Pozzo di Borgo riferì tutto a Paoli in una lunga lettera, quest'ultimo immediatamente gli diede sostegno e si mosse per reclamare un'inchiesta ufficiale, per quello che riteneva essere un vero atto di corruzione ed intrigo. "Nessuno aveva superato tale limite" aveva pensato il Patriota nel momento in cui scriveva la lettera "Potevo accettare le altre malefatte, ma questa è un'infrazione gravissima, non la passerà liscia" una goccia di sudore gli scese sulla guancia.
Saliceti che sosteneva i Buonaparte, in quanto a favore della politica francese in Corsica, ed essendo rappresentante della Convenzione di Parigi sull'isola, bloccò senza alcun indugio l'inchiesta. In questo modo aveva sperato di placare parte del caos, scoppiato dopo aver ordinato la soppressione dei conventi e dei monasteri delle città più grandi dell'isola: Ajaccio, Bastia, Bonifacio e Corte, destinando i proventi alle casse dello stato centrale. Da quel momento Paoli e i suoi più stretti collaboratori avevano dichiarato formalmente la loro totale disapprovazione.
- Era ciò che mi aspettavo - disse solamente Napoleone, si voltò verso di loro, fissandoli intensamente e ordinò - Andate ora, tenetevi pronti per ogni evenienza, non possiamo farci cogliere impreparati o stanchi...
- Agli ordini tenente colonnello - risposero prontamente, mettendosi in posizione. Se ne andarono, salutando cordialmente i presenti.
- Quindi ci sarà una battaglia nei prossimi giorni? - domandò Luciano infervorato, fremeva dalla testa ai piedi, ansioso di farne parte, abbagliato dalla rivoluzione che stava stravolgendo l'obsoleto ordine ed equilibrio.
Napoleone frenò il suo entusiasmo, specificando il fatto che fosse più una rivolta da sedare piuttosto che una battaglia vera e propria - Perciò è meglio se resti a casa - gli consigliò. Gli mise una mano sulla spalla e lo guardò dritto negli occhi: aveva quasi 17 anni ed era alto più o meno quanto lui, era un uomo a tutti gli effetti. Conosceva il suo carattere fiero e il suo ardore per la rivoluzione, così come sapeva della stima che provava per lui.
Tuttavia, non poteva permettere che lo seguisse, sua madre non doveva piangere un altro figlio: se fosse morto, Luciano avrebbe preso il suo posto nel sostenere e aiutare il resto della famiglia, assieme a Giuseppe. Apprezzava il suo supporto, un giorno, forse, lo avrebbe coinvolto maggiormente.
Seppur deluso, Luciano annuì ubbidente - Come vuoi, fratello - sospirò. Prese un libro e si sedette sulla poltrona, Napoleone lo fissava ancora, il futuro da intellettuale sarebbe stato perfetto per lui.
Aveva accettato il suo destino da uomo d'armi che non gli impediva, in fondo, di potersi dedicare alla cultura, anzi, voleva essere un esempio e far rimangiare la parola a tutti coloro che consideravano i militari e gli ufficiali dei perditempo o degli ignoranti, sempre in fissa con donne e vino. Prese anch'egli un libro e si chiuse nella sua camera, rilassandosi.
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L'Uomo Fatale - 1: Identità - [In revisione]
Historical FictionNapoleone Bonaparte, un nome che tutti avranno letto almeno una volta sui libri di scuola. C'è chi l'ha adorato, chi odiato, chi umiliato e chi glorificato. Ma siamo sicuri di conoscerlo veramente? Come si sa la storia è scritta dai vincitori e lui...