Capitolo 22 - Inquietanti presagi -

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Auxonne, 10 giugno 1788

Napoleone era stato mandato, verso la fine di maggio, dai suoi superiori, alla scuola di artiglieria di Auxonne, vicino Digione, per approfondire i suoi studi sull'artiglieria. Questa scuola era gestita da un generale francese molto stimato per i suoi servigi donati alla corona, il barone Jean-Pierre du Teil: un ufficiale abbastanza rotondetto, che aveva superato la sessantina, dai grandi occhi neri, la pelle un tempo rosea e tesa, giallognola e cedevole sulle guance e sul collo.

Non era più in servizio da diversi anni, tuttavia non aveva mai smesso di impartire lezioni alle nuove generazioni. Credeva in loro ed era convinto che questi nuovi uomini in armi avrebbero reso grande, come lui, se non di più, la nazione francese, trasformandola nella potenza mondiale per eccellenza.

Quando indossò per la prima volta l'uniforme era quasi un ragazzino, l'artiglieria poco utilizzata e difficile da manovrare. Insieme a suoi colleghi aveva riformato profondamente il suo settore, divenendo così uno dei migliori. Ed ora si trovava dinanzi un esercito di giovani ufficiali che pendevano dalle sue labbra. Non poteva desiderare altro.

Quando Napoleone lo incontrò per la prima volta non poté non avere quella morbosa bramosia di voler imparare, che non provava da tempo, du Teil era un uomo di grande esperienza e competenza, pacato nelle parole, risoluto nell'azione. Ogni sillaba che pronunciava, il giovane la scriveva con avidità sulla carta e nella mente. Se non poteva essere il migliore in assoluto, ambiva comunque a diventare uno dei migliori; più imparava, più si applicava, più si rendeva conto che le sue abilità sarebbero state utili per i suoi progetti, di cui non faceva parola a nessuno.

Cercava di non mancare quasi mai alle 9 ore a settimana di lezione in cui oltre ad apprendere nuove nozioni sulle 'belle ragazze' come il corso denominava i nuovi pezzi da 12, ripeteva un po' di sana trigonometria e matematica avanzata. Gli sembrava di essere tornato ai tempi della scuola di Parigi, in cui scriveva appunti su appunti, su ogni argomento, considerazioni personali e giudizi.

Un ragazzo del genere non passò certo inosservato agli occhi del barone du Teil, lo aveva notato mentre consultava l'elenco di alcuni libri presenti nella biblioteca, o quando poneva domande interessanti, che nascevano da ragionamenti logici e ben costruiti, oppure come quel giorno, quando lo vide intento nel disegnare decentemente un cannone per studiarne in modo approfondito gli elementi che lo componevano - Avete bisogno di una mano, ragazzo? - gli chiese con un sorriso incoraggiante.

Napoleone, piegato sulle ginocchia, scrutando e studiando attentamente quella bocca di fuoco, si voltò e si alzò di scatto, avendo riconosciuto la sua voce - No, stavo solo trascrivendo alcuni appunti della lezione odierna - rispose con un profondo inchino.

- Potrei vedere il vostro taccuino?

Napoleone che non permetteva quasi a nessuno di toccare i suoi oggetti, non esitò un secondo nel consegnarglielo, poteva fidarsi di lui.

Du Teil sorrise mentre lo sfogliava, quel ragazzo aveva trascritto tutto nei minimi dettagli, persino l'orario in cui erano iniziate e finite le lezioni - Siete molto assiduo e meticoloso - disse dopo averglielo restituito, lo fissò nei suoi occhi gelidi - Mi raccomando continuate così, alla nazione servono uomini come voi - aggiunse.

- Credo che ogni ufficiale dovrebbe prestare servizio in artiglieria, l'arma che può produrre la maggior parte dei buoni generali - esclamò Napoleone con una convinzione che lo impressionò. Quel ragazzo gli aveva letto nel pensiero; avrebbe fatto molta strada, era il suo sesto senso a dirglielo.

Senza profferire parola, il generale du Teil se ne andò, lasciando il ragazzo nel proseguimento dei suoi studi. Quell'incontro lo convinse sempre più della validità della sua scelta di insegnamento, ne aveva la prova lampante: i migliori ufficiali sarebbero nati proprio dall'artiglieria.

L'Uomo Fatale - 1: Identità - [In revisione]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora