Capitolo 86 - La stima vale più della celebrità -

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Ollioules

La notizia della morte dell'ex regina Maria Antonietta si sparse in dove, tra la gioia incommensurabile dei rivoluzionari, che festeggiavano la dipartita dell'odiata austriaca, e la rabbia soffocata dei monarchici, i quali speravano nella forza degli alleati per distruggere definitivamente i regicidi e riportare l'equilibrio in Francia.

Raggiunse anche le orecchie di Napoleone, si era trovato davanti un giornale fresco di stampa, con quella notizia sbattuta orgogliosamente in prima pagina. Sapeva che quel terribile momento sarebbe arrivato, eppure aveva sperato, fino all'ultimo, che nei suoi riguardi si sarebbero comportati in maniera differente rispetto al Borbone. Aveva sempre pensato che l'esilio sarebbe stata la soluzione migliore per risolvere la questione 'Maria Antonietta'.

Lei era, in fondo, la regina consorte e ciò stava ad indicare che non aveva lo stesso potere del marito. Poteva consigliarlo, aiutarlo, ma non avrebbe mai potuto prendere una decisione al posto suo, questo non era di sua competenza, sarebbe stato un oltraggio persino per un inetto come Luigi XVI. "Questo lo sapevano, ma lo hanno eclissato al popolo" rifletteva tra sé, mentre appallottolava il giornale, sfogando la sua rabbia su di esso "Per poter agire indisturbati" lanciò la palla di carta contro l'asse di legno che reggeva la tenda. 

- Come hanno potuto agire in tale maniera contro una donna? - mormorava tra i denti, per non farsi udire da alcuno. Guardingo, controllava le varie ombre di soldati e ufficiali che si muovevano, specialmente quelle che sostavano vicine all'entrata. "Meno male che ho mandato fuori i miei aiutanti" Gli risultava difficile trattenere un commento contrario all'opinione diffusa, si sentiva un po' ipocrita dimostrandosi favorevole a pensieri che lo disgustavano. Aveva capito troppo bene che non aveva altra scelta se voleva resistere alla tempesta denominata Rivoluzione.

Solo in quella circostanza poté comprendere il padre e il perché del suo doppiogiochismo, per pura sopravvivenza, era la chiave di tutto. Non aveva mai digerito un simile atteggiamento, nemmeno ora, lo ammetteva a sé stesso, quasi volesse giustificarsi di ciò che stava facendo. Se si voleva proteggere qualcuno, a volte, si doveva essere disposti a tradire se stessi, a rinunciare alla propria integrità. Quella fu l'ultima lezione di suo padre, ci aveva messo anni prima di comprenderla appieno, da quando aveva messo piede in Francia.

"Una donna che non aveva se non gli onori senza il potere; una principessa straniera, il più sacro degli ostaggi; trascinarla dal trono al patibolo, attraverso ogni sorta d'oltraggi... Vi è in ciò qualcosa di peggio del regicidio" disse fra sé, risentito e rispettoso nei confronti della vedova Capeto. Non l'aveva mai chiamata austriaca, specialmente con quel tono di disprezzo e cattiveria che a Napoleone ricordava i tempi dell'accademia. Forse era uno dei pochi, se non l'unico, in grado di capire come l'ex sovrana aveva vissuto il distacco dalla terra d'origine, il dolore che si provava nel piangere e nel ricordare la dolce infanzia in un posto lontano, completamente diverso da quello che si conosceva e amava.

Come lui, la donna aveva sicuramente ricevuto occhiate maligne e avare, udito risatine di scherno soffuse e infine sarebbe stata marchiata con nomignoli e soprannomi offensivi, odiosi. La solitudine autoimposta sarebbe stata l'unica barriera per evitare di contaminarsi, la creazione di legami con gli altri, con gli estranei, avrebbe generato soltanto nuovo dolore. Tuttavia Maria Antonietta non aveva avuto la sua stessa educazione, né la sua tempra ed aveva finito, pur di non sentirsi sola, straniera, inadatta e insicura, per circondarsi di avvoltoi, di sciacalli pronti ad arraffare quel poco di felicità rimasta, mascherando la loro reale, meschina natura dietro gentilezza e falsi sorrisi.

Riconosceva gli errori che la regina aveva compiuto quando era al potere, primo fra tutti, il non comprendere il cambiamento imminente e inesorabile del mondo. Chiunque li aveva commessi durante la propria esistenza, quale individuo è esente dall'errore? Nessuno. Nonostante questo, neanche un essere umano pareva ricordare le opere buone che aveva compiuto nei confronti di tanti bambini abbandonati che aveva adottato e cresciuto con amore, o anche della povera gente. La crisi economica francese non fu causata da Maria Antonietta e neanche da Luigi XVI, ma dai predecessori del Borbone, che furono indifferenti ai bisogni del popolo, soprattutto il Re Sole.

L'Uomo Fatale - 1: Identità - [In revisione]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora