Lavinia ha un sogno, diventare una pianista di professione, e un amore segreto, il giocatore di basket Mike Cooper. Lo ama di un amore platonico, più profondo di quello che potrebbe legare una tifosa al suo giocatore preferito. E non si permetterebb...
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Le luci del cinema si spengono e le persone iniziano ad alzarsi dalle poltroncine. Ho accettato l'invito di Enzo ad andare a vedere il nuovo film su Capitan America senza saperne bene il motivo. Non conosco il mondo dei supereroi – nonostante Liam mi abbia raccontato qualcosa nei nostri scambi epistolari – né credevo che avrebbe fatto al caso mio. Ma è stato un film di spionaggio che per un paio d'ore mi ha fatto dimenticare i miei problemi.
Avevo bisogno di un pomeriggio di stacco. Non volevo rimanere a casa, né mettermi a suonare, né tantomeno occuparmi dell'uscita delle Sinfonie – che sarà tra poco più di un mese e per cui Sabrina mi sta stressando da ieri mattina.
Dovevo solo prendermi una pausa. E poi, Enzo è stato adorabile tutto il tempo, mi ha chiesto come stessi – forse ero ancora visibilmente a pezzi – e ha cercato di raccontarmi quanto bastava dei personaggi del film per permettermi di vederlo senza problemi.
Ed è anche un bel ragazzo.
Cerco di mettere a tacere la vocina interiore, mentre indosso il cappotto e lui raccoglie i bicchieri della Coca Cola ormai vuoti che ha preso all'intervallo. Lo seguo verso l'uscita, mentre anche gli altri spettatori si avviano fuori.
«Allora, ti è piaciuto il film?» Mi sta rivolgendo un sorriso incoraggiante, dopo aver buttato i bicchieri al primo cestino per la spazzatura che troviamo.
«Sì, abbastanza.»
«Menomale.» Mi prende per mano, mentre camminiamo verso il parcheggio. Perché mi sta tenendo per mano?
Raggiungiamo l'esterno, dove siamo accolti da un vento gelido. Lui si abbassa il cappello di lana sulla testa, da cui sfuggono delle ciocche castane.
«Mi faceva piacere che passassi un bel pomeriggio.» Si ferma, continuando a sorridere, e mi bacia ancor prima che possa rendermene conto. Ha un modo di baciare dolce, che mi accarezza le labbra, ma...
Ma qualcosa non va.
Forse è il suo sapore, forse perché non mi sento a casa in questo bacio, forse...
Mi separo da lui, frastornata.
«S-scusami, io...» balbetto, incapace di mettere insieme una parola dietro l'altra. Chino il mento, affondandolo nella sciarpa. L'asfalto non è mai sembrato tanto interessante. «N-non vorrei che significasse qualcosa. Non sono pronta.»
«Oh.» La sua bocca si schiude in un'espressione sorpresa. Ma non c'è rabbia nel suo sguardo, né delusione. Spero che accetti lo stesso di riportarmi a casa, perché il multisala è un po' fuori dalle zone urbane di Villafiore e non saprei come rientrare. «Va bene, non fa niente.»
Mi dà un buffetto sulla spalla, come a voler confermare che è davvero tutto a posto e, appena mi giro per continuare a camminare... Mi sento morire dentro.
Dovevo immaginarlo, a Liam piacciono i supereroi.
Era anche lui al cinema, insieme a Mike. E ora entrambi mi stanno guardando increduli.
Mike.
Il cuore tamburella e le gambe faticano a sostenermi, finché non arrivo alla macchina di Enzo, che sembra non essersi accorto di niente. È anche un tifoso della Vulnus, come fa a non accorgersi che uno dei giocatori è proprio qui e che ha visto il film nella nostra stessa sala?
Mike.
Ecco cosa c'era di sbagliato nel bacio con Enzo. Non mi stava dando nulla del calore affettuoso che ho provato con Mike sin dal primo istante. È stato un bacio strano, come se lo stesse facendo da amico, per abbracciarmi e rincuorarmi, ma... è sbagliato. Lui è un ragazzo carino e gentile, ma non mi piace. O, meglio, non riesco a sentirmi coinvolta da lui, non quanto dovrei essere per baciarlo.
Non riesco ad andare avanti, non so come superarlo. D'ora in poi qualsiasi ragazzo sarebbe sbagliato, perché non mi sentirei mai come mi sono sentita con Mike.
Non avrebbe mai dovuto vedermi con un altro, ora capisco come si è sentito lui l'altro giorno, quando Audrey l'ha baciato di sorpresa... Solo che Enzo mi sembra sincero nel suo interesse, sembra che di me gli importi davvero – se non come ragazza, almeno come amica. O forse sa che, se mi fa del male, dovrà vedersela con Nelly.
«Lav, tutto bene?» mi chiede, allacciando la cintura. «Guarda che è tutto okay, dico davvero.»
Lav. Mike non mi ha mai chiamata così: per lui ero Lavinia o, nei momenti più dolci, Cioccolatino.
«Ti credo» mormoro. Deglutisco, perché non credo che sia una buona idea dirgli che Mike ci ha visti. Magari me lo sono solo immaginato, non c'era davvero e io sto impazzendo.
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Spazio autrice Che facciamo, crediamo che Enzo fosse un buona fede o dubitiamo anche di lui?
Questa scena era nella mia testa mentre stavo ancora scrivendo l'inizio (lo so, ora mi direte che questa storia è scritta per spezzarvi il cuore) e in teoria... avrei dovuto pubblicarla in contemporanea alla vera uscita del film di Capitan America a febbraio...
Questo vi fa capire quanto sia sfasata la mia vita e da quanto tempo lo sia.