Lavinia ha un sogno, diventare una pianista di professione, e un amore segreto, il giocatore di basket Mike Cooper. Lo ama di un amore platonico, più profondo di quello che potrebbe legare una tifosa al suo giocatore preferito. E non si permetterebb...
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Mi risveglio per un bacio sulla guancia di Mike. Apro gli occhi e vedo il suo viso sereno, lo sguardo amorevole puntato nel mio. Ieri abbiamo passato una bella serata a casa di Teo – e quando siamo rientrati è proseguita per il meglio.
Stare con lui a letto è una delle cose che preferisco di più sul pianeta.
Solo in un secondo momento mi accorgo che è seduto sul bordo del letto e chino verso di me. Si è rivestito con la solita tuta che indossa a casa e una maglietta con il logo di una serie televisiva.
«Ho preparato la colazione» dice, con un sorriso.
«Cavolo... volevo pensarci io» mormoro, con la voce ancora impastata dal sonno. «Scusami, dovevo svegliarmi prima.»
«Non è un problema, ho fatto prima io. Non immaginare chissà cosa, però.»
Sorrido e indosso in fretta la mia solita canottiera insieme ai pantaloni che mi aveva dato Nelly, mentre lui mi passa una felpa della Vulnus da indossare. Non ha acceso il riscaldamento, ma ha pensato che potessi avere freddo. Sotto le coperte pesanti sto bene, appena ne esco rabbrividisco.
Lo seguo fino alla cucina. Sul tavolo sono preparate due tazze di cioccolata fumanti, accompagnate da cornetti farciti con la Nutella. Sento anche un profumo di cannella, l'ha messa nelle tazze?
Mike mi cinge i fianchi da dietro e si sporge per darmi un bacio sulla guancia.
«La colazione perfetta» sussurro, prima di voltarmi verso di lui e baciarlo a fior di labbra. Sento ancora il sapore amaro della notte in bocca, lo ringrazierò per bene più tardi.
Ci sediamo al tavolo e a piccoli sorsi, intervallati a morsi ai cornetti, beviamo la cioccolata. Mi rigenera da dentro, non credo di aver provato mai niente che si avvicini al benessere che Mike riesce a regalarmi in ogni gesto.
Poso la tazza vuota sul tavolo e ricambio il suo sguardo. Ieri era il suo compleanno... volevo fare qualcosa per lui, qualcosa di speciale. Ma non mi è venuto in mente niente, sono stata così presa dalla serata, da quella che ci aspetta oggi, da non pensare a nulla per lui – per noi due.
Almeno, il vinile che Elena e Daniele mi hanno consigliato di regalargli gli è piaciuto. Era persino sorpreso che gli avessi fatto un regalo.
Raccoglie le tazze e le mette nella lavastoviglie, mentre io rimango incantata a fissare i suoi movimenti di uomo pragmatico, che bada a mettere le cose a posto anche se tra non molto ci penserà suo figlio a portare un po' di caos dentro casa.
Guardandolo, si accende una scintilla in me: ho un'idea. Mi vergogno un po', ma... perché non dovrei provare?
Mi alzo in piedi e mi avvicino a Mike, che sta richiudendo la lavastoviglie dandomi le spalle.
«Resta fermo così» sussurro. Lo abbraccio da dietro e infilo le mani sotto la sua maglia, andando ad accarezzargli il petto con movimenti lenti. Cerco di essere sensuale, ma non so quanto ci riesco... La sensualità non è mai stata una delle mie caratteristiche.