Capitolo 79 (seconda parte)

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Quando riapro gli occhi, scopro che sono ancora le sette

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Quando riapro gli occhi, scopro che sono ancora le sette. Li richiudo subito, perché quando ieri io e Lavinia abbiamo finito con il sesso in doccia – l'ho lasciata a pulirsi dopo l'orgasmo – era l'una passata.

Ma ho dormito bene. Il miglior sonno ristoratore da tanti mesi a questa parte.

Sonnecchiando, mi giro verso Lavinia, che si è rannicchiata contro di me dandomi le spalle e le do un bacio sulla guancia. Le sue labbra chiare si distendono in un sorriso, mentre si sistema meglio sotto le coperte per abbracciarmi.

«Che vuoi fare per il tuo compleanno?» le chiedo.

«Il mio compleanno? Ma manca un mese...»

«Ho un mese per organizzare qualcosa. Cosa vuoi fare?»

Schiude gli occhi, bellissima, e mi guarda. «Mike, il mio compleanno è di lunedì.»

«E allora? Posso portarti a casa dopo il lavoro, o possiamo vederci prima, se vuoi pranzare insiem...»

Mi interrompe coprendomi la bocca con la mano. «Non hai capito. Il mio compleanno è il quattordici aprile e il quindici si gioca l'eventuale gara tre della finale di Eurocup. Se giochiamo con una squadra che è arrivata più in alto di noi nei gironi, tu non sei qui, perché hanno il fattore campo e devi giocare in trasferta.»

«Ti chiedo cosa vuoi per il compleanno e tu pensi a...» Stavolta mi interrompo da solo. Parliamo del suo compleanno e lei tifa Virtus da ancora prima di tifare per me. Se fossi un tifoso, probabilmente farei gli stessi ragionamenti. Scuoto la testa, cercando di non ridere. «Lavi, siamo noi la squadra che si è piazzata meglio, tra quelle rimaste.»

Noi, Cluj, Valencia e una turca di cui non ricordo mai il nome – non il Bursaspor, perché quella la ricordo bene.

«Quindi significa che...»

«Che se arriviamo a gara tre, potremmo vincere in casa il giorno dopo il tuo compleanno. O saremmo già usciti, oppure potremmo festeggiare insieme, se avremo vinto in gara due.» Le accarezzo il viso, cercando di concentrarmi sui suoi lineamenti e non sulla spalla nuda.

«Se arriviamo a gara tre... Potresti farmi avere dei biglietti anche per papà? Da quando sono andata a stare da lui, non è mai andato al Palavulnus e forse...»

«Va bene, amore. Però ora devi dirmi cosa vuoi per te.»

«Voglio che vinciate l'Eurocup, perché in questo momento la mia vita è perfetta così come è e non mi serve niente.»

«I regali non devono servire a qualcosa.»

«Se non mi servono, sono inutili... E allora che senso hanno?»

Questa nuova sincerità tra me e lei ci mette di fronte alle nostre vite, che per lungo tempo sono state molto diverse. Lei non si è mai concessa niente di più di quello che poteva permettersi e non riesce a concepire i regali fatti solo per regalare qualcosa a qualcuno. «Devi rivedere il concetto di regalo, cioccolatino.»

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