Capitolo 67 (prima parte)

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Il Natale più tetro della mia vita

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Il Natale più tetro della mia vita.

Ho passato la Vigilia con Liam a casa di Teo e Anja, che hanno fatto di tutto per tirarmi su – persino riempire il silenzio con chiacchiere inutili su un programma di pasticceria che guarda Daisy in televisione.

Persino lei era turbata da me. Forse lo sa, tutti sembrano sapere tutto.

Ho regalato a mio figlio un set lego di Spiderman, che abbiamo iniziato a montare durante la mattinata insieme, fino a quando non è arrivato il momento di riportarlo dalla madre.

Con Audrey parlo il minimo indispensabile – nemmeno la riporto più a casa dopo le partite. Liam è stato comprensivo, non mi fa mai pesare quei preziosi minuti in cui potremmo stare insieme in macchina, perché la presenza della mia ex moglie spegnerebbe qualsiasi clima sereno aleggi tra me e lui.

Da quando mi sono lasciato con Lavinia, evita di nominarla, anche se spesso lo vedo sul punto di parlare, salvo poi mordersi la lingua e attaccare qualche chiacchiera che riguarda la scuola o mi chiede cose di basket.

Abbiamo ribaltato i nostri ruoli, è lui che si prende cura di me.

La partita "natalizia" di fine dicembre è andata bene, una vittoria contro Treviso. La squadra sembra girare per il verso giusto: anche in Eurocup stanno arrivando dei risultati che ci tengono in zona Playoff.

Parcheggio nel garage del Palavulnus. Salvatore mi ha chiesto di venire anche se Colucci ci ha dato il giorno libero. È stato vago quando gli ho chiesto spiegazioni, ha solo detto di indossare una felpa della Vulnus.

Passo attraverso i soliti corridoi che mi conducono prima allo spogliatoio e poi verso il parquet. Prima che lo raggiunga, trovo proprio Salvatore, in giacca e cravatta come sempre, mentre sta dando delle direttive ad Aldo, il cameraman principale della società e a Valerio, il ragazzo che ha preso il suo posto nell'ufficio stampa – che rimane comunque un suo sottoposto.

Mi blocca, congedando gli altri due. «Non ti ho anticipato nulla per non metterti in allarme. Ricordi l'accordo con la Villafiore Recording?»

Lavinia. Certo che ricordo.

«Di che si tratta?»

«Dobbiamo girare il video per un paio di brani della tua ex ragazza. Sappiamo tutti com'è la situazione, ma si tratta di una manovra di marketing per lei. Avevamo firmato un contratto con loro, quindi non posso tirarmi indietro.»

«E io che ci faccio qui? Riguarda lei.»

«Riguarda anche te. Nell'idea che ha la casa discografica, dovresti esserci anche tu nel videoclip. Per questo,» dalla cartellina che tiene sottobraccio tira fuori un foglio stampato, «devi firmare la liberatoria. Si tratta solo del tuo okay a comparire.»

«Non posso farlo.» Non posso vederla, non posso stare male di nuovo, non posso neanche ascoltarla suonare. «Audrey metterebbe di mezzo gli avvocati con mio figlio.»

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